Posts Tagged ‘ Tunisia ’

La rivoluzione velata

11 marzo 2012
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La rivoluzione velata

La Dottoressa Leila el Houssi ha pubblicato un interessantissimo articolo sulla situazione attuale in Tunisia sulle pagine della rivista “Il Mulino”: http://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:1431 L’attenzione vien concentrata sulla recente vittoria elettorale  di Ennadha, un partito con forti radici islamiche, fortemente organizzato sul territorio e non compromesso con il passato regime dittatoriale di Ben Alì, e che ha conquistato il 40% dei voti come sottolinea l’autrice. Come in molti paesi islamici, anche in Tunisia l’identità musulmana  è profondamente radicata nella società e per anni  proprio il sentimento religioso, che ricordiamoci nell’islam è “din wa dawla”,religione e stato, ha costituito il collante che ha cementato la più forte voce che si è levata contro i vari regimi dittatoriali. Regimi che, dietro una parvenza di modernizzazione e ricerca dei modelli occidentali, hanno spesso governato con la più bieca brutalità tesi principalmente al maggior profitto personale possibile ed alla conservazione del potere. E’ quindi logico che coloro che aspiravano ad un modello diverso dalla società dittatoriale e rispettoso dei canoni occidentali relativo ai diritti umani, parità e pari opportunità fra i vari sessi, guardino con molto timore ad una rinascita di modelli islamici che possono variare da quello progressista  a quello Salafita letterale, sopratutto in considerazione

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La EIB si impegna a supportare l’economia tunisina

9 marzo 2011
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La EIB si impegna a supportare l’economia tunisina

La Redazione Sulla linea di quanto stabilito nel gennaio 2011 attraverso un memorandum d’intesa stilato tra l’Unione per il Mediterraneo (UpM) e la Banca europea per gli investimenti (BEI) (The UfM Secretariat and EIB join forces in concrete cooperation in the Mediterranean), il 3 marzo 2011 il vice presidente della BEI Philippe de Fontaine Vive, a seguito di una visita ufficiale in Tunisia, ha annunciato la messa a disposizione di quasi 2 miliardi di Euro al fine di incentivare una complessiva ripresa economica della Tunisia rispondendo alle priorità infrastrutturali e sociali per supportare lo sviluppo democratico del paese. (EIB allocates 1.87 billion Euros to finance priority projects in Tunisia).  Tale sostegno segue la decisione del Parlamento europeo di innalzare il tetto dei prestiti da parte della BEI di 1 miliardo di Euro nei prossimi tre anni puntando a finanziare progetti infrastrutturali e l’attività delle piccole e medie imprese nei paesi partner del mediterraneo. I recenti eventi ed il conseguente rischio di una maggiore instabilità hanno costituito l’elemento determinante per l’adozione della decisione (An extra billion euros in finance for Mediterranean basin projects). Scarica l'articolo in formato PDF

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Al-Qaëda e il Maghreb – L’AQMI

7 marzo 2011
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Al-Qaëda e il Maghreb – L’AQMI

Penetrazione, consolidamento ed influenza nella regione sahariana. Attuali sviluppi ed opportunità di Guido Monno Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI) è tornata a colpire: il sequestro dell’italiana Sandra Mariani, avvenuto il 2 febbraio scorso nella regione algerina di Alidana, è opera sua, così come il messaggio radio trasmesso da al Arabiya, la tv con sede a Dubai. Un insieme di eventi che ha riportato l’attenzione dei media su quest’organizzazione terroristica. Ma che cos’è più precisamente AQMI? Abdel Bari Atwan nel suo “La storia segreta di al Qaeda” scrive: “di recente al Qaeda si sta espandendo come una multinazionale con nuove filiali in Egitto, Libano, Gaza e Nord Africa. L’ultima preoccupa maggiormente l’Occidente per motivi strategici: di base in Algeria, la nuova organizzazione si trova all’ingresso di una grande parte dell’Africa e la separa dall’Europa continentale un piccolo tratto del Mediterraneo. Il montuoso nord del Maghreb offre le stesse opportunità di campi di addestramento e covi rispetto a Tora Bora (Bin Laden ha spesso parlato con grande affetto dei monti dell’Atlante). Nel sud, AQMI sfrutta il deserto del Sahara, isolato e poco popolato, e i confini porosi con i paesi vicini. Gli USA hanno guardato l’Africa sempre di più come una riserva

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L’Europa e il futuro della sponda sud del Mediterraneo.

25 febbraio 2011
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L’Europa e il futuro della sponda sud del Mediterraneo.

di Guido Monno I recenti avvenimenti in Tunisia ed Egitto hanno attirato l’attenzione del pubblico occidentale sulla sponda sud del Mediterraneo. Finalmente non ci si interessa più degli attacchi degli squali a Sharm el Sheykh, ma ci si comincia a chiedere cosa stia succedendo e perché e quali possibili futuri sviluppi potrebbero riguardarci direttamente. Il silenzio e l’immobilismo dell’Europa, sia a livello della Comunità Europea, che a livello delle singole nazioni, ormai non sorprende più; nessuna dichiarazione d’intenti, nessuna presa di posizione, solo qualche imbarazzato commento e più spesso ridicoli silenzi. Quale contrasto con l’attivismo statunitense i cui interessi economici e strategici nella regione hanno imposto una velocizzazione delle decisioni, probabilmente frutto di studi ed analisi pregressi in cui gli scenari attuali erano già stati presi in considerazione e le eventuali contromisure già programmate. Scarica l'articolo in formato PDF

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