Posts Tagged ‘ Al Qaeda ’

La morte di Osama Bin Laden, nascita di un mito?

4 maggio 2011
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La morte di Osama Bin Laden, nascita di un mito?

di Guido Monno I giornali di tutto il mondo stanno commentando con toni entusiastici la morte di Osama bin Laden ucciso, a quanto dettoci, nel corso di un’operazione delle forze speciali USA. Direi che Osama bin Laden ha raggiunto il suo obiettivo: quello di essere un martire per la causa. A lungo l’ottica occidentocentrista del nostro mondo non ha saputo cogliere il senso di ciò che bin Laden portava con sé: una rivalsa del mondo islamico (e non solo) nei confronti di una cultura non considerata superiore alle altre e che è stata protagonista di fenomeni non giudicati positivamente, quali l’imperialismo e il colonialismo – per non parlare, secoli prima, delle Crociate – così come la voglia di riscatto di coloro che nell’ottica marxista sarebbero considerati gli sfruttati da un liberismo esagerato. Ci si scorda troppo facilmente che dietro Osama bin Laden vi erano e vi sono seguaci che hanno individuato in lui non il capo operativo, ma il leader che indica una strada. La strada della rivincita rispetto alle tante umiliazioni subite da numerose popolazioni oppresse da quegli stessi dittatori che noi, Occidente, abbiamo messo al loro posto di comando e abbiamo ampiamente sostenuto, pronti a sostituirli con qualche

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La fine di Oussama Ben Laden, compiacimento e scetticismo

2 maggio 2011
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La fine di Oussama Ben Laden, compiacimento e scetticismo

di Enrico La Rosa Ci asteniamo, per il momento, da speculazioni sulle contiguità dei servizi pakistani, sulla incredibile vicinanza della residenza di Bin Laden alla capitale Pakistana, da ovvie espressioni di sollievo per l’eliminazione di un personaggio così crudele, sulla vera identità dell’ucciso, sul possibile colpo di coda del terrorismo internazionale decapitato, sulla vendetta consumata, sull’avvenuta eliminazione del terrorista più pericoloso. Sono considerazioni già emerse nel nostro intimo, che stanno riempiendo le cronache dei giornali e che popoleranno i talk-show di tutto il mondo per chissà quanto tempo. Preferiamo spostare il campo delle considerazioni su un diverso piano, esprimendo, probabilmente, considerazioni più banali e meno condivisibili. Il primo brivido lo abbiamo provato ascoltando il comunicato ufficiale, che racconta degli Stati Uniti che hanno «ucciso» Bin Laden. E questo è per chi scrive motivo di forte disagio. Ma, poi, esaurito il moto di piacere e di compiacimento per l’avvenuta eliminazione del mostro, non abbiamo potuto non pensare che il mostro esisterà sempre, quale che sia il suo nome, la sua identità, la sua origine, i suoi obiettivi. Il male non cesserà mai di esistere ed i suoi autori saranno tanto più agguerriti quanto più discutibili saranno gli strumenti del bene. Si

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Al-Qaëda e il Maghreb – L’AQMI

7 marzo 2011
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Al-Qaëda e il Maghreb – L’AQMI

Penetrazione, consolidamento ed influenza nella regione sahariana. Attuali sviluppi ed opportunità di Guido Monno Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI) è tornata a colpire: il sequestro dell’italiana Sandra Mariani, avvenuto il 2 febbraio scorso nella regione algerina di Alidana, è opera sua, così come il messaggio radio trasmesso da al Arabiya, la tv con sede a Dubai. Un insieme di eventi che ha riportato l’attenzione dei media su quest’organizzazione terroristica. Ma che cos’è più precisamente AQMI? Abdel Bari Atwan nel suo “La storia segreta di al Qaeda” scrive: “di recente al Qaeda si sta espandendo come una multinazionale con nuove filiali in Egitto, Libano, Gaza e Nord Africa. L’ultima preoccupa maggiormente l’Occidente per motivi strategici: di base in Algeria, la nuova organizzazione si trova all’ingresso di una grande parte dell’Africa e la separa dall’Europa continentale un piccolo tratto del Mediterraneo. Il montuoso nord del Maghreb offre le stesse opportunità di campi di addestramento e covi rispetto a Tora Bora (Bin Laden ha spesso parlato con grande affetto dei monti dell’Atlante). Nel sud, AQMI sfrutta il deserto del Sahara, isolato e poco popolato, e i confini porosi con i paesi vicini. Gli USA hanno guardato l’Africa sempre di più come una riserva

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