Posts Tagged ‘ Mediterraneo ’

Sahara Occidentale, un destino condizionato da vecchi e nuovi coloni

19 maggio 2011
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Sahara Occidentale, un destino condizionato da vecchi e nuovi coloni

IlConvegno, organizzato da OMeGA e tenuto il 10 maggio presso la sala Montezemolo del Casd, ha messo in luce l’immobilismo della politica internazionale, quando si scontri con l’interesse dei Grandi. di Guido Monno “Alla fine prevale sempre la legge del più forte”, questa in sintesi l’amara considerazione del ministro Giorgio Bosco, forte della sua lunga esperienza al servizio della diplomazia, al termine di una giornata di studio dedicata al problema Saharawi e organizzata dall’associazione O.Me.G.A., a Roma, il 10 maggio presso la prestigiosa sede del CASD. Le numerose relazioni presentate hanno dato un quadro esaustivo della vicenda ma l’intervento dell’assessore della Regione Toscana, Massimo Toschi, e la sconfortante ammissione di impotenza del ministro Giorgio Bosco hanno sintetizzato i risultati del dibattito. Toschi si è giustamente chiesto come, se non sia possibile trovare una soluzione a un problema che riguarda 300.000 persone, si possano risolvere controversie ancora più complesse quali quelle che riguardano il conflitto fra Israeliani e Palestinesi o i numerosi altri conflitti di cui poco si parla. E qual è il discrimine per cui di fronte ad alcuni problemi ci si muove immediatamente a seguito di decisioni delle Nazioni Unite inviando risorse, sopratutto militari, mentre in altri (e direi

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Presentazione del convegno

14 maggio 2011
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Presentazione del convegno

Riportiamo l’intervento di apertura al convegno: “Le regioni mediterranee: un caso emblematico il Sahara Occidentale” di Enrico La Rosa Signore e signori, a nome dei soci di OMeGA vi do il benvenuto al Convegno di OMeGA sul Sahara Occidentale. L’evento di oggi sancisce il debutto dell’Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia nell’attività di indagine geopolitica ed antropologica, nata il 12 novembre dello scorso anno, appena 5 mesi e mezzo fa. Segna anche il debutto ufficiale del ‘giornale on line’, di cui l’Osservatorio si è voluto dotare, regolarmente registrato presso il tribunale  di Roma il 31 dicembre dello scorso anno, appena 131 giorni fa, la cui produzione a tutt’oggi è stata in parte inserita nella vostra cartella, e di cui mi onoro di essere il Direttore Responsabile. Salvo qualche collaudata individualità, non siamo esperti di organizzazione di eventi, e chi ci ha seguito nel percorso di questi ultimi mesi se ne sarà abbondantemente accorto. Non siamo neppure esperti giornalisti, e la mancanza di ‘mestiere’ sarà certo visibile leggendo i nostri articoli. Non pretendiamo di essere esperti della questione del Sahara Occidentale, ed infatti non osiamo andare oltre la presentazione rigorosamente storica dei fatti riscontrabili su documenti ufficiali, fonti aperte e notizie

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Gli effetti della pirateria marittima sui Paesi mediterranei

6 maggio 2011
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Gli effetti della pirateria marittima sui Paesi mediterranei

Una breve analisi macroeconomica di Elisa Bertacin Negli ultimi anni, si è ripreso a parlare di un fenomeno apparentemente limitato a livello geografico, ma dalle notevoli ripercussioni sul piano internazionale: la pirateria marittima. Nella maggior parte dei casi, questa piaga è associata ad una precisa zona geografica: la Somalia. Ma il Golfo di Aden non è l’unica area infestata dai pirati: anche il Golfo di Guinea, in Africa occidentale, è considerato zona ad alto rischio, così come le acque antistanti il Bangladesh ed il Sud-est asiatico. Ciononostante, l’area somala rappresenta il maggior focolaio di attacchi in alto mare. In generale, un’azione di pirateria marittima comporta due distinti tipi di offesa: da un lato, rapine e dirottamenti, quando l’obiettivo dell’attacco è rubare una nave o il suo cargo; dall’altro lato, può implicare il rapimento, quando la nave e l’equipaggio vengano tenuti in ostaggio, fino al pagamento di un riscatto. Il caso somalo è pressoché unico, dal momento che quasi tutti gli attacchi sono stati condotti al fine di ottenere un riscatto per il rilascio degli ostaggi. In quest’articolo non si vogliono studiare le complesse cause di fondo di tale fenomeno, quanto piuttosto proporre una breve analisi politico-economica delle conseguenze della pirateria somala,

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L’Europa e i suoi Vicini

8 aprile 2011
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L’Europa e i suoi Vicini

Deludente seduta parlamentare che evidenzia, ancora una volta, la poco incisiva politica di buon vicinato dell’Europa di Enrico La Rosa Il sito del Parlamento europeo ha pubblicato ieri, al termine della seduta dedicata all’esame della proposta di risoluzione sulla “revisione della politica europea di vicinato-dimensione meridionale”, un resoconto che definire sconcertante è poco. Innanzitutto, con enorme perspicacia e tempestività, si scopre che, secondo gli eurodeputati, la politica europea di vicinato (PEV) ha bisogno di essere profondamente revisionata. Se la perspicace intuizione di questi signori è giusta e condivisibile, ancorché in ritardo di parecchie lune, non possono non cascare le braccia leggendo quale sia l’origine di tale epocale intuizione («il fallimento della PEV nel promuovere i diritti umani nei paesi terzi»), quale lo scopo a base del proposito di revisione (<per sostenere la stabilità e la crescita ai confini comunitari»), quale il quadro in cui si richiede che ciò debba avvenire («a condizione però che siano realizzate le riforme democratiche») e l’individuazione di lacci, laccioli e condizioni varie, del tipo «garantire ad alcuni (!!!) degli Stati partner uno status più avanzato nelle relazioni con l’Unione», «facilitare l’ottenimento dei visti d’ingresso per tutti i partner del Mediterraneo, in particolare per studenti, ricercatori

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