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Libia, disastro annunciato

23 Aprile 2019
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Sulle pagine di omeganews.info più di un articolo ha periodicamente denunciato la lontananza fattuale delle istituzioni internazionali, salvo un retorico “sostegno” per una soluzione politica della crisi. Nell’articolo del 4 settembre 2018 (http://www.omeganews.info/?p=3773) si offre una rapida sintesi degli eventi che hanno segnato il percorso che ha portato la Libia all’attuale emergenza. I fatti sono noti ad ogni osservatore attento, anche se non specialista: possibile che i servizi di informazione, con gli strumenti a loro disposizione, non abbiano informato i rispettivi governi dei veri problemi che tengono in ostaggio il Paese? Governi che si sono girati dall’altra parte o nascosti dietro una “soluzione politica” palesemente impossibile, o che hanno sfruttato la situazione in essere per perseguire una politica contraria alle ambizioni della maggioranza dei Libici, emerse dalle due indagini demoscopiche scientifiche e serie sin qui eseguite. La prima, commissionata nel 2013 dal ministero degli esteri danese e condotta congiuntamente dal National Democratic Institute (NDI) e da un’agenzia di consulenti danese (JMW Consulting) nel periodo novembre/dicembre 2013 su un vasto campione di abitanti in tutto il Paese; la seconda, molto più recente, del 2018, condotta su richiesta ONU dal Center for Humanitarian Dialog di Ginevra. Vale la pena ricordare una esternazione

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Algeria: 22 marzo, il quinto venerdì di mobilitazione popolare

24 Marzo 2019
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Algeria: 22 marzo, il quinto venerdì di mobilitazione popolare

di Luigi R. Maccagnani Settimana intensa in Algeria, ancora in strada, ogni giorno, migliaia e migliaia di persone di tutti i ceti per riaffermare la richiesta di un cambio radicale, con le dimissioni di Bouteflika, del suo clan di governo e la fine del sistema politico attuale; il gruppo di potere risponde arroccandosi dietro azioni di facciata sperando forse che la proposta di un “piano B” possa far cadere la determinazione dei manifestanti. Ecco quindi una feuille de route, un ruolino di marcia o piano d’azione che preveda il programma di una “conferenza nazionale inclusiva” con la partecipazione di tutti i settori della società civile algerina, conferenza che andrà preparata con cura, formando prima un “governo di transizione” che gestisca il Paese nel tempo necessario. “Tempo necessario”, durante il quale verrebbero sospese le elezioni previste per il 18 aprile, e verrebbe di fatto mantenuto il sistema politico attuale con il prolungamento sine diedel quarto mandato. Relativamente alla cronaca della settimana in corso, si sono succeduti sit-ine manifestazioni praticamente di ogni componente sociale: gli studenti, gli avvocati, i magistrati, i medici, il personale della protezione civile. Tutte hanno contestato la road mappresidenziale ed il prolungamento del quarto mandato, convocando per venerdì

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Algeria: per ora ha vinto la piazza…

12 Marzo 2019
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Algeria: per ora ha vinto la piazza…

 di Luigi R. Maccagnani                   Cenni sulla demografia: Popolazione: 42 milioni; superficie: 2.382.000 km² Fasce di età (stime 2017): 0-14 anni: 29,31% 15-24 anni: 15,3% 25.54 anni: 42,93% 55-64 anni: 6,81% 65 e oltre: 5,65 % Disoccupazione: fascia 15-64 anni di età: 12% Giovanile (15-24 anni): 25-28% (durante la guerra civile degli anni ‘90 raggiungeva 80-90%) Dependency ratio: 52,7%, in funzione dell’alta disoccupazione giovanile Urbanizzazione: 72% Educazione (dati UNESCO): il 48% dei giovani algerini frequenta l’università, particolare la posizione delle donne (53%, contro il 38% degli uomini) che in Algeria hanno un ruolo molto importante, basti considerare che il 60% degli avvocati ed il 40% dei magistrati sono donne. Prodotto Interno Lordo: Stima 2018, in valore assoluto 188 miliardi di USD, con una crescita stimata sul 2017 del 1,2%, in termini di purchasing power parity è stimato intorno ai 630 miliardi di USD. Il 40% del PIL deriva da industria, prevalentemente legata agli idrocarburi che costituiscono più del 95% delle esportazioni. Elezioni Presidenziali Le elezioni presidenziali, a scadenza quinquennale, sono previste per il 18 Aprile prossimo. L’annuncio, una quindicina di giorni fa, che il presidente uscente, Abdeladiz Bouteflika, sarebbe stato scelto/proposto per

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Libia, qualcosa bolle in pentola

21 Dicembre 2018
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Libia, qualcosa bolle in pentola

di Luigi R. Maccagnani Era stato annunciato da diverse testate giornalistiche, una nuova riunione dei ministri esteri e difesa di Libia, Sudan, Chad e Niger –da tenersi a Niamey il 14 dicembre- per affrontare il problema sicurezza e terrorismo nell’area del confine comune con infiltrazioni e attentati AQMA (Al Qaeda nel Magreb Arabo) ed ISIS, con la supposta partecipazione di gruppi militari privati. Commenta Mubarak M. Musa, opinionista del Sudan Vision Daily: “i paesi a sud del confine libico sono pronti ad accettare il guanto di sfida: se vuoi una cosa fatta bene, falla tu stesso”. In realtà, ad oggi, non si è vista alcuna dichiarazione sull’avvenuta riunione, non un accenno sul sito UNSMIL, o sui giornali dei paesi menzionati, neanche del suo eventuale annullamento. Certo, dopo 4 anni di severi problemi di sicurezza e la mancanza di uno “stato”, come richiesto a voce alta della popolazione riunita a Piazza dei Martiri a Tripoli dopo gli scontri a fuoco tra le varie milizie del tripolitano, la fiducia nelle istituzioni internazionali nel trovare una “soluzione politica” alla crisi è definitamente crollata. Il rappresentante ONU, Ghassan Salamé, accusa il parlamento di Tobruk, da una parte, e l’Alto Consiglio di Stato del GNA,

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