Il convegno “Temi mediterranei” di OMeGA a Cagliari: interventi e considerazioni.
di Simone Repetto

Guerra e pace, relazioni fra comunità, scambi identitari, prospettive di sviluppo, progetti auspicati ed in itinere, antichi saperi e culture tradizionali, sono argomenti che hanno caratterizzato l’atteso incontro di OMeGA a Cagliari, tenutosi venerdì 14 novembre 2025 presso la sala conferenze della base navale della Marina Militare, sul fronte del porto.
Il convegno, svoltosi in doppia sessione mattinale e pomeridiana, è stato organizzato dall’Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia, OMeGA, in collaborazione con la Fondazione di Sardegna, ISEM-CNR e la Marina Militare. A fare gli onori di casa il presidente di OMeGA, Amm. Enrico La Rosa, mentre l’ambasciatore Gianpaolo Scarante ha moderato gli interventi e raccolto le impressioni del pubblico presente, insieme alla giornalista e divulgatrice Barbara Marengo.
Tanti gli argomenti sviscerati e illustrati in maniera eccellente dai relatori, tutti aventi “temi mediterranei” come rotta comune da seguire.
Ha esordito l’ex Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, prof. Attilio Mastino, relazionando sui percorsi storici che hanno portato popoli del Mediterraneo ad intraprendere viaggi e costituire insediamenti rilevanti, in particolare dei Romani nell’Africa settentrionale. Esperto di scavi archeologici, da buon epigrafista ha evidenziato come gli scambi tra culture diverse possano ancora oggi generare testimonianze e scoperte utili a tracciare una convivenza possibile, a partire dal mondo scientifico e culturale.
Nei successivi interventi, i ricercatori dell’ISEM (Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea) Maria Grazia Mele, Sebastiana Nocco e Giovanni Serreli hanno focalizzato l’attenzione sull’identità mediterranea in età moderna, tra conflitti, relazioni e rappresentazioni. E’ stato fornito un quadro storico del mare nostrum della prima Età moderna e dei conflitti che l’hanno attraversato, con evidenze cartografiche dell’epoca e le relazioni conoscitive dei territori, redatte su impulso della Corona di Spagna.
A seguire, altri due interventi corposi, che hanno analizzato varie criticità mediterranee attuali: il primo dal punto di vista dell’ex ambasciatore italiano in Grecia e Turchia Gianpaolo Scarante e il secondo del prof. di Geografia politica ed economica dell’Università di Cagliari Giovanni Sistu. Criticità che hanno necessariamente toccato i temi dell’immigrazione e dei conflitti, storici ed attuali, che vedono nel Mediterraneo un punto di convergenza. Un bacino crocevia di rotte, interessi e traffici di natura commerciale, finanziaria e bellica che partono anche da molto lontano. Come si è ricordato, ne danno triste testimonianza la precaria situazione economica e politica in Tunisia, la persistente divisione istituzionale in Libia, con spartizione e gestione del potere fra autorità più o meno riconosciute e tribù locali. Ma anche “a distanza”, con attori non da poco a farla da padrone, quali Turchia e Russia. A cui aggiungere le carenze, in termini di diritti, democrazia e libertà che si continuano ad evidenziare in Egitto, fino ad arrivare all’hot spotprincipale odierno in terra israelo-palestinese, con la drammatica escalation a Gaza e nel resto dei territori contesi.
Un ottimo approfondimento in proposito, è stato esposto dalla prof.ssa Germana Tappero Merlo, analista di politica internazionale e sicurezza ed esperta di Medio Oriente. Il suo intervento, incentrato sul Mediterraneo come fucina della politica del caos, ha messo in rilievo anche la superficialità con cui vengono affrontati temi molto complessi, da parte di media, politici e di molti osservatori, che tendono a semplificare situazioni e posizioni. Se non ad ignorare volutamente excursus storici e fatti, anche rilevanti, necessari a comprendere i conflitti in corso e individuare concrete soluzioni condivise. Dove non necessariamente ci deve essere un vincitore e un vinto. Altrettanto nefaste, si è detto, sono le capacità di analisi e critica dei fenomeni socio-politici dei nostri tempi, per cui si riducono sempre più l’ascolto e il rispetto delle opinioni diverse, a vantaggio di posizioni omologate e distruttive verso chi la pensa diversamente.
La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento dell’economista Salvatore Capasso, direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR – DSU, che ha mostrato una serie di dati e grafici sugli scenari economico – finanziari, demografici e statistici degli ultimi anni. Evidenziando situazioni preoccupanti, dalla decrescita demografica europea e relativi impatti occupazionali e sociali all’andamento delle economie dei vari stati rivieraschi, sempre più dipendenti dalle importarzioni di beni e servizi extra UE che passano per Cina, India e USA. In ogni caso, si è evidenziato il ruolo strategico che continua ad avere il Mediterraneo come luogo di passaggio privilegiato dei traffici commerciali internazionali, da cui poter trarre benefici se verranno adottate politiche lungimiranti e resilienti da parte dei paesi con sbocco sul mare.
A seguire, il prof. Massimo Canevacci, docente di antropologia culturale, ha disquisito sui problemi irrisolti dei colonialismi, che dal Mediterraneo e nel Mediterraneo hanno generato nei secoli flussi di persone in ingresso e in uscita spesso distorti, al punto da generare diaspore più o meno rilevanti. Soprattutto nelle isole e in zone remote, dove la cultura locale è stata sostituita da una subcultura perversa e poco consona a salvaguardare l’identità dei nativi e dei luoghi.
Poi, spazio a temi sociali di ampio respiro, come gastronomia, artigianato e turismo, con la Sardegna protagonista.
La dott.ssa Alessia Uccellini, valente rappresentante di una nuova interpretazione dei saperi culturali legati al cibo, ha mostrato come il recupero degli antichi sapori, le materie prime, le ricette e i metodi di preparazione di prodotti alimentari tipici, possano rappresentare una valida occasione di sviluppo in territori considerati marginali. E portarli, con successo, all’attenzione del grande pubblico.
Sullo stesso tema anche il corposo intervento del dott. Francesco Sanna, agronomo dell’agenzia Laore della Regione Sardegna, che ha presentato il brillante risultato raggiunto dal progetto “IncoMunis”. Un’iniziativa che incorpora la volontà di decine di comuni sardi nel valorizzare le produzioni agroalimentari tipiche e tradizionali, alcune a rischio scomparsa, dove i prodotti della terra coltivati, curati e raccolti arrivano fino ai menu delle mense scolastiche, seguendo un percorso tracciato a filiera corta e sostenibile.
L’ultimo intervento è stato quello del prof. Raffaele Paci, docente di Economia Politica all’Università di Cagliari. Facendo tesoro della sua precedente esperienza istituzionale, come vicepresidente e assessore regionale sardo a Bilancio e Programmazione, ha presentato la Sardegna come “case study” mediterraneo, in cui si è passati da un’economia tipicamente agro-pastorale ad una turistica, con in mezzo poco entusiasmanti esperienze industriali, tra fallimenti e situazioni di crisi perduranti. Dovute a investimenti sbagliati e poco oculati, che hanno portato altrove profitto e valore aggiunto, depredando di fatto i territori a scapito di occupazione, ambiente e sviluppo. Secondo Paci, è proprio il settore turistico che può fungere da “spill-over” per le economie locali, canalizzando le risorse centrali verso luoghi periferici, ma ricchi di saperi e sapori, in modo da attecchire e generare sviluppo. Una “best practice” applicabile anche in altri luoghi mediterranei, dove valorizzare ciò che di positivo si ha a disposizione o caratterizza la cultura intrinseca dei popoli, a scapito di fumose, se non inquietanti iniziative imprenditoriali esterne.
La giornata si è chiusa col sentito saluto del padrone di casa, l’Amm. Enrico Pacioni, Comandante del Comando Marittimo Autonomo Ovest della Sardegna.
Considerato l’alto livello degli interventi, l’esperienza professionale e il background dei relatori, è stato lo stesso Amm. Pacioni, rivolgendosi nei saluti finali al presidente di OMeGA Amm. Enrico La Rosa, a stimolare l’associazione per organizzare un nuovo incontro il prossimo anno. Nella consapevolezza che solo presentando validi contributi e relativi confronti costruttivi, si può arrivare a inquadrare soluzioni e fornire efficaci chiavi di lettura rispetto alla complessità dei temi sul presente e il futuro del Mediterraneo.
Il video dell’intero incontro può essere visionato cliccando il seguente video: https://youtu.be/SAQdAMDKE-Q
Dott.. Simone Repetto
