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IL DECLINO DELL’EUROPA POST-ROMANA

14 maggio 2013
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IL DECLINO DELL’EUROPA POST-ROMANA

Storia MEDinMED 5   L’effetto dell’espansione dell’Islam ebbe effetti devastanti sul commercio dei paesi europei continentali, su quello della Gallia in particolare. L’interdizione del traffico marittimo da/per i porti che avevano assicurato l’accesso verso l’Europa dei generi provenienti dall’oriente comportò la scomparsa dei mercanti di professione nelle stesse aree. Né, d’altronde, i commercianti musulmani si istallarono in territori al di fuori dell’Islam. Il poco commercio residuo cadde saldamente nelle mani degli Ebrei, numerosi dappertutto e organizzati in una rete di reciproco sostegno, tollerati dai Cristiani, non espulsi dagli Arabi. Costituivano l’unico legame economico esistente tra l’Islam ed il mondo cristiano, tra Oriente e Occidente. La conseguenza macroscopica dell’avvento dell’Islam è la rottura dell’unitarietà mediterranea e della sua continuità politica, economica e sociale e la creazione, come vedremo, di mondi completamente diversi tra loro, che avranno storie differenziate nei secoli successivi. La navigazione “cristiana” continua solo in Oriente e nelle estreme propaggini italiane rivolte verso est e verso sud, sostenuta da Bisanzio e dalle città marinare italiane. A Venezia, nell’Italia meridionale (con gli avamposti di Napoli, Gaeta e Amalfi) e nell’impero bizantino si mantengono le caratteristiche di una civiltà progredita, con città fiorenti e ricche, con moneta aurea, con mercanti professionisti:

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L’AVVENTO DELL’ISLAM

11 maggio 2013
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L’AVVENTO DELL’ISLAM

Storia MEDinMED 4   L’espansione musulmana fu l’evento che determinò la definitiva frantumazione della realtà geopolitica del Mediterraneo e influenzò il destino dell’intera Europa, sia quella mediterranea, sia quella continentale. Le armate musulmane avanzarono molto velocemente ingrossandosi progressivamente per la repentina e spontanea conversione dei conquistati. L’Islam si diffuse rapidamente e con facilità nei territori del Mediterraneo orientale, nei quali il giogo di Bisanzio era odiato: «La predicazione musulmana, per la sua stessa semplicità e per gli ideali di eguaglianza, giustizia e liberalità cui si richiamava in nome di Dio, fece molta impressione ed esercitò una forte attrattiva (Roger Arnaldez in “Il Mediterraneo” di Fernand Braudel)». Ma si diffuse molto velocemente anche verso ovest. Riuscì, infatti, a penetrare sino alle porte della Provenza, incamerando progressivamente tutta la fascia mediterranea dell’Africa, la Spagna, la Sicilia, la Corsica e le Baleari. Due direttrici a tenaglia, quindi, ed al centro Bisanzio ed il suo inespugnabile territorio. L’impero d’oriente, pur al culmine della sua potenza, non poté impedire l’avanzata islamica verso Est e verso Ovest e da allora fu ridotto alla difensiva nelle acque greche. I collegamenti dell’impero si mantengono solo ad oriente della Sicilia, lungo la direttrice Adriatico-Jonio-Egeo e lungo le coste bizantine.

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J. H. cherche âme sœur: la ricerca dell’Io tra esilio e origini

10 maggio 2013
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J. H. cherche âme sœur: la ricerca dell’Io tra esilio e origini

 J. H. cherche âme sœur è uno dei romanzi più affascinanti della scrittrice franco-algerina Leïla Sebbar. Pubblicato nel 1987, esso riprende pienamente il tema attorno al quale si concentra l’intera produzione letteraria sebbariana: l’esilio. Leïla Sebbar si serve della sua esperienza personale per descrivere l’isolamento, la marginalità, il rifiuto e le frustrazioni derivanti dall’emigrazione. Attraverso il giovane protagonista Jaffar,  infatti, la scrittrice esprime tutta la complessità di una vita in esilio e l’incessante ricerca dell’identità: nel romanzo, Jaffar va in cerca della propria identità e delle proprie origini, di qualcosa che stabilisca un legame con la sua terra d’origine, l’Algeria, lui che, come la scrittrice, vive in terra d’esilio. Jaffar appartiene alla seconda generazione di immigrati maghrebini in Francia, comunemente chiamata génération beur, e la sua complessa esistenza offre all’autrice un valido motivo di riflessione sull’identità frammentaria e sulla memoria interrotta dall’esilio. Il protagonista, infatti, ha origini algerine e, proprio come l’autrice, prova il sentimento di una perdita insanabile, quella del suo paese d’origine, l’Algeria, che viene idealizzata dal giovane esule come simbolo di un paradiso perduto, culla delle origini e degli affetti familiari. La vita nelle banlieues non è semplice e spesso gli immigrati vengono rifiutati ed esclusi, costretti

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L’EREDITA’ DI ROMA

9 maggio 2013
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L’EREDITA’ DI ROMA

Storia MEDinMED 3   La collaborazione non sempre facile fra linguisti archeologi e storici, l’approfondimento negli ultimi decenni degli studi di tipologia linguistica e lo sviluppo della linguistica storico-comparativa e dell’archeologia linguistica, stanno tracciando dei contorni netti e scientificamente attendibili con ipotesi finalmente prossimi alla realtà in merito ai flussi migratori dell’essere umano dall’inizio della sua storia. Uno degli oggetti maggiormente dibattuti dagli studiosi è stata l’origine degli Indoeuropei e, di conseguenza, dell’Europa. Nel circuito migratorio rotatorio (in senso antiorario quello che riguarda noi Europei) che sembrerebbe essersi instaurato dalla notte dei tempi e essersi ciclicamente ripetuto con la cadenza di qualche millennio, gli emicicli ascendenti sembra molto probabile siano provenuti da aree anatoliche o caucaso-iraniche e abbiano sicure testimonianze kurganiche nel passaggio nelle steppe del sud della Russia; gli emicicli discendenti sono stati sempre compiuti nei periodi di glaciazione o di consistente riduzione della temperatura della crosta terrestre nell’estremo nord, tali da impedire le attività del sostentamento, quali la pastorizia e l’agricoltura. E’ stato così durante la civiltà minoica e dei faraoni, allorché le cronache letterarie attribuirono a responsabilità dei non meglio identificati “popoli del nord” molti sconvolgimenti avvenuti sulle rive del Mediterraneo soprattutto orientale contemporaneamente al declino di

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hanno detto