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OMeGA, e adesso?

15 luglio 2017
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OMeGA, e adesso?

di Alberto Osti Guerrazzi Commentando il buon risultato della tavola rotonda OMeGA di Tunisi del 6 luglio scorso, AnsaMed, la sezione dell’agenzia di stampa ANSA dedicata al Mediterraneo, titolava un articolo pubblicato sul suo sito web: “OMeGA rilancia il dialogo inter-mediterraneo”. Forse è un po’ troppo chiedere, ad una piccola associazione culturale quale OMeGA, di rilanciare un dialogo che l’attuale situazione di gravissima crisi in cui si trovano tutti i paesi del Mediterraneo impone come necessario; e che forse dovrebbe essere compito, tale rilancio, di istituzioni ben più strutturate. E, comunque, il tentativo di OMeGA ha avuto interessanti riscontri, e si pone come un tassello piccolo ma significativo nello sforzo, portato avanti da più parti, di riavviare un confronto positivo tra tutti gli attori di quel drammatico teatro che oggi è il Mare Interno. Anche perché la tavola rotonda di Tunisi, che aveva appunto come tema il tentativo di capire le ragioni dell’attuale stasi e proporre idee e metodologie che aiutino a superarla, non nasce dal nulla, ma è stata il frutto di un lungo percorso avviato da OMeGA ormai più di due anni fa e che si è concretizzato nel progetto “Rotte Mediterranee”, realizzato con il supporto decisivo della

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Rotte Mediterranee, 1 – La Rotta del Corallo

3 luglio 2017
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Rotte Mediterranee, 1 – La Rotta del Corallo

Cagliari, domenica 2 luglio 2017 di Alberto Osti Guerrazzi Si è svolto oggi, presso la Manifattura Tabacchi di Cagliari, il quarto e penultimo convegno del primo anno del progetto Rotte Mediterranee, voluto e organizzato dall’Associazione OMeGA, Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia con il decisivo supporto della Fondazione di Sardegna e dei circoli cagliaritani Yachting Club Caralis e Ichnusa. Questo primo anno di Rotte Mediterranee ha come titolo “Lungo le rotte del Corallo”, una rotta antica tra le direttrici che attraversavano il Mediterraneo, frequentata per millenni e attiva fino a pochi decenni or sono; questa era una rotta di scambio tra i banchi di corallo della Sardegna occidentale e della Tunisia, con gli opifici sardi e, ancora, con i mercati di sbocco della Tunisia, ed era percorsa tanto dai cercatori e commercianti di corallo che da altri mercanti. Dopo i tre convegni preparatori di Roma, il convegno di Cagliari si unisce idealmente al quinto ed ultimo convegno di Tunisi del prossimo giovedì 6 luglio su questa direttrice; a Cagliari OMeGA ed i suoi partner hanno voluto raccontare alcune delle eccellenze agroalimentari della Sardegna, e sottolinearne la valenza come volani di sviluppo economico anche orientato alla sponda sud del Mediterraneo. Il

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La minaccia dei profughi ambientali

22 giugno 2017
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La minaccia dei profughi ambientali

Eva C. Müller Praefcke “Il riscaldamento della terra è potenzialmente più pericoloso di qualsiasi forma di terrorismo”, così si esprimevano Peter Schwartz e Doug Randall in un rapporto segreto del 2004, redatto espressamente per il Pentagono e solo successivamente reso pubblico. Già in precedenza, negli anni Novanta, l’esperto di strategia Robert Kaplan aveva scritto un articolo che avrebbe dato un enorme impulso all’attenzione internazionale verso quella disciplina oggi a tutti nota come “environmental security”. Nel suo “The coming anarchy: how scarcity, crime, overpopulation, tribalism and disease are rapidly destroying the social fabric of our planet”, Kaplan metteva in guardia da quelli che sarebbero divenuti tra i maggiori problemi della nostra era: i conflitti per il controllo delle risorse energetiche, per i terreni agricoli e per le risorse idriche, in altri termini, i conflitti originati dall’ambiente. Proprio l’ambiente e la sicurezza, così come le migrazioni e i conflitti, sono diventati, a quanto pare, delle vere e proprie miscele esplosive, così come ci indicano i dati raccolti dal secondo dopoguerra ad oggi, con oltre cento conflitti nel mondo direttamente imputabili a cause ambientali. Ogni anno milioni di persone sono costrette ad abbandonare le abitazioni e i terreni a causa di una drammatica

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Antologia Mediterranea

3 giugno 2017
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Antologia Mediterranea

Da IBN BATTUTAH, I VIAGGI, Einaudi, pag. 729 la Redazione, su proposta di Alberto Osti Guerrazzi   Giugno 1349, il grande viaggiatore sta tornando a casa, e viaggia verso la sua meta, in Marocco: Per tutto il tempo che rimasi a Tunisi, ovvero 36 giorni, frequentai sempre assiduamente il suo illustre mashwar e in quel periodo incontrai lo shayk e imam, suggello e guida dei sapienti, Abu Abd Allah al-Ubulli, che, pur essendo a letto malato, mi chiese molte cose dei miei viaggi. Poi da Tunisi ripresi il mare con dei catalani e raggiungemmo la Sardegna, un’isola cristiana dotata di un porto straordinario (Cagliari, n.d.r.), tutto circondato da grandi travi di legno e con un’entrata simile ad una porta che viene aperta solo quando se ne da il permesso. Sull’isola sorgevano diverse fortezze ed entrati in una di queste vedemmo che ospitava diversi mercati. Io feci voto all’Altissimo che avrei digiunato per due mesi consecutivi se ci avessero fatto ripartire sani e salvi, perché avevamo saputo che gli abitanti dell’isola avevano intenzione di inseguirci non appena fossimo usciti per farci prigionieri. Comunque ne venimmo fuori vivi e dopo dieci giorni giungemmo a Tanas (sulla costa algerina, n.d.r.), poi a Mazuna,

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