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EGITTO – Il caso Regeni

19 agosto 2017
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di Luigi R. Maccagnani   Declan Walsh, è un giornalista irlandese, capo redattore del New York Times al Cairo. Una vasta esperienza, Africa subsahariana, poi Afghanistan e Pakistan (da cui fu espulso come “persona non grata” alla vigilia delle elezioni 2013, dopo una serie di suoi articoli sulla situazione politica del paese); è specializzato in campo sociale. Dopo esperienze con il Sunday Business Post, The Independent, The Irish Times e The Guardian, è passato al New York Times nel 2012, e trasferito in Egitto dopo l’espulsione dal Pakistan. Il 15 agosto scorso, il NYT Magazine ha pubblicato un suo lungo e documentato articolo sul caso Regeni intitolato: “Perché un dottorando italiano è stato torturato e ucciso in Egitto?” (https://www.nytimes.com/2017/08/15/magazine/giulio-regeni-italian-graduate-student-tortured-murdered-egypt.html?_r=0 ). L’articolo, forse la migliore analisi ad oggi della questione Regeni, è stato ripreso dai media italiani solo per il riferimento al fatto che l’amministrazione USA avrebbe fornito a suo tempo all’Italia informazioni che indicavano le istituzioni egiziane come colpevoli delle torture ed uccisione di Regeni. La frase cruciale dell’articolo sostiene che gli Stati Uniti avessero acquisito prove “irrefutabili” sul fatto che i servizi di sicurezza egiziani avessero “catturato, torturato ed ucciso” Regeni, e che – su raccomandazione del ministero degli

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Lībiyā, Update 11 Agosto 2017

12 agosto 2017
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Lībiyā, Update 11 Agosto 2017

di Luigi R. Maccagnani   L’inviato Speciale ONU per la Libia in visita a Roma Arrivato a Tripoli sabato 5 agosto per assumere l’incarico di Rappresentante Speciale del Segretario Generale (SRSG) e capo UNSMIL, Ghassan Salamé è stato accolto da Fayez Serraj, con i membri del Consiglio di Presidenza, e dal presidente dell’Alto Consiglio di Stato Abdulrahman al-Swaihli. Ne è seguita una riunione che si è conclusa con una conferenza stampa in cui Ghassan Salamé si è dichiarato cosciente delle difficoltà contestuali, ma sicuro che la Libia potrà uscire da questa crisi. Già il giorno successivo, domenica 6, l’inviato ONU si è recato nella cittadina di Al Qubba, pochi chilometro a Est di Beida (la città sede del governo referente al parlamento di Tubruk, House of Representatives -HoR), per un incontro con Agila Saleh, presidente HoR, che ad Al Qubba risiede. Positivi i commenti di entrambi a conclusione dell’incontro, con Agila Saleh che si è dichiarato pronto a collaborare per l’interesse della Libia. Il Dr. Ghassan Salamé, nella sua prima visita internazionale, come SRSG-UNSMIL, è venuto in Italia dove ha incontrato nella mattina il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, per poi avere un incontro a

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Aggiornamento Libia – 5 Agosto

6 agosto 2017
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Aggiornamento Libia – 5 Agosto

di Luigi R. Maccagnani, 4/8/17   Si scalda il fronte interno sulla “presunta” autorizzazione di Serraj all’attività di navi militari italiane in acque territoriali libiche (già tra l’altro di incerta definizione, visto che l’interpretazione dei parametri stabiliti dalla Convenzione di Montego Bay è liberamente interpretata dalla Libia, fin dai tempi di Gheddafi): ultimo il formale richiamo da parte di Fathi Majburi (o Al Mijabri, a seconda della traslitterazione dall’arabo), uno dei tre vice di Serraj nel Consiglio Presidenziale GNA, oltre ad opporsi alla missione italiana, sostiene che Serraj non avrebbe avuto neanche l’autorità per tale richiesta/concessione in quanto ogni decisione all’interno del Consiglio Presidenziale richiede unanimità. Un altro esempio della “rappresentatività” di Serraj. Il parlamento di Tobruk ha espresso forte contrarietà per l’intervento italiano, senza contare le espressioni forti di Haftar (peraltro ignorate dalle autorità italiane secondo cui il flusso principale di migranti parte dalla Tripolitania e non dall’Est del paese controllato da Haftar). Il problema migranti è di portata globale, e dovrebbe essere preso in carico dalle Nazioni Unite, e – per quello che conta – dall’EU. Per una sintesi: http://www.unhcr.org/dach/wp-content/uploads/sites/27/2017/06/2016_Global_Trends_WEB-embargoed.pdf https://www.easo.europa.eu/sites/default/files/Latest%20Asylum%20Trends%20Overview%202016%20final.pdf https://www.easo.europa.eu/information-analysis/analysis-and-statistics/latest-asylum-trends   Le statistiche di “relocation” da Italia e Grecia verso gli altri paesi europei: 7.873 su

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Libia: L’Italia flette i muscoli

3 agosto 2017
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Libia: L’Italia flette i muscoli

di Luigi R. Maccagnani Approvata in parlamento il 2 agosto u.s. con ampia maggioranza, la missione della nostra Marina Militare di “supporto” alla Guardia Costiera libica per il contrasto all’immigrazione clandestina; il pattugliatore d’altura Comandante Borsini è già in rotta per il porto di Tripoli. Non è ancora chiaro su quale accordo questa ultima iniziativa si basi, prima si è sentito dire su una specifica richiesta espressa da Serraj, Primo Ministro del GNA (Governo di Accordo Nazionale), sponsorizzato dall’ONU ma con poco consenso in Libia; richiesta poi smentita dallo stesso Serraj al suo ritorno a Tripoli ed in seguito ridefinita come “supporto logistico”. Negativo l’atteggiamento del parlamento di Tobruk, HoR, cui fa riferimento il generale Haftar, come titola il Corriere della Sera, riprendendo dall’emittente televisiva Al Arabya: Libia, «Haftar ordina di bombardare navi italiane». Roma: «Minacce infondate». In realtà il parlamento di Tobruk ha sì condannato la decisione italiana, ma si è limitata a contattare le Nazioni Unite per chiederne l’intervento ed evitare una possibile crisi con l’Italia. C’è grande confusione – ed irritazione – in Libia su chi ha chiesto l’intervento di navi militari italiane in acque libiche, Serraj nega, il ministro degli esteri Siala – che era con

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