Storia MEDinMED 5 L’effetto dell’espansione dell’Islam ebbe effetti devastanti sul commercio dei paesi europei continentali, su quello della Gallia in particolare. L’interdizione del traffico marittimo da/per i porti che avevano assicurato l’accesso verso l’Europa dei generi provenienti dall’oriente comportò la scomparsa dei mercanti di professione nelle stesse aree. Né, d’altronde, i commercianti musulmani si istallarono in territori al di fuori dell’Islam. Il poco commercio residuo cadde saldamente nelle mani degli Ebrei, numerosi dappertutto e organizzati in una rete di reciproco sostegno, tollerati dai Cristiani, non espulsi dagli Arabi. Costituivano l’unico legame economico esistente tra l’Islam ed il mondo cristiano, tra Oriente e Occidente. La conseguenza macroscopica dell’avvento dell’Islam è la rottura dell’unitarietà mediterranea e della sua continuità politica, economica e sociale e la creazione, come vedremo, di mondi completamente diversi tra loro, che avranno storie differenziate nei secoli successivi. La navigazione “cristiana” continua solo in Oriente e nelle estreme propaggini italiane rivolte verso est e verso sud, sostenuta da Bisanzio e dalle città marinare italiane. A Venezia, nell’Italia meridionale (con gli avamposti di Napoli, Gaeta e Amalfi) e nell’impero bizantino si mantengono le caratteristiche di una civiltà progredita, con città fiorenti e ricche, con moneta aurea, con mercanti professionisti:



