Il re nudo

11 marzo 2011
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Il re nudo

La serie di rivelazioni di WikiLeaks solleva più dubbi ed interrogativi che conferme. di Enrico La Rosa Ad esser franchi ed anche un po’ naïf, l’interesse estremo dei sudditi sarebbe di conoscere nei minimi particolari ciò che dicono e fanno i regnanti, essendo essi stessi – almeno in teoria – l’oggetto e l’interesse principale dei primi. Regnanti nudi, all’interno di uffici dalle pareti di vetro, pieni di microfoni che facciano ascoltare all’esterno tutto quello che essi dicono, anche al telefono. Altro che intercettazioni… Mi si obietterà: e la privacy? Ma che bisogno c’è della complicità del silenzio, se quello che si dice è lecito e legittimo? Un governante, un rappresentante del popolo deve essere stanco alla fine del suo mandato, deve provare un’enorme soddisfazione per quello che ha fatto nell’interesse di chi lo ha eletto; ma deve anche sentirsi spossato e desideroso di smettere di governare a causa dello stress subito, altro che privilegi! Ecco perché, da naïf, si può segretamente sperare che di WikiLeaks non uno solo ne esista, ma tanti. Sappiamo, tuttavia, che le regole della politica e della diplomazia sono ben altre. Tutto ciò che riguarda le relazioni tra popoli o Nazioni, o Stati, deve essere coperto dal

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OMeGA, una iniziativa di cultura e di azione per il Mediterraneo

10 marzo 2011
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OMeGA, una iniziativa di cultura e di azione per il Mediterraneo

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo intervento che alimenta il dibattito generato dalla nascita di questo giovane Osservatorio e del suo giornale  “omeganews”, arricchendone le pagine, che come vele al vento portano il giornale a solcare le onde e approdare sulle varie coste di questo nostro Mediterraneo pieno di storia, cultura, risorse, passioni. Si tratta della dichiarazione di intenti della “proprietà”, ossia dell’ Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica ed Antropologia, che è proprietario del giornale, nella persona del suo Presidente: Prof. Giorgio Cortellessa (La Redazione).   di Giorgio Cortellessa          Pochi mesi fa, era metà novembre dell’anno 2010, un gruppetto di persone di varia età e con differenti attività si sono riunite e hanno deciso di costituire una Associazione battezzata OMeGA in cui le due lettere Me sono le iniziali della parola “Mediterraneo”.          Il proposito era ed è non solo di approfondire i problemi geopolitici e ambientali del mare Mediterraneo e delle terre che lo racchiudono, ma anche di dar luogo a azioni concrete per far sì che soprattutto gli italiani più giovani potessero, attraverso stage in loco, toccare con mano le situazioni socioeconomiche, politiche e ambientali. Si sarebbe così iniettata un poco di cultura in una frazione, ancorché piccola,

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La EIB si impegna a supportare l’economia tunisina

9 marzo 2011
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La EIB si impegna a supportare l’economia tunisina

La Redazione Sulla linea di quanto stabilito nel gennaio 2011 attraverso un memorandum d’intesa stilato tra l’Unione per il Mediterraneo (UpM) e la Banca europea per gli investimenti (BEI) (The UfM Secretariat and EIB join forces in concrete cooperation in the Mediterranean), il 3 marzo 2011 il vice presidente della BEI Philippe de Fontaine Vive, a seguito di una visita ufficiale in Tunisia, ha annunciato la messa a disposizione di quasi 2 miliardi di Euro al fine di incentivare una complessiva ripresa economica della Tunisia rispondendo alle priorità infrastrutturali e sociali per supportare lo sviluppo democratico del paese. (EIB allocates 1.87 billion Euros to finance priority projects in Tunisia).  Tale sostegno segue la decisione del Parlamento europeo di innalzare il tetto dei prestiti da parte della BEI di 1 miliardo di Euro nei prossimi tre anni puntando a finanziare progetti infrastrutturali e l’attività delle piccole e medie imprese nei paesi partner del mediterraneo. I recenti eventi ed il conseguente rischio di una maggiore instabilità hanno costituito l’elemento determinante per l’adozione della decisione (An extra billion euros in finance for Mediterranean basin projects). Scarica l'articolo in formato PDF

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Il generale Jovan Divijak

7 marzo 2011
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Caro direttore, se lo spazio del giornale lo consente, vorrei raccontare in poche righe di un incontro della mia vita, con una persona davvero speciale. Ho avuto il piacere di conoscere il generale Jovan Divjak a Sarajevo a cavallo dell’anno 2000. Mi fu presentato da un’amica che avevamo in comune, Nadira Sehovic. Divjak ci ricevette nel suo piccolo studio, ove gestiva un’organizzazione che aiutava gli orfani di guerra. Era fiero di quello che stava facendo e del fatto che il suo obiettivo fosse dare un po’ di serenità a ragazzi che la guerra aveva lasciato orfani non solo dei genitori, ma anche delle aspettative di vita. Dialogammo in francese e con quel po’ di serbo- croato (ora si chiamerebbe bosniaco) che stavo imparando, anche se dovetti spesso ricorrere all’aiuto di Nadira; comprendere una lingua è avvicinarsi all’anima di un popolo. Il Generale cercava attraverso piccole cose, di incoraggiare gli orfani ad affrontare un futuro che ai loro occhi appariva terribile. Chi sia stato in quella splendida città che era ed è Sarajevo, e ne abbia conosciuto gli abitanti, la cultura e la serenità, particolarmente negli anni in cui gli accordi di Dayton cercavano di produrre degli effetti, non potrà scordarsi

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