Posts Tagged ‘ Unione Europea ’

Un dialogo euro-mediterraneo per l’immigrazione: quali prospettive?

27 giugno 2011
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Un dialogo euro-mediterraneo per l’immigrazione: quali prospettive?

di Elisa Bertacin Dopo i primi entusiasmi, suscitati dalle rivolte nordafricane e dalla speranza di una primavera democratica anche nella regione, l’attenzione si è focalizzata sui flussi migratori che hanno interessato, e ancora interessano, l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione Europea, da sempre investiti da questo fenomeno. A livello nazionale, si parla ormai di più di 27.000 persone, giunte nel nostro Paese per sfuggire agli scontri e alle violenze civili delle Nazioni sud-mediterranee. Sin dai primi giorni, si è parlato di “emergenza immigrati” e molte sono state le proposte avanzate, soprattutto a livello europeo. In particolare, Malta ed Italia hanno più volte richiesto di attivare la Direttiva UE 55 del 20 luglio 2001 (emanata dopo la crisi umanitaria del Kosovo del 1999). In base all’art.1, essa concerne le “norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla protezione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi”. In più, secondo l’art.2 comma a), s’intende per “protezione temporanea”: “la procedura di carattere eccezionale che garantisce, nei casi d’afflusso massiccio di sfollati provenienti da Paesi terzi che non possono rientrare nel loro Paese d’origine, una tutela

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L’Europa e i suoi Vicini

8 aprile 2011
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L’Europa e i suoi Vicini

Deludente seduta parlamentare che evidenzia, ancora una volta, la poco incisiva politica di buon vicinato dell’Europa di Enrico La Rosa Il sito del Parlamento europeo ha pubblicato ieri, al termine della seduta dedicata all’esame della proposta di risoluzione sulla “revisione della politica europea di vicinato-dimensione meridionale”, un resoconto che definire sconcertante è poco. Innanzitutto, con enorme perspicacia e tempestività, si scopre che, secondo gli eurodeputati, la politica europea di vicinato (PEV) ha bisogno di essere profondamente revisionata. Se la perspicace intuizione di questi signori è giusta e condivisibile, ancorché in ritardo di parecchie lune, non possono non cascare le braccia leggendo quale sia l’origine di tale epocale intuizione («il fallimento della PEV nel promuovere i diritti umani nei paesi terzi»), quale lo scopo a base del proposito di revisione (<per sostenere la stabilità e la crescita ai confini comunitari»), quale il quadro in cui si richiede che ciò debba avvenire («a condizione però che siano realizzate le riforme democratiche») e l’individuazione di lacci, laccioli e condizioni varie, del tipo «garantire ad alcuni (!!!) degli Stati partner uno status più avanzato nelle relazioni con l’Unione», «facilitare l’ottenimento dei visti d’ingresso per tutti i partner del Mediterraneo, in particolare per studenti, ricercatori

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Aspettando il 7 aprile…

6 aprile 2011
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Aspettando il 7 aprile…

L’Europa unita dovrà scandire i tempi per una cooperazione mediterranea reale ed efficace, integrata ed organica, che preveda la condivisione  delle risorse per fronteggiare comuni minacce. L’approccio, per essere efficace, dovrà essere di natura estremamente paritetica e passare, preferibilmente, attraverso il benestare di organizzazioni sovranazionali della sponda opposta, come l’Unione Africana o la Lega Araba o l’UMA, e nella convinzione che è assolutamente necessaria la complementare condivisione di risorse (Sud) e know-how (Nord).    Di questo si è reso interprete il presidente francese Sarkozy che indicò nell’Unione per il Mediterraneo l’ambito istituzionale di riferimento del processo di integrazione dei Paesi del bacino mediterraneo. Istituzione che permetterebbe di superare gradualmente le visioni contrapposte tra il Nord ed il Sud, anche grazie al principio di flessibilità geografica. Nell’immediato futuro questo strumento, se ben utilizzato nei settori prioritari già individuati, avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta per l’avvicinamento non solo sul piano prettamente economico e militare, ma anche culturale e sociale. L’unico dubbio ed ostacolo continua a rimanere l’utilità, in termini politici e socio-culturali, dell’avvenuto coinvolgimento dei Paesi dell’UE non bagnati dal Mediterraneo. Alla lunga, potrebbero costituire motivo di discontinuità, incomprensione e contrapposizione. Se il partenariato finora ha funzionato poco è stato

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