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Gerusalemme “liberata”

29 dicembre 2017
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di Luigi R. Maccagnani Dopo il veto degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza di lunedì 18 dicembre, sulla decisione del presidente Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo di fatto Gerusalemme quale capitale dello stato di Israele, Turchia e Yemen (la prima che ospita il summit dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, la seconda come presidente di turno del gruppo dei paesi arabi all’ONU) hanno sollecitato una riunione di emergenza dell’Assemblea Generale, come previsto dalla risoluzione 377-1950. La procedura evocata (http://legal.un.org/avl/ha/ufp/ufp.html) consente di convocare una riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per valutare una questione e concordare una misura condivisa su di un evento “critico per la pace mondiale”, e per cui dal Consiglio di Sicurezza non sia scaturita una posizione unanime tra i membri con diritto di veto, USA-Cina-Francia-Germania-Regno Unito. Le decisioni dell’Assemblea Generale, qualora convocata in base alla suddetta risoluzione, non hanno valore vincolante, costituiscono solo una “raccomandazione” espressa dall’Assemblea dopo aver valutato sia il merito della questione sia la motivazione del veto che ne ha bloccato l’iter al Consiglio di Sicurezza: una raccomandazione non vincolante – appunto – ma sicuramente di notevole peso politico. Nella riunione del 21 dicembre, 128 nazioni hanno condannato

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Cittadinanza e legge elettorale

28 dicembre 2017
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Cittadinanza e legge elettorale

Jus sanguinis – Jus soli – Jus culturae di Luigi R. Maccagnani   Nel dibattito/scontro sullo jus soli (cittadinanza attribuita dal territorio di nascita), cui abbiamo assistito nelle ultime settimane, nessun riferimento è mai stato fatto sul collegamento alla legge elettorale, in particolare alla posizione degli italiani residenti all’estero, che hanno acquisito la cittadinanza del paese di residenza naturalizzazione), mentre penso che le due cose – cittadinanza e diritto al voto – siano strettamente legate. Il voto per la partecipazione dei cittadini italiani residenti all’estero alle elezioni politiche italiane è regolato dalla legge Tremaglia (n.459/2001) che ha costituito collegi/circoscrizioni elettorali in base alla posizione geografica, e prevede l’elezione di 12 deputati e sei senatori in rappresentanza degli Italiani ivi residenti. La cittadinanza italiana si basa sul principio dello “ius sanguinis”, diritto di sangue, per il quale la persona discendente da padre italiano o da madre italiana è italiana (*). Un paio di esempi sul collegamento fra cittadinanza e legge elettorale: Nel processo di naturalizzazione negli Stati Uniti il “cittadino” italiano giura solennemente di rinunciare e abiurare alla sua cittadinanza precedente, cioè quella italiana (il giuramento recita testualmente: I hereby declare, on oath, that I absolutely and entirely renounce and abjure

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«Mediterraneo, il confronto – Un’esperienza da valorizzare» Rapporto e tavola rotonda sulla “Rotta” del 2017 “Lungo le rotte del corallo” Roma, 5 dicembre 2017

19 dicembre 2017
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«Mediterraneo, il confronto – Un’esperienza da valorizzare» Rapporto e tavola rotonda sulla “Rotta” del 2017 “Lungo le rotte del corallo” Roma, 5 dicembre 2017

Come programmato, un numero ristretto di spettatori selezionati, ossia in grado di interagire con i relatori, ha assistito al convegno conclusivo del progetto “Lungo le rotte del corallo”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna e tenutosi a Roma, presso il Circolo Ufficiali della Marina, nel pomeriggio del 5 dicembre. Come nostra consuetudine, facciamo omaggio ai nostri lettori dei testi dei relatori, quanto meno di buona parte di essi. Ma, in attesa di riceverli e correggerli da un punto di vista formale, inviamo qualche commento a caldo, una sorta di “first impression report”. Questo il contributo di Luigi Maccagnani, punta di forza del giornale, che sa una rapida e sintetica carrellata sui temi trattati nella serata. La redazione Luigi R. Maccagnani Mario Boffo, Ambasciatore e scrittore Focalizzato sulla situazione Golfo La dicotomia Arabia Saudita – Iran con accenno all’uccisione il 4 dicembre scorso del presidente Yemen Saleh accusato dagli Houthi di tradimento della causa. La nuova posizione saudita su Israele, con la prospettiva – forse mediata dal presidente USA – di un riconoscimento dello Stato (quale il ruolo del genero di Trump, Kushner, di famiglia ebrea? Ndr) La permanenza di Hariri, influente politico e già presidente del Libano, in Arabia Saudita per

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EGITTO – Il caso Regeni

19 agosto 2017
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di Luigi R. Maccagnani   Declan Walsh, è un giornalista irlandese, capo redattore del New York Times al Cairo. Una vasta esperienza, Africa subsahariana, poi Afghanistan e Pakistan (da cui fu espulso come “persona non grata” alla vigilia delle elezioni 2013, dopo una serie di suoi articoli sulla situazione politica del paese); è specializzato in campo sociale. Dopo esperienze con il Sunday Business Post, The Independent, The Irish Times e The Guardian, è passato al New York Times nel 2012, e trasferito in Egitto dopo l’espulsione dal Pakistan. Il 15 agosto scorso, il NYT Magazine ha pubblicato un suo lungo e documentato articolo sul caso Regeni intitolato: “Perché un dottorando italiano è stato torturato e ucciso in Egitto?” (https://www.nytimes.com/2017/08/15/magazine/giulio-regeni-italian-graduate-student-tortured-murdered-egypt.html?_r=0 ). L’articolo, forse la migliore analisi ad oggi della questione Regeni, è stato ripreso dai media italiani solo per il riferimento al fatto che l’amministrazione USA avrebbe fornito a suo tempo all’Italia informazioni che indicavano le istituzioni egiziane come colpevoli delle torture ed uccisione di Regeni. La frase cruciale dell’articolo sostiene che gli Stati Uniti avessero acquisito prove “irrefutabili” sul fatto che i servizi di sicurezza egiziani avessero “catturato, torturato ed ucciso” Regeni, e che – su raccomandazione del ministero degli

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