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LA RIMONTA DELL’EUROPA CONTINENTALE

31 maggio 2018
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LA RIMONTA DELL’EUROPA CONTINENTALE

MED in MED – 11a puntata della Redazione Vi abbiamo già riproposto le prime otto parti della storia del Medio Evo nel Mediterraneo (o del Mediterraneo durante il Medio Evo). che ritroverete, in ordine, ai seguenti link: Medioevo, Mediterraneo e altre storie http://www.omeganews.info/?p=1670 – http://www.omeganews.info/?p=3490 Le invasioni barbariche altomedievali – Cronologia comparata http://www.omeganews.info/?p=1897 – http://www.omeganews.info/?p=3497 L’eredità di Roma http://www.omeganews.info/?p=1998 – http://www.omeganews.info/?p=3499 L’avvento dell’Islam http://www.omeganews.info/?p=2029 – http://www.omeganews.info/?p=3517 Il declino dell’Europa post-romana http://www.omeganews.info/?p=2043 – http://www.omeganews.info/?p=3577 Lo splendore bizantino http://www.omeganews.info/?p=3590 – http://www.omeganews.info/?p=3590 Mediterraneo, crocevia economico e culturale http://www.omeganews.info/?p=3618 – http://www.omeganews.info/?p=3618 I germogli dell’Europa moderna http://www.omeganews.info/?p=3634 – http://www.omeganews.info/?p=3634 L’epoca d’oro del Mediterraneo – Le Repubbliche marinare e le Crociate http://www.omeganews.info/?p=3636 – http://www.omeganews.info/?p=3636 Il tramonto di Bisanzio http://www.omeganews.info/?p=3639 – http://www.omeganews.info/?p=3639 L’11a puntata, che vi proponiamo oggi, s’intitola «LA RIMONTA DELL’EUROPA CONTINENTALE» e speriamo che vi possa interessare almeno quanto ha interessato noi. Prossimamente vi riproporremo, in sequenza, le rimanenti puntate: La Lega Anseatica Il declino mediterraneo Il capitolo ricostruisce le dinamiche della nascita del mondo moderno europeo, le fonti di approvvigionamento dei mezzi di sostentamento e le vie attraverso le quali da quest’ultimo fu possibile passare al consolidamento. Gli equilibri tra area mediterranea e retrostante area continentale mutano, e cominciano anche a cambiare i rapporti

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Ciclo di convegni “metropolitani”, di approfondimento tematico

25 maggio 2018
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Ciclo di convegni “metropolitani”, di approfondimento tematico

======================== Il misticismo mediterraneo, da forza interiore regionale a valore in difesa della tradizione ======================== Introduzione del presidente di O.Me.G.A. della Redazione   Vorrei esordire ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile l’esecuzione dell’evento di oggi. Innanzi tutto la Marina che ha concesso patrocinio ed uso del logo per l’intero progetto “Ichnusa incontra Mare Nostrum”, nel cui ambito il convegno si pone. Che ha reso disponibile anche questa bella sala. Una menzione mi sia concessa all’Ordine dei Giornalisti del Lazio che normalmente accetta i nostri convegni come corsi formativi per i propri iscritti. Alcuni intoppi di natura burocratica non lo hanno consentito anche in questa occasione. Un grazie particolare ai nostri impegnatissimi relatori, di una statura enorme, tra i pochi titolati a parlare dei temi oggi in agenda. Ed, infine, ma certamente non ultimi, voi spettatori di un evento così interessante, la cui presenza giustifica cotanta organizzazione. L’introduzione alla serata che mi appresto ad eseguire non intende entrare nel merito degli argomenti in agenda, non ne ho titolo e preparazione. Mi limiterò ad illustrare le finalità dell’evento usando come pretesto di narrazione i relatori che non hanno potuto essere con noi questa sera. Comincerò da Ugo Tramballi, sicuro sino all’altro

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USA, Israele e NN.UU.

20 maggio 2018
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USA, Israele e NN.UU.

di Enrico La Rosa Nel nostro ultimo articolo “L’ambiguo rapporto USA-Israele” (http://www.omeganews.info/?p=3642) l’autore s’interroga legittimamente sull’ambiguità, sulla direzione prevalente, sui tempi e sulle motivazioni di questo insano rapporto esistente tra Stati Uniti e stato d’Israele. Legittimo, più che legittimo! Anche logico ed inevitabile, viste le premesse e l’inizio della storia delle relazioni bilaterali, con un riconoscimento eseguito da Truman, in forte contrasto con i suggerimenti del Dipartimento di Stato, avvenuto non solo per assicurarsi l’appoggio elettorale della già potente lobby ebraica nella successiva rielezione, ma anche per non essere da meno dell’Unione Sovietica ed evitare che il nuovo Stato potesse finire nella sua orbita . Nessuna affinità, quindi, e nessun disegno politico meditato e ragionato. Quel che seguì nei successivi settant’anni, sotto il quasi in interrotto ricatto elettorale della sempre più potente lobby ebraica, con gli aiuti materiali ed il sostegno politico, nonché con il sistematico boicottaggio dell’azione del Consiglio di Sicurezza delle NNUU, è storia ben nota a chi si occupi con competenza, onestà ed obiettività dei tragici fatti del Medio Oriente, della Terra di Palestina in particolare. Cosa aggiungere alle giuste riflessioni di Fabrizio Maltinti? Che è il momento di riformare dalle fondamenta le NN.UU. secondo criteri che

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L’AMBIGUO RAPPORTO USA-ISRAELE

17 maggio 2018
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di Fabrizio Maltinti Ho letto, con il consueto interesse, l’analisi che Alberto Negri ha fatto su Tiscali Notizie (http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/israele-morti-trump/), centrata sui rapporti USA/Israele e nel quale sostiene che “Trump ha trasformato Israele in gendarme degli americani”. Si tratta di un’analisi largamente condivisibile che prende anche in considerazione il ruolo subalterno al quale, obtorto collo, Europa e Russia sono costrette. L’interessante analisi, tuttavia, non mi trova concorde con la premessa, ritenendo che non siano stati gli USA ad aver trasformato lo Stato di Israele nel suo gendarme in Medioriente, bensì l’esatto contrario. Soprattutto alla luce del fatto che talune decisioni USA in politica estera, non parrebbero essere state prese secondo l’interesse nazionale statunitense. Come ci ricordano John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt nel loro libro “La Israel lobby e la politica estera americana”, é da parecchi decenni – almeno dagli anni ’70 – infatti, che il motivo dominante della politica mediorientale statunitense, non è stato esclusivamente il petrolio – come si sarebbe portati a credere – ma l’incondizionato sostegno allo Stato di Israele. Cosa che, se pareva logica in un’ottica di guerra fredda, quando Israele ha fortemente contribuito a contenere l’espansione dell’URSS nella Regione infliggendo umilianti sconfitte a Paesi nell’orbita

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