Posts Tagged ‘ Comunicazione ’

Cryptography, the art of secrets

19 marzo 2012
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Cryptography, the art of secrets

By Elisa Bertacin Faced with the “challenge of transmitting messages or communications accessible to the limited few, “Cryptography” has proven to be a concept that has always fascinated man. Cryptography is that science which aims to provide an instrument capable of keeping secret all information that is not for public disclosure. The operation with which information is hidden is referred to as encryption. To encrypt information, an algorithm (cipher) is used. The message that is to be encrypted is referred to as plaintext, which, through the use of a key, is converted into the encrypted text or the ciphertext. Decryption, on the other hand, is the reverse process for which a ciphertext is converted into plaintext through the use of the key to the encryption. Throughout history, encryption methods have prevalently been used by four categories of people: the military, diplomats, diarists, and lovers. Given the context provided by the paper, it is obvious that the first two are what interest us the most, and in particular the military. In his time, Plutarch spoke of the Spartan generals, who sent and received coded messages using the scytale, a small cylinder of wood. The message was written on a thin strip

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Medio Oriente:il giorno dopo Stuxnet – Crittografia, l’arte del segreto

30 novembre 2011
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Medio Oriente:il giorno dopo Stuxnet – Crittografia, l’arte del segreto

di Elisa Bertacin “Crittografia” è un concetto che affascina da sempre l’uomo, posto di fronte alla “sfida” di trasmettere messaggi o comunicazioni accessibili solo da pochi e selezionati destinatari. La crittografia è quella scienza in grado di fornire uno strumento atto a mantenere segrete tutte quelle informazioni che non si vogliono divulgare pubblicamente. L’operazione tramite la quale le informazioni vengono nascoste è detta cifratura o crittazione, e si effettua tramite un algoritmo chiamato cifrario. Il messaggio da cifrare è detto testo chiaro (plaintext), il quale, tramite la chiave del cifrario, viene convertito nel testo cifrato o crittogramma (ciphertext). La decrittazione indica il procedimento inverso, nel quale si converte un crittogramma in testo chiaro, attraverso la chiave del cifrario. Nel corso della storia, le tecniche di crittografia sono state utilizzate prevalentemente da quattro categorie di persone: i militari, i corpi diplomatici, i diaristi e gli amanti. È ovvio che, considerato il contesto del giornale, sono i primi due ambiti quelli che più ci interessano, soprattutto quello militare. Già Plutarco racconta dei generali spartani, i quali inviavano e ricevevano messaggi sensibili usando la scitala, una piccola bacchetta di legno. Il messaggio veniva scritto su una striscia di pelle arrotolata attorno alla scitala.

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Propaganda e disinformazione nella crisi libica

15 aprile 2011
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Propaganda e disinformazione nella crisi libica

di Elisa Bertacin Ci risiamo. Ancora una volta, nel vivo di una situazione conflittuale, occorre riparlare di disinformazione mediatica. Questa volta sul banco degli imputati troviamo, tra gli altri, uno dei network informativi ritenuto tra i più neutrali, credibili ed affidabili a livello globale, grazie alla quasi totale assenza di censure e pregiudizi: Al Jazeera. Nata nel 1996 e da subito contraddistintasi per l’assenza di filtri, Al Jazeera è stata spesso accusata dai decisori occidentali di essere collusa con i gruppi estremisti e terroristici, soprattutto perché non ha posto limiti e divieti alla trasmissione dei messaggi di Osama bin Laden e di al-Qaeda. Tuttavia, l’emittente è riuscita nel corso degli anni e, soprattutto, grazie alla copertura di eventi quali l’operazione statunitense Desert Fox del 1998 contro l’Iraq e la seconda intifada palestinese nel 2000, nonché grazie ad interviste e filmati in esclusiva, a guadagnarsi la fiducia delle Opinioni pubbliche pressoché in tutto il mondo (grazie anche al lancio del canale Al Jazeera English). Eppure anche questa fonte consolidata nel mondo dell’informazione globale è finita sotto accusa, sebbene sia stato dato poco risalto a questo elemento. Assieme all’emittente concorrente, Al Arabiya, durante la crisi libica, Al Jazeera ha dimostrato ancora una

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Crisi libica: la comunicazione schizofrenica dell’Italia

30 marzo 2011
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Crisi libica: la comunicazione schizofrenica dell’Italia

 di Patrik Trancu tratto da  Sitting Duck – Crisis communications, crisis management  Ancora una volta una crisi internazionale offre interessanti spunti di riflessione sulle strategie di comunicazione adottate dalle parti in causa. In questo post desidero soffermarmi su due aspetti che mi hanno colpito. Uso delle immagini: forse non tutti hanno notato che in questa circostanza, a differenze di altri eventi (vedi Afghanistan o Iraq) non sono state rilasciate immagini video di lanci di missili Tomahawk o di bombardamenti. Il servizio stampa della US Navy si è limitato a rilasciare un paio di scatti dalla USS Stout presente nel mediterraneo. Sul sito della marina, oltre a 4 comunicati stampa e un paio di foto, segnalo il TG redatto dalla stessa marina che, sorpresa, non contiene immagini video dell’attacco. La decisione da parte della autorità militari americane, ma anche di quelle francesi, di non rilasciare filmati è chiaramente strategica e probabilmente finalizzata a minimizzare la portata degli avvenimenti, almeno nella narrazione video. Un cambio di strategia forse obbligato a fronte delle precedenti esperienze, ma anche alla luce della natura dell’operazione stessa e del messaggio che si cerca di articolare nei confronti dell’opinione pubblica. La seconda riflessione riguarda l’approccio italiano alla comunicazione.

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