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GEOPOLITICA DEL MARE – TOR VERGATA, 18/10

28 ottobre 2018
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GEOPOLITICA DEL MARE – TOR VERGATA, 18/10

di Enrico La Rosa   Inusuale e panoramico il convegno organizzato il 18 ottobre scorso in occasione dell’incontro tra la Marina e l’Università di Tor Vergata centrato sull’argomento “Geopolitica e geoeconomia del mare”. Lo scopo dichiarato <proporre un dibattito scientifico sulle principali implicazioni geopolitiche e geoeconomiche derivanti dalla centralità del mare, tenendo conto di diverse prospettive disciplinari che possano fornire un quadro di riferimento stimolante e d’interesse collettivo>. La proposta della facoltà di Lettere e Filosofia, che ha organizzato l’evento, parte dalla seguente piattaforma ideologica ed i binari entro cui si è sviluppato l’incontro è stato tracciato con il seguente statement: <<Il mare ha da sempre svolto un ruolo essenziale nelle relazioni di potere: tra individui, mercati e Stati, alternandosi nel ruolo di primazia con l’ecumene, come sottolineato da più̀ studiosi. L’alternanza tra l’un fattore – quello talattico, marittimo – e l’altro – quello terrestre – è stata alla base delle interpretazioni di molti autori nel corso del tempo, che hanno affiancato questi elementi alle diverse fasi storiche. La globalizzazione, fin dai suoi albori della primissima età̀ moderna, sembra caratterizzata dalla presenza del mare come protagonista: per le esplorazioni, i commerci marittimi e gli scontri bellici, sino ad arrivare ai

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Ricordi… Carloforte, 5 agosto 2018 Presso la sede della Lega Navale si parla delle criticità mediterranee in campo ittico

26 ottobre 2018
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Ricordi… Carloforte, 5 agosto 2018 Presso la sede della Lega Navale si parla delle criticità mediterranee in campo ittico

di Simone Repetto Tra le attività che legano sviluppo economico, cultura e tradizioni dei paesi rivieraschi del bacino mediterraneo, primeggiano quelle legate al mare. La pesca, in particolare, nel corso dei secoli ha rivestito un ruolo fondamentale nel sostentamento delle varie popolazioni che si sono avvicendate tra le sponde del mare nostrum. Da questa necessità primaria, sono derivati inevitabili contatti fra comunità appartenenti a continenti e culture diverse, da cui l’inevitabile condivisione di medesimi luoghi di pesca, oltreché l’incremento di interscambi di prodotti ittici e loro derivati, talvolta di particolare pregio e valore. Utilizzando tecniche ed attrezzature tramandate di generazione in generazione, l’attività di cattura di svariate specie ha interessato paesi diversi e distanti fra loro, non solo geograficamente, riuscendo tuttavia a definire percorsi comuni. Un caso emblematico è quello rappresentato dalla pesca al tonno rosso col sistema delle tonnare fisse. Come suggerisce il nome con cui viene chiamato il capo operativo della tonnara, il raìs, che guida la ciurma dei tonnarotti durante tutte le fasi della pesca (con particolare enfasi durante le mattanze dei pesci intrappolati nelle reti), questa ancestrale attività ha avuto le sue origini nei paesi arabi, per poi passare di mano agli spagnoli ed agli italiani.

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IL QUARTIERE EBRAICO NELLA MEDINA DI TUNISI. LA HARA, UNO STORICO CROCEVIA TRA TUNISIA E ITALIA

7 settembre 2018
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IL QUARTIERE EBRAICO NELLA MEDINA DI TUNISI. LA HARA, UNO STORICO CROCEVIA TRA TUNISIA E ITALIA

Per benevola concessione dell’autrice e della Redazione, pubblichiamo di seguito il dossier: IL QUARTIERE EBRAICO NELLA MEDINA DI TUNISI. LA HARA, UNO STORICO CROCEVIA TRA TUNISIA E ITALIA …apparso sul n. 179 di settembre 2018 del “Corriere di Tunisi”, a firma di Cinzia Olianas   Scarica l'articolo in formato PDF

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Qualche speranza per la Libia?

4 settembre 2018
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di Luigi R. Maccagnani Il Ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, in un colloquio telefonico con il rappresentante ONU per la Libia, Ghassan Salameh, ribadisce il pieno supporto italiano alle “legittime” Istituzioni libiche, ed al “Piano d’Azione” della Nazioni Unite; rimarrà in contatto. (https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/conversazione-telefonica-del-ministro-moavero-milanesi-con-il-rappresentante-speciale-del-segretario-generale-onu-per-la-libia-ghassan-salameh.html) Vengono spontanee due domande ed una riflessione: Istituzioni Libiche “legittimate” da chi? Non da una volontà popolare, ricordiamo che alle prime elezioni in 42 anni, nel 2012, partecipò più dell’80% degli aventi diritto, esprimendo una volontà chiarissima per una svolta democratica ed eleggendo un parlamento e di conseguenza un governo, seppur “di transizione”. Nonostante le reiterate richieste di aiuti e supporto alla comunità internazionale, nulla fu offerto anzi, la prima cosa fu istituire un embargo totale sulle armi, quindi anche al governo –allora sì legittimo- e lasciando armate fino ai denti le varie milizie e bande che avevano saccheggiato i depositi di Gheddafi. In un contesto di deteriorata sicurezza, le successive elezioni del 2014 videro un’affluenza limitata ad 1/4 degli iscritti del 2012, ma con risultati coerenti con quelle elezioni con una chiara prevalenza di nazionalisti e liberali nel nuovo parlamento, House of Representative (HoR), ora con sede a Tobruk. Qual è il “Piano d’Azione”

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