Cagliari 14 novembre 2025, inizia un nuovo percorso
di Enrico La Rosa
OMeGA è un’Associazione culturale che studia ed analizza il Mediterraneo in tutti i suoi aspetti, fa divulgazione sul proprio giornale ed organizza incontri per favorire la visione di un Mediterraneo non solo come luogo geografico, ma come concetto, modello e progetto, nel segno della fruttuosa contaminazione tra le differenti culture, come entità unica e coesa, protesa verso il consolidamento dei tanti punti comuni dei popoli che ne hanno fatto la storia, vivono di esso, e sono pronte a investire sul suo futuro.
I suoi membri ritengono il dialogo tra popoli e culture del Mediterraneo la misura oggi più efficace e necessaria. Al presente, questo canale sembra chiuso o poco praticabile, anche perché dall’informazione prevalente emergono quasi solo le posizioni di chiusura e respingimento. Tuttavia, si ritiene possibile, oltre che doveroso, attivare nuovi canali di confronto e discussione a più livelli e su varie tematiche. Si tratta di un’azione in grado di superare barriere e cercare/trovare soluzioni condivise, che, in quanto tali, si riveleranno le più efficaci. Affinché tale azione produca un impatto reale, essa dovrà avere visibilità e forza comunicativa. Si intende adoperarsi lungo questo percorso motivazionale, nel ricercare l’incontro mediterraneo e nel progettare insistentemente la scoperta di luoghi significativi della storia mediterranea e della lunga inseminazione di valori e tradizioni.
Nei secoli scorsi, la navigazione, la circolazione delle idee e la musica hanno contribuito alla creazione delle basi dell’Europa di oggi, unendo popoli diversi nella cultura e nel pensiero. Attraverso il mare, le idee e la musica sarà ancora oggi il Mediterraneo, Continente tra Continenti, a trasmettere ai Continenti circostanti parole di solidarietà e di civiltà, indirizzando al proprio interno un messaggio di pace e fratellanza, nella condivisione di valori e culture e nell’anelito alla realizzazione di una comunità integrata, coesa e paritetica che faccia giustizia dei colonialismi residuali o nuovi di zecca e costruisca le fondamenta di un nuovo processo federativo ispirato ai principi enunciati da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi per il riequilibrio delle relazioni internazionali e la diffusa riforma della società.
Nello specifico, i Paesi del Mediterraneo, specie quelli della sponda sud, attraversano un periodo di profonda crisi, economica, sociale e culturale; le speranze suscitate dalle primavere del 2009 sono purtroppo state disattese in larga misura e superate da una miriade di conflitti, grandi e piccoli, e dall’avvento di numerosi regimi autoritari, nazionalisti ed autarchici. Tra gli effetti di questa crisi, il più evidente e grave è forse l’acuirsi del fenomeno migratorio, pericoloso anche per la tenuta sociale ed economica dei Paesi della sponda nord. Tra i migranti, i più sono giovani; il più comune tra i motivi che li spingono ad emigrare, e ad affrontare i rischi che quel viaggio comporta, è la mancanza di lavoro, e di una prospettiva di vita; è un problema che, sia pur con differenze, li accomuna a tanti giovani di paesi europei, specie mediterranei, come Grecia, Italia, Portogallo, Spagna. Mancanza dovuta alla progressiva scomparsa dei lavori tradizionali. I metodi con cui si affronta questa problematica sono differenti, e forse, vista la costanza delle statistiche, poco efficaci.
Esiste dunque l’esigenza di sperimentare, in settori innovativi o comunque forieri di sviluppi interessanti, nuove metodologie con cui affrontare il problema della disoccupazione giovanile nei Paesi del Mediterraneo.
È fondato convincimento dei soci di OMeGA che occorra concentrarsi su un Mediterraneo che punti sulla nascita di una comunità assolutamente paritetica di tutti i Paesi che vi si affacciano. L’empowerment, ossia l’emancipazione politica economica e sociale dal basso di una comunità che faccia del suo mare il fulcro delle proprie attività, nella quale il progresso parallelo dei componenti ed il reciproco sostegno privi di significato e di ragion d’essere il fenomeno dell’emigrazione clandestina. Di una comunità che decida di regolamentare senza interventi esterni, e nel rispetto dei trattati internazionali, le attività possibili sulla superficie del proprio mare, nel proprio spazio aereo e sotto la sua superficie. Di una collettività composta di Paesi la cui pacificazione sia uno stato ed un processo di maturazione soggettiva, il frutto di un ritrovato bisogno di coesistenza pacifica, un interesse proprio e non solo la convenienza per gli equilibri mondiali. Che non sia più “consumatore finale” di beni e prodotti di multinazionali esterne al proprio contesto geografico.
La difficile governance dei grandi agglomerati sovranazionali, e in particolare del vasto patchwork europeo, il riaffiorare veemente di nazionalismi egoisti e basati sullo scambio commercializzato di aiuti e di sostegno, debbono indurre a ricercare equilibri alternativi o integrativi e la via giusta potrebbe essere costituita da politiche intese a favorire sforzi sinergici locali o regionali, possibilmente con il superamento dei confini geografici e la ricerca di nuovi agglomerati, basati sulla storia dei popoli passata, vicina e lontana, in netta contrapposizione alle vaste eterogenee e impersonali comunità moderne, figlie di nuovi interessi, che non escludano il rimodellamento delle stesse.
Ottimo strumento per organizzare e diffondere il cambiamento, tra l’altro, proseguendo l’attività già svolta in passato, l’organizzazione di un ciclo pluriennale di “eventi di scambio e d’incontro”, consistenti nell’organizzazione di brevi viaggi per/da Paesi rivieraschi per incontrare organizzazioni ed esponenti rappresentativi della società civile nel campo della cultura, politica, scienza, imprenditoria, spettacolo, con l’obiettivo finale di contribuire concretamente allo sviluppo di relazioni permanenti e di reciproca soddisfazione tra entità simili delle sponde opposte. Il tutto senza escludere aprioristicamente il coinvolgimento di rappresentanti della politica e delle istituzioni.
In particolare, pensiamo sia necessario promuovere la diffusione della conoscenza della storia e dei problemi politici economici e sociali dell’area mediterranea mediante la partecipazione di studiosi e analisti; trovare organizzazioni e specialisti di settore disposti a contribuire a iniziative di empowerment regionale, facendo ricorso ai valori totemici dei popoli, quali le epopee storiche, la memoria di eroi e martiri, la lingua, i siti archeologici, le tradizioni musicali, gli stili di vita, le consuetudini nell’alimentazione e del procacciamento delle connesse materie, lo sport. Si ritiene, altresì, fondamentale incentivare gli scambi commerciali tra i Paesi rivieraschi ed i flussi turistici interni della regione mediterranea mediante la valorizzazione delle tradizioni culturali, manifatturiere, artigianali, gastronomiche, ecc, comuni della Regione Mediterranea e delle relative filiere, volte a stimolare la conoscenza e lo sviluppo delle tradizioni dei luoghi in questione.
Nello svolgimento delle proprie attività, OMeGA intende curare in particolare il coinvolgimento dei giovani e la creazione di opportunità per il loro stabile inserimento nel mondo del lavoro, anche dando massimo rilievo agli aspetti culturali educativi e divulgativi al fine di contribuire alla formazione di generazioni di giovani dediti alla ricerca e allo sviluppo delle infinite opportunità offerte dal Mar Mediterraneo e dall’intera regione dei Paesi rivieraschi.
Essenziale, infine, dare particolare rilievo allo stimolo della passione marinara, conoscenza e pratica dell’arte marinaresca, per mezzo dell’organizzazione di regate, veliche (e non). Svolgere tutto ciò che possa contribuire a rendere il Mediterraneo un mare nel quale si navighi per passione, riducendo progressivamente le motivazioni di povertà, disoccupazione e sofferenza.

Nel concreto, il 14 novembre una rappresentanza di OMeGA e di suoi amici e sostenitori ospiterà un gruppo di pensatori ed analisti, con l’obiettivo di avviare lo sviluppo degli obiettivi qui esposti. L’occasione sarà utile per contribuire alla promozione e allo sviluppo socio-economico dell’intero bacino e all’impulso verso il potenziamento e l’innovazione dei sistemi locali. Avremmo desiderato promuovere la presenza di esperti maghrebini, ma difficoltà burocratiche più che legittime e la concomitante irrilevanza dell’Associazione lo hanno impedito.
Pensiamo, in definitiva, che l’unificazione dell’Europa prese le mosse da carbone e acciaio ed i risultati non sono stati né brillanti, né duraturi. Non dovrebbe essere difficile costituire un polo d’attrazione mediterraneo, stimolando in uno sforzo federativo la cultura in tutte le sue declinazioni; il mare e tutte le attività che vi si svolgono; l’intera filiera agro alimentare tradizionale, dalle tecniche di produzione agraria in modo sostenibile, alla produzione delle materie prime e dei prodotti alimentari, speciali e ordinari; l’aggiornamento delle tecniche di cottura nella conferma, tuttavia, delle tradizioni regionali millenarie. Trasmettere quest’obiettivo ai Paesi rivieraschi ed individuare congiuntamente strategie operative, realizzative e commerciali sarà lo scopo degli incontri programmati.
Impiegando un finanziamento ricevuto nel 2025 dalla Fondazione di Sardegna, i soci di OMeGA contano di proseguire i propri incontri recandosi in ulteriori porti mediterranei, ovvero organizzando incontri in Sardegna, confrontandosi e sviluppando sinergia ed empatia con organizzazioni anche istituzionali mediterraneiste.
I temi verteranno in generale sull’evoluzione nei secoli del Mediterraneo nel suo complesso, sull’eredità trasmessa nei secoli dalla storia comune dei suoi popoli e dalle esperienze maturate da tanta condivisione e similarità.
Per cui, berremo alle fonti di “storia”, “antropologia” e “geopolitica”, ossia di tradizioni mediterranee e delle conseguenze nel mondo globale di tanta peculiarità, origini di attriti e crisi senza fine. “Filosofia della nutrizione” e, “antropologia dell’alimentazione”, troveranno giusto spazio, ossia cenni sul cibo mediterraneo (tradizioni, necessità, colture, peculiarità: dai campi alla tavola, tutte le attività umane che concorrono: dall’agricoltura, alla pesca, al commercio, al turismo). Mestieri e tecnologie propri del territorio, pesca costiera, filiere, componenti, tecniche e tradizioni dell’alimentazione mediterranea derivanti da riti e stagionalità e trasferite alle usanze religiose, che hanno costruito l’antropologia dell’alimentazione mediterranea. Agricoltura mediterranea nell’epoca delle colture intensive e del cibo distribuito dalle multinazionali.
Ma non mancheranno cenni ad “artigianato come espressione della creatività dell’uomo”, prospettive mediterranee provenienti dal passato, ma anche anticipazioni su ‘arti, mestieri e tecnologie proprie del territorio’; idea dello sviluppo di istituti di formazione nel campo di arti e mestieri tecnici dei settori di edilizia e piccole/medie imprese, con modalità di avviamento al lavoro dei giovani nei settori specifici, ed economia politica – “Sardegna, case-study tipico mediterraneo: da economia agro-pastorale ad interprete dell’economia del turismo, spillover nei processi di sviluppo locale”.
Per lo svolgimento di questa prima tappa “italiana” del possibile tour si è optato per la sede di Cagliari, città scelta non solo per l’opportunità discendente dalla paternità sarda del finanziamento ricevuto, ma – soprattutto – in quanto il Sud della Sardegna, che – distante appena 178 Km dalla costa africana più vicina – può vantare un entroterra dotato di un complesso infrastrutturale logistico ed industriale in forte espansione, unitamente alle vaste aree di sviluppo campidanesi e sulcitane ed alle considerevoli facilities aeroportuali e portuali di Cagliari, che, in virtù delle sue evidenti potenzialità, costituisce l’hub ideale per la confluenza dello sforzo cooperativo nell’area del Mediterraneo occidentale.
Motivazione non ultima, anzi fondamentale, la presenza di un Comando della Marina molto efficiente e rappresentativo, dotato di strutture tecnico/logistiche di prim’ordine: una sala conferenze multimediale, che permetterà di soddisfare pienamente le esigenze del convegno, e un Circolo in grado di fornire supporto logistico, alloggiativo e conviviale, di grande pregio e qualità.
Enrico La Rosa
