Posts Tagged ‘ Siria ’

Risoluzione 2043 (2012) del Consiglio di Sicurezza ONU – Siria

24 aprile 2012
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Risoluzione 2043 (2012) del Consiglio di Sicurezza ONU – Siria

Riceviamo dal Centro Informazioni delle Nazioni Unite per l’Europa occidentale (UNRIC – United Nations Regional Information Center), che ha provveduto anche alla sua traduzione in italiano,  la “Risoluzione 2043 (2012) del Consiglio di Sicurezza ONU – Siria, che pubblichiamo integralmente:   Il Consiglio di Sicurezza, Con riferimento alla propria risoluzione 2042(2012), alle dichiarazioni della Presidenza del Consiglio di Sicurezza del 3 agosto 2011, 21 marzo 2012 e 5 aprile 2012, richiamandosi inoltre a tutte le risoluzioni in materia dell’Assemblea Generale, Confermando il proprio appoggio all’Inviato Speciale Congiunto di Nazioni Unite e Lega degli Stati Arabi, Kofi Annan e all’operato dello stesso, sulla base della risoluzione dell’Assemblea Generale A/RES/66/253 datata 16 febbraio 2012 e delle relative risoluzioni della Lega degli Stati Arabi, Confermando il proprio impegno nella lotta per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Siria, e la propria fedeltà agli obiettivi e ai principi della Carta, Condannando le dilaganti violazioni dei diritti umani per opera delle autorità siriane e gli abusi sulla popolazione perpetrati da gruppi armati; ribadendo che i responsabili di tali crimini risponderanno delle proprie azioni, e esprimendo il proprio profondo sgomento per la morte di migliaia di persone in Siria, Esprimendo il proprio apprezzamento per

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Siria, morire ignorati. Voci dalla strada

11 marzo 2012
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Siria, morire ignorati. Voci dalla strada

Syria, dramma dimenticato nel Mediterraneo. I racconti di amici siriani, ora all’estero, testimoniano una situazione tremenda. Centinaia di morti, ovunque, mi ha riferito un’amica responsabile di organizzazioni legate al rispetto dei diritti umani. Per inciso, il motivo per cui non cito i nomi risulterà comprensibile ai lettori. Molte di queste persone hanno lasciato in patria familiari, parenti e amici. Perché gli uomini, sopratutto quando appartenenti a organizzazioni paramilitari e militari, sparano e ammazzano senza distinzione di età, sesso o religione? La risposta è stata ” Pensano di essere Dio; e non puoi contestare Dio”. Arresti arbitrari e condizioni di detenzione molto dure, mi ha riferito un ragazzo siriano che studia in Italia, i cui parenti a Damasco sono stati ripetutamente arrestati. Le uniche zone immuni dagli scontri diffusi, risultano quelle di Damasco e Aleppo, dove il ferreo controllo dei servizi segreti, con il ricorso ad arresti e detenzioni di massa, unitamente ad una situazione sociale differente dalle altre zone del paese, impedisce il sorgere di attività di protesta che possano sfociare in contestazioni violente al regime. I motivi della protesta vanno ricercati in una situazione che si è deteriorata nel tempo: benefici agli appartenenti al partito Baath o ai vari

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Syria

21 novembre 2011
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Syria

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa corrispondenza, preziosa testimonianza di quanto accade in Siria, proveniente da persona qualificatissima, della quale, ovviamente, omettiamo di pubblicare coordinate di alcun genere.   After eight months of conflict in Syria between the government and the protestors the result is 3600 dead, thousands in jails, hundreds in hiding. It is obvious how the gap is getting bigger between the pro-government people and the anti-government people, sometimes in the same family, in the same circle of friends, in the same classes, and places of work.  The gap is getting bigger within the Syrian society, and today there is hate and more and more wounds. In some areas of Syriaanti-government people are grieving their losses, at the same time that pro-regime people are celebrating in public places with singing. Something happened a few days ago at the European University that must give us pause. We need to stop what we are doing, and start thinking again of what will happen to our beloved Syria. The crackdown of the security services on those student protestors who are anti-regime came down to giving pro-regime students electrical prods and sticks, and they told them to take charge of the violence the

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Syrian Electronic Army: quando il conflitto corre sulla Rete

7 novembre 2011
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Syrian Electronic Army: quando il conflitto corre sulla Rete

di Elisa Bertacin La guerra è pianificazione e strategia. Ma è anche comunicazione e propaganda. E, soprattutto negli ultimi decenni, la guerra è tecnologia. Da sempre, tutti questi settori sono stati gestiti da esperti generali, strateghi, ingegneri ed esperti di comunicazione. In sintesi, la guerra, perlomeno a livello strategico e tattico, è sempre stato un lavoro di élite, un mondo accessibile a pochi (e spesso vissuti) protagonisti. Con la Rivoluzione dell’Informazione, le dimensioni spazio-temporali della guerra si stanno modificando, fino quasi ad annullarsi: oggi l’idea di un collegamento immediato, telefonico, ma non solo, tra il continente americano e l’Europa non suscita più stupore e meraviglia, anzi, vista l’evoluzione di tutte le tecnologie e mezzi di comunicazione, ci si aspetta di poter comunicare da qualsiasi parte del mondo e verso qualsiasi altra parte del mondo nel giro di pochi secondi. Ed anche la guerra, la cui storia è da sempre intimamente connessa con le innovazioni tecnologiche, sta risentendo di questi fattori: termini quali Information Warfare e Cyber Warfare sono ormai all’ordine del giorno e gli analisti più addentro alle questioni di sicurezza nazionale ed internazionale sono sempre più consapevoli del peso crescente della realtà virtuale. A dire il vero, le loro

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