Rovine Libiche

24 marzo 2011
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Rovine Libiche

Antiche sentinelle affacciate sul mare Tratto da “Il Manifesto” del 18.3.2011  di Maurizio Giufrè Il reportage di un architetto che, avendo fatto parte dell’équipe inviata più volte in Libia per collaborare a interventi di restauro dell’edilizia fascista, racconta le meraviglie di Cirene, l’Atene d’Africa, dell’antica città romana di Sabratha, fondata dai fenici, e delle imponenti e lussuose costruzioni di Leptis Magna Sulle coste della Tripolitania e della Cirenaica si alternano terminal petroliferi e piccoli villaggi di pescatori, aree militari severamente protette e vivaci centri urbani ma, soprattutto, su quelle sponde di sabbie e rocce tenere resistono all’erosione del tempo e ai cataclismi, non solo naturali, vaste e importanti aree archeologiche di straordinario valore storico e artistico. Sabratha, Leptis Magna, Cirene, Apollonia sono le località più note che già l’Unesco, nel 1982, dichiarò patrimonio dell’umanità e che con molte difficoltà sono state tutelate fino a oggi dal Dipartimento delle Antichità con le poche risorse messe a loro disposizione dal colonnello Gheddafi. È stata una fortuna avere visitato le antiche vestigia romane e greche della Libia poco prima che esplodesse la guerra civile, il cui esito resta incerto. Gli scontri si svolgono soprattutto nelle aree costiere libiche, e non si può non

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Minaccia del terrorismo dal Nord Africa

22 marzo 2011
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di Marco Lombardi www.itstime.it marco.lombardi@unicatt.it 21 marzo 2011 Prima Gheddafi poi Putin definiscono l’intervento in Libia una “crociata”, utilizzando così  un pericoloso vocabolario qaedista che ha sempre legittimato gli interventi terroristici del  jihadismo radicale. Da Gheddafi è comprensibile. Da Putin meno, anche se lo si legge  nell’ambito della campagna politica per le prossime presidenziali e a supporto delle tesi al  riarmo russo per arginare l’interventismo americano.   In ogni caso, sono questi gli atteggiamenti che portano a incrementare il rischio di  attentati terroristici nei paesi dell’Alleanza fornendo la giustificazione che può muovere  lone wolf e self starter. Infatti, la sicuramente pressione migratoria in crescita dalle coste  occidentali, non giustifica un allarme attacco terrorismo quanto possono invece fare  affermazioni che offrono motivazioni alle imprese solitarie. Ricordiamo che nella medesima area africana abbiamo la presenza di AQIM Al Qaeda nel  Maghreb: si tratta di un gruppo capace, che ha dimostrato di colpire con efficacia in  Algeria, Morocco, Tunisia, Mali, Mauritania. Nelle recenti faccende Nord Africane è  sempre entrato con qualche ritardo rispetto alla sua nota “pro-attività”, in eventi passati,  ma sempre a supporto delle popolazioni in rivolta. Probabilmente il ritardo può leggersi  come frutto ad alcuni dissapori interni nella leadership: la minaccia

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Libya UN Resolution 1973: Text analysed

20 marzo 2011
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Libya UN Resolution 1973: Text analysed

Tratto da BBCNews: http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-12782972 The UN Security Council has passed a resolution authorising “all necessary measures” to protect civilians in Libya from pro-Gaddafi forces. BBC diplomatic correspondent Jonathan Marcus deciphers the precise meaning of the resolution. Key excerpts are set against comment and analysis by our correspondent. From UN Resolution 1973: Expressing grave concern at the deteriorating situation, the escalation of violence, and the heavy civilian casualties… Considering that the widespread and systematic attacks currently taking place in the Libyan Arab Jamahiriya against the civilian population may amount to crimes against humanity… Analysis: These first two highlighted sections emphasise that this is all about defending the civilian population in Libya from attacks by its own government. One of the conditions for action set out by Nato countries has been “a demonstrable need” to intervene. Expressing its determination to ensure the protection of civilians and civilian populated areas and the rapid and unimpeded passage of humanitarian assistance and the safety of humanitarian personnel… Analysis: An assertion, as the British Prime Minister David Cameron has just put it, that the international community intends to back its words with action. Reaffirming its strong commitment to the sovereignty, independence, territorial integrity and national unity

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Venti di guerra. NATO Mediterranean measures

19 marzo 2011
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Venti di guerra. NATO Mediterranean measures

a cura de La Redazione Il rapido accrescimento dei fattori d’instabilità all’interno del bacino mediterraneo dei primi mesi del 2011 ha portato la NATO ad adottare maggiori misure di sicurezza nell’area. In particolare, l’11 marzo, l’alleanza atlantica ha deciso il rafforzamento della sorveglianza aerea ( NATO increases airborne surveillance in the Mediterranean) e, 2 giorni dopo, ha stabilito un concreto supporto alla Risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per l’osservanza dell’embargo al commercio di armi in favore dalla Libia attraverso un aumento della presenza delle proprie forze marittime (NATO ready to support international efforts on Libya). Il complessivo mandato NATO nell’area deriva dall’ operazione Active Endevor, che, sotto la responsabilità del Joint Forces Command sito a Napoli, dall’ottobre 2001 ha compiti di counter-terrorism e sicurezza marittima nelle acque del mediterraneo a sostegno anche dei paesi partner aderenti al Mediterranean Dialogue. É significativo notare che, nei giorni precedenti tali decisioni, un’esercitazione marittima denominata Noble Mariner si è svolta al largo delle coste spagnole focalizzandosi sulla conduzione di operazioni per l’intervento in situazioni di crisi (Exercise Noble Mariner.) Inoltre, un ulteriore evento degli stessi giorni – il cui contenuto simbolico è rilevante e tale da destare dichiarazioni di preoccupazione da parte

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