PRESENTAZIONE

18 aprile 2011
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PRESENTAZIONE

PRESENTAZIONE  |  PROGRAMMA  |  PATROCINI E COLLABORAZIONI  |  INFORMAZIONI GENERALI  |  ISCRIZIONE  |� L’Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia (O.Me.G.A.) ha lo scopo di favorire la conoscenza e la promozione dell’area mediterranea nel quadro della crescente esigenza di sostenere una profonda consapevolezza della regione mediterranea. Focalizzato sul caso del Sahara Occidentale, il convegno nazionale del 10 maggio è l’esordio pubblico di OMeGA, cui seguirà una serie di eventi dedicati all’esame delle criticità del Mediterraneo, che, al di fuori degli occasionali periodi di crisi, difficilmente sono oggetto di dibattito politico approfondito e raramente hanno adeguato spazio mediatico. Ispirandosi ai principi di completezza ed equidistanza tra le parti e privilegiando l’approfondimento informativo, l’appuntamento del 10 maggio intende offrire un esaustivo quadro sintetico dei motivi che hanno caratterizzato il generarsi del problema del Sahara Occidentale, per poi illustrarne l’evoluzione e soffermarsi attentamente sulla situazione attuale. L’approccio/impronta olistico dell’evento consentirà di affrontare gli aspetti politici e istituzionali della questione evidenziando le discendenti problematiche economiche e sociali concernenti le precarie condizioni di vita della popolazione delle zone contese che si ripercuotono sul mancato rispetto dei diritti umani e civili. La giornata prevede un coffee-break ed un pranzo a buffet al fine di favorire la conoscenza ed

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LE REGIONI MEDITERRANEE: un caso emblematico, il Sahara occidentale

18 aprile 2011
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LE REGIONI MEDITERRANEE: un caso emblematico, il Sahara occidentale

PRESENTAZIONE  |  PROGRAMMA  |  PATROCINI E COLLABORAZIONI  |  INFORMAZIONI GENERALI  |  ISCRIZIONE  |� Scarica l'articolo in formato PDF

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Propaganda e disinformazione nella crisi libica

15 aprile 2011
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Propaganda e disinformazione nella crisi libica

di Elisa Bertacin Ci risiamo. Ancora una volta, nel vivo di una situazione conflittuale, occorre riparlare di disinformazione mediatica. Questa volta sul banco degli imputati troviamo, tra gli altri, uno dei network informativi ritenuto tra i più neutrali, credibili ed affidabili a livello globale, grazie alla quasi totale assenza di censure e pregiudizi: Al Jazeera. Nata nel 1996 e da subito contraddistintasi per l’assenza di filtri, Al Jazeera è stata spesso accusata dai decisori occidentali di essere collusa con i gruppi estremisti e terroristici, soprattutto perché non ha posto limiti e divieti alla trasmissione dei messaggi di Osama bin Laden e di al-Qaeda. Tuttavia, l’emittente è riuscita nel corso degli anni e, soprattutto, grazie alla copertura di eventi quali l’operazione statunitense Desert Fox del 1998 contro l’Iraq e la seconda intifada palestinese nel 2000, nonché grazie ad interviste e filmati in esclusiva, a guadagnarsi la fiducia delle Opinioni pubbliche pressoché in tutto il mondo (grazie anche al lancio del canale Al Jazeera English). Eppure anche questa fonte consolidata nel mondo dell’informazione globale è finita sotto accusa, sebbene sia stato dato poco risalto a questo elemento. Assieme all’emittente concorrente, Al Arabiya, durante la crisi libica, Al Jazeera ha dimostrato ancora una

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L’Europa e i suoi Vicini

8 aprile 2011
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L’Europa e i suoi Vicini

Deludente seduta parlamentare che evidenzia, ancora una volta, la poco incisiva politica di buon vicinato dell’Europa di Enrico La Rosa Il sito del Parlamento europeo ha pubblicato ieri, al termine della seduta dedicata all’esame della proposta di risoluzione sulla “revisione della politica europea di vicinato-dimensione meridionale”, un resoconto che definire sconcertante è poco. Innanzitutto, con enorme perspicacia e tempestività, si scopre che, secondo gli eurodeputati, la politica europea di vicinato (PEV) ha bisogno di essere profondamente revisionata. Se la perspicace intuizione di questi signori è giusta e condivisibile, ancorché in ritardo di parecchie lune, non possono non cascare le braccia leggendo quale sia l’origine di tale epocale intuizione («il fallimento della PEV nel promuovere i diritti umani nei paesi terzi»), quale lo scopo a base del proposito di revisione (<per sostenere la stabilità e la crescita ai confini comunitari»), quale il quadro in cui si richiede che ciò debba avvenire («a condizione però che siano realizzate le riforme democratiche») e l’individuazione di lacci, laccioli e condizioni varie, del tipo «garantire ad alcuni (!!!) degli Stati partner uno status più avanzato nelle relazioni con l’Unione», «facilitare l’ottenimento dei visti d’ingresso per tutti i partner del Mediterraneo, in particolare per studenti, ricercatori

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