{"id":4415,"date":"2020-03-24T19:47:12","date_gmt":"2020-03-24T17:47:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.omeganews.info\/?p=4415"},"modified":"2020-03-24T19:47:12","modified_gmt":"2020-03-24T17:47:12","slug":"covid-19-un-monito-per-il-cittadino-del-mondo-della-serie-egoismo-consumistico-e-finta-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=4415","title":{"rendered":"Covid-19: un monito per il cittadino del mondo.        Della serie \u201cEgoismo consumistico e finta disinformazione\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:right\">di Angelo De Giuli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre eventi particolari, saliti alla ribalta negli ultimi mesi, hanno richiamato l\u2019attenzione generale sulla vulnerabilit\u00e0 dell\u2019esistenza umana relativamente al sistema di interdipendenza che regola le nostre societ\u00e0 e l\u2019economia mondiale. I picchi di calore e la media crescente della temperatura atmosferica e degli oceani, gli immensi incendi in diverse regioni del mondo, la peste suina ed il Covid-19 (pi\u00f9 noto come Coronavirus): ecco i tre eventi che hanno avuto, ed hanno tuttora, manifestazioni locali ed effetti globali. Al loro verificarsi, queste sciagure hanno catalizzato l\u2019attenzione degli organi di informazione di tutto il mondo. Il Covid-19, per\u00f2, ha sfrattato dai mass media tutti gli altri argomenti, sia di cronaca sia di politica interna che estera, ed ha spianato il campo alla discussione critica in merito ai temi inerenti all\u2019organizzazione economica mondiale e allo sfruttamento delle risorse naturali. La pericolosit\u00e0 di questo virus \u00e8 tale che gli organi di informazione ci inondano quotidianamente di dati numerici che possiamo suddividere in due precise categorie: quelli che misurano il rischio per la nostra incolumit\u00e0 fisica e quelli che indicano gli effetti dei disastri sull\u2019economia e sul nostro tenore di vita.\nPer\u00f2, nel corso degli ultimi 8 mesi, gli scienziati hanno segnalato con forza anche altre situazioni molto pericolose per l\u2019Uomo: la drastica riduzione del numero di api, il livello crescente sia dell\u2019inquinamento nelle aree urbane sia del numero di morti ad esso collegate, l\u2019accelerazione della riduzione della biodiversit\u00e0 in numerose aree del mondo, e tante altre.\nEbbene, solo alcune catastrofi sono seguite con sistematicit\u00e0 ed approfondimenti quotidiani, mentre altre sono degne giusto di un articolo, e poi dimenticate.\nLe api, ad esempio. Un articolo su La Stampa, datato 03 Settembre 2019, titola \u201cLe api stanno morendo, una tragedia per l\u2019umanit\u00e0\u201d. (1) \nL\u2019argomento non ha avuto un seguito particolare: chi si ricorda di questa notizia? Quale livello di attenzione ha prodotto nella opinione pubblica?\nNessuno se la ricorda e certo non si \u00e8 sviluppato alcun tipo di riflessione o discussione sui mass media e presso l\u2019opinione pubblica, sebbene questo insetto sia fondamentale per l\u2019impollinazione dei fiori, quindi per la produzione di frutta e verdura. In definitiva, le api sono essenziali per ottenere gran parte del cibo di cui ci nutriamo.\nPer il problema dell\u2019inquinamento atmosferico delle aree metropolitane ed a maggior concentrazione di attivit\u00e0 umane vi \u00e8 stato un eguale disinteresse generale, nonostante esso sia indicato come la causa di decine di migliaia di morti ogni anno solo in Italia.\nIl diffondersi anche in Europa ed in USA del Covid-19, certamente una seria minaccia per il genere umano, da settimane occupa il 95% degli spazi di informazione (non fu cos\u00ec per l\u2019epidemia di Ebola in Congo negli anni 2018 &#8211; 2019).\nE\u2019 evidente ed innegabile il diverso trattamento mediatico dei vari pericoli per la nostra specie, sebbene tutti essi siano potenziale fonte di disgrazia per l\u2019Uomo. Soprattutto risalta, agli occhi di un attento osservatore, la differente attenzione ed apprensione dell\u2019opinione pubblica verso questi argomenti.\nIn maniera naturale viene da chiedersi: perch\u00e9 queste diverse sensibilit\u00e0 verso le varie minacce alla nostra esistenza? Qual \u00e8 la scala di valutazione, per le singole persone, dei pericoli che incombono su tutti noi e sulle generazioni future?\nLa risposta non \u00e8 semplice n\u00e9 lineare; numerosi sono i fattori che influiscono sulla percezione del pericolo da parte delle persone, e di conseguenza sulle loro reazioni. Per\u00f2 si pu\u00f2 individuare un ristretto insieme di elementi caratterizzanti la forma mentis dell\u2019uomo contemporaneo ed uno schema di ragionamento che lo conducono su un piano di sicurezza tale per cui questi eventi nefasti sono relegati alla categoria di momentanei fastidi nella corsa per lo sviluppo. Si potrebbero definire \u201ci danni collaterali\u201d, inevitabili, connessi all\u2019espansione economica necessaria per conquistare sempre pi\u00f9 elevati standard qualitativi di vita. In termini pi\u00f9 semplici e diretti: questi danni sono, per le nostre societ\u00e0 sviluppate, il prezzo che \u201csi pu\u00f2 pagare\u201d per il progresso dell\u2019umanit\u00e0. Esattamente quanto l\u2019Omologazione, senza dichiararlo apertamente, ha instillato nel subconscio del cittadino del mondo. Un progresso che va inteso, cos\u00ec come traspare dai dibattiti pubblici, nell\u2019aumento del PIL e nella cieca fede in nuove tecnologie che \u201cnel prossimo futuro\u201d risolveranno questi problemi contingenti. Un progresso che, come tutti sanno, \u00e8 comunque solo per una parte minoritaria della popolazione mondiale. Il raggiungimento della (presunta) garanzia della sicurezza alimentare e l\u2019acritica certezza che il progresso tecnologico consentir\u00e0 di sciogliere ogni vincolo per un futuro strabiliante, alimentano nell\u2019animo del cittadino del mondo quel senso di onnipotenza sulla Natura (anche sulla natura dell\u2019Uomo!) che lo allontana dalle evidenze della realt\u00e0 esistente appena oltre la porta di casa sua. (2)\nA mio avviso, \u00e8 questo il punto di partenza per tentare una comprensione delle differenti reazioni a situazioni negative foriere della stessa minaccia.\nL\u2019Omologazione, in relazione a questo argomento, ha prodotto due effetti tra loro complementari, specifici delle societ\u00e0 e nazioni economicamente pi\u00f9 sviluppate.\nIl primo effetto attiene alla generale sensazione di sicurezza degli approvvigionamenti, il secondo invece consiste nel progressivo distacco cognitivo che va instaurandosi tra il consumatore ed il produttore. Due effetti strettamente interconnessi: inizialmente il primo ha contribuito a generare il secondo, ed ora il secondo sostiene e rafforza il primo.\nIl superamento dei confini statali, fisici ed amministrativi, dell\u2019azione economica e finanziaria ha determinato la specializzazione e l\u2019interdipendenza delle economie nazionali di cui si \u00e8 gi\u00e0 scritto a lungo negli articoli precedenti. I volumi di produzione, sfruttando le economie di scala specifiche per settore ed area, sono aumentati enormemente e si riversano sui mercati di consumo generando un\u2019abbondanza e, soprattutto, una continuit\u00e0 di fornitura mai visti in tutta la storia precedente dell\u2019umanit\u00e0. E\u2019 stato superato il limite naturale della stagionalit\u00e0 dei prodotti agricoli, ricorrendo alla diversificazione degli approvvigionamenti in molteplici aree del mondo. Similmente, la maggior parte dei servizi sono forniti senza vincolo di territorialit\u00e0. Si pensi ad esempio ai call center, che rispondono ai clienti in Italia ma sono ubicati in Est Europa o Nord Africa, oppure ai servizi di investimento offerti ai risparmiatori italiani ed erogati da societ\u00e0 e consulenti residenti in Irlanda, od ancora ai servizi informatici ed ai software venduti in Germania ma prodotti in India e Stati limitrofi. Durante gli ultimi decenni di relativa stabilit\u00e0 politica nelle principali aree economiche del mondo la globalizzazione ha reso costante nel tempo e nei volumi la disponibilit\u00e0 di qualsiasi prodotto e servizio, di qualunque natura essi siano.\nL\u2019attore di mercato che opera questo \u201cmiracolo della modernit\u00e0\u201d \u00e8 la Grande Distribuzione Organizzata (in seguito: GDO). In altri scritti si sono gi\u00e0 approfonditi i temi inerenti la capacit\u00e0 della GDO di attrarre e condizionare la stragrande maggioranza dei consumatori ed i meccanismi psicologici esercitati su questi ultimi. E\u2019 per\u00f2 necessario, in questa occasione, evidenziare due importanti dinamiche sottostanti l\u2019operare della GDO. La prima \u00e8 rappresentata dalla forza finanziaria che sostiene il sistema GDO. Gli enormi capitali di cui dispone (o meglio, che la controllano) le consentono di acquistare ingenti quantit\u00e0 di prodotti, tali da rendere convenienti le spese di trasporto da qualsiasi angolo del mondo e da spuntare prezzi d\u2019acquisto particolarmente ribassati. Questa forza finanziaria \u00e8 la principale leva che la GDO ha utilizzato per conquistare e monopolizzare lo sbocco dei prodotti sul mercato, consentendole di garantire ai suoi clienti un ampio assortimento di articoli, continuit\u00e0 temporale e standardizzazione qualitativa dell\u2019offerta al consumatore, prezzi ribassati. La seconda dinamica \u00e8 quella di poter assorbire interamente la produzione di molte imprese, rendendole completamente dipendenti da essa in quanto unico canale di accesso al mercato. A questo proposito \u00e8 illuminante il libro di S. Liberti e F. Ciconte \u201cIl grande carrello. Chi decide cosa mangiamo\u201d: in esso \u00e8 disvelato il meccanismo che ha creato ed accentua continuamente lo squilibrio tra settore produttivo e quello distributivo. Rimando a questo libro il lettore interessato ad approfondire gli effetti della posizione dominante della GDO rispetto al mondo produttivo. \nDunque possiamo riassumere il primo effetto del combinato globalizzazione \u2013 GDO in questi termini: gli aumenti delle produzioni che sfruttano le opportunit\u00e0 offerte dalla globalizzazione consentono di approvvigionare i mercati indipendentemente dai ritmi produttivi della natura; la GDO, con la sua forza finanziaria e la sua posizione di mercato dominante, garantisce la continuit\u00e0 temporale della disponibilit\u00e0 al consumo di un vasto assortimento di prodotti, rispetto ai quali opera una costante azione di omologazione qualitativa e di pressione al ribasso sul prezzo.\nDal punto di vista del consumatore tutto ci\u00f2 appare come la conquista della libert\u00e0 di consumo, finalmente affrancato da ogni tipo di incertezza riguardante la presenza degli articoli sugli scaffali, in termini quantitativi, qualitativi e temporali. \nMa proprio da questa sensazione di sicurezza di approvvigionamento deriva il secondo effetto sociale dell\u2019Omologazione. Il cittadino del mondo, di cui si \u00e8 scritto nell\u2019articolo (http:\/\/www.omeganews.info\/?p=4313), entrando in un qualsiasi centro commerciale ha la convinzione di avere il mondo a distanza di braccio: pu\u00f2 disporre di prodotti fabbricati in ogni parte del globo ed in qualsiasi istante. In questo modo i confini, le distanze ed il tempo sono annullati. Non ci sono pi\u00f9 limiti alla sua libert\u00e0 di mangiare messicano, acquistare tecnologia cinese, calzare scarpe inglesi, oppure cambiare stili e acquisti, se cos\u00ec decide il giorno successivo.\nE\u2019 tutto a sua disposizione in una dimensione temporale istantanea nella quale l\u2019origine (e la storia produttiva) del prodotto o del servizio \u00e8 ininfluente, senza pi\u00f9 alcun significato. L\u2019importante \u00e8 che ci\u00f2 che il consumatore cittadino del mondo desidera sia l\u00ec, sempre immediatamente disponibile ed abbondante. \nNell\u2019ombra della certezza che tutto \u00e8 sempre disponibile ovunque si cela il lavorio incessante dell\u2019Omologazione teso a scindere, separare l\u2019utilit\u00e0 intrinseca del prodotto da consumare dal valore economico e sociale della sua produzione. Il Marketing, la comunicazione e la moda sono agenti formidabili nello scavare il fossato tra la \u201cidea\u201d del prodotto acquistato ed il \u201cvalore\u201d dello stesso. E\u2019 cos\u00ec che un marchio simbolo del famoso cibo italiano, Barilla, pu\u00f2 permettersi il lusso di proporre, sullo stesso scaffale, una linea di pasta prodotta con cereali coltivati in Paesi UE ed extra UE (nelle classiche confezioni blu, quelle che siamo abituati a vedere da decenni), ed una gamma di pasta ricavata da cereali di sola origine italiana (con un confezionamento diverso, di colore azzurro). Due prodotti derivati da materie prime di origini diverse sotto un marchio conosciuto a livello mondiale quale garanzia di \u201cItalian food\u201d. In pratica il logo \u201cProdotto Italiano\u201d \u00e8 giusto un marchio, di notevole valore sotto il profilo pubblicitario e di segmentazione di mercato, ma depotenziato nel significato (valore) concreto e sostanziale di stretto riferimento ad un territorio ed alle sue tradizioni. \nAnche il settore auto presenta lo stesso trucco dal momento che le maggiori marche tedesche, che della precisione ed affidabilit\u00e0 meccanica fanno il loro punto di forza, assemblano nei loro modelli componenti meccaniche prodotte in Italia da metalli indiani e cinesi.\nIdentica dinamica per il settore abbigliamento e alta moda. Famose firme della moda italiana, che della qualit\u00e0 sartoriale e della tessitura nazionale fanno gran vanto, portano sui mercati al dettaglio abiti ed accessori concepiti dal design italiano e prodotti con tessuti e manifatture dell\u2019Estremo Oriente.\nSi potrebbe continuare a lungo con esempi simili. Ma ci\u00f2 che si intende evidenziare \u00e8 la potenza del Marketing e la sua forza nell\u2019omologare i comportamenti di consumo. Non \u00e8 importante ci\u00f2 che \u201cfisicamente\u201d compro, quanto la \u201cpercezione\u201d di ci\u00f2 che acquisto. La reputazione della marca, l\u2019attualit\u00e0 della moda, questo \u00e8 il valore che \u00e8 percepito dal consumatore contemporaneo. La marca \u00e8 ritenuta sinonimo di qualit\u00e0, a prescindere da tutto.\nRispetto alla marca ed alla moda del momento, perdono di valore la reale provenienza delle materie prime, le caratteristiche manifatturiere e, soprattutto, le condizioni lavorative ed ambientali del processo produttivo.\nCome scritto in precedenza, la disponibilit\u00e0 continua (in termini temporali, quantitativi e geografici) dei prodotti richiesti dal consumatore fa s\u00ec che esso percepisca un mondo scevro da ogni possibile carenza. La nostra societ\u00e0, quella dei Paesi sviluppati, \u00e8 ormai abituata a disporre di qualunque cosa in ogni momento, per il semplice fatto che \u201cse non si produce qui, qualcuno da qualche altra parte lo produce di sicuro\u201d. Il grano, la frutta, il televisore, il cotone \u2026 non mancheranno mai nei nostri negozi e centri commerciali. Negli ultimi due decenni lo sviluppo dell\u2019Omologazione ha esasperato questa idea di sicurezza, portandola al punto che il cittadino del mondo d\u00e0 per scontato che qualunque prodotto esistente sulla Terra sia per lui disponibile; e se non \u00e8 reperibile al supermercato, sicuramente lo \u00e8 tramite internet. Come descritto nell\u2019articolo http:\/\/www.omeganews.info\/?p=4313, nel tempo questa sicurezza nella perenne e costante disponibilit\u00e0 di ogni articolo o servizio si \u00e8 trasformato in un diritto acquisito, inviolabile e garantito dall\u2019ammaliante propaganda del consumismo e della globalizzazione. \nE\u2019 in questo momento che si realizza la separazione tra il \u201cpercepito\u201d dal consumatore e la realt\u00e0 della produzione; \u00e8 cos\u00ec che il mercato diventa virtuale. E\u2019 questo il meccanismo che progressivamente trasforma ogni prodotto in merce, ossia rende ogni articolo un pezzo di acciaio, minuti di conversazione sulla banda telefonica. E come questi, non interessa dove e come sia prodotto, \u00e8 sufficiente che abbia determinate specifiche tecniche, costi il meno possibile ed abbia un marchio che funga da garanzia.\nI processi economici dell\u2019Omologazione e le dinamiche commerciali accentuano tutto ci\u00f2, cos\u00ec che un chilogrammo di riso deve avere un\u2019etichetta italiana, tenere la cottura e costare il meno possibile, risultando secondario il fatto che sia prodotto in Italia o in Cambogia, ossia che le normative stringenti sull\u2019uso dei pesticidi e di tutela dei diritti dei lavoratori siano rispettate in modo rigoroso oppure in gran parte non applicate.\nLa distanza tra il luogo di produzione e quello di consumo \u00e8 un formidabile ostacolo all\u2019informazione del consumatore. Ma anche una comoda scusante per la quiete della sua coscienza\u2026 \nIl cittadino del mondo, quando compra una smart Tv, un IPad, un capo di abbigliamento di marca, non si preoccupa del fatto che dietro a quegli oggetti vi sia il lavoro minorile nelle cave di cobalto in Congo pagato neanche 5 \u20ac al giorno, oppure operai tessili o sarti pagati un quarto di quelli europei per lavorare 12 o 14 ore al giorno tutti i giorni, tutti lavoratori senza un minimo di diritti e tutele. Lui, il cittadino del mondo che vive in Europa, negli USA, in Giappone, come pu\u00f2 sapere tutto questo?\nMa la scusa del \u201cnon lo so\u201d non regge. Libri, giornalisti di inchiesta, reportage televisivi, organizzazioni internazionali di ogni tipo denunciano da anni tutte queste situazioni di ingiustizia e sfruttamento: tutti sanno quali sono le condizioni di lavoro ed ambientali in tanti Paesi di provenienza dei prodotti pi\u00f9 diffusi nelle nostre citt\u00e0. Cos\u00ec come tutti si immergono nella rete per seguire i piccoli interessi individuali (social, lavorativi, di svago \u2026), altrettanto potrebbero dedicare una frazione del loro tempo per conoscere cosa succede ad altri. Ma, essendo queste situazioni lontane dal consumatore, esse non lo toccano personalmente, cos\u00ec che quasi sempre si rifugia nel pilatesco \u201ccosa ne posso sapere? Sar\u00e0 vero, o \u00e8 la solita invenzione dei contestatori di turno?\u201d. \nEccoci dunque al punto! Ci\u00f2 che di negativo esiste in aree remote del pianeta non coinvolgono personalmente il cittadino del mondo. Apparentemente se ne rammarica, certo, ma in realt\u00e0 non sono per lui importanti (e quindi se ne disinteressa) perch\u00e9 questi problemi non minacciano direttamente il suo quieto vivere. Ed \u00e8 cos\u00ec che non si turba minimamente se la popolazione di api, insetti necessari ad impollinare oltre il 70% dei tipi di frutta e verdura necessari all\u2019alimentazione umana, abbiano subito una riduzione del 60, 70% in vaste aree d\u2019Europa e USA. Non fa notizia: miele, frutta e verdura saranno prodotti in altre zone e da l\u00ec saranno importate. Al supermercato non mancheranno di sicuro!\nNon c\u2019\u00e8 grande allarme nell\u2019opinione pubblica se gli scienziati dichiarano che in Italia ogni anno, decine di migliaia di morti sono dovute all\u2019inquinamento atmosferico: il cittadino evoluto ed i suoi amici stanno bene, \u00e8 il solito allarmismo di sovversivi e contestatori servi degli interessi dei poteri forti!\nIn Congo, da decenni, bambini di 8 &#8211; 10 anni lavorano in condizione di schiavit\u00f9 nelle miniere di cobalto, ma sui giornali e televisioni se ne parla una volta l\u2019anno, giusto quando non si sa come riempire uno spazio rimasto vuoto. Certo, sebbene sia terribile, ormai le nostre evolute economie non possono fare a meno dei telefonini e dei vari gadgets elettronici. E, comunque sia, presi come siamo dalle nostre vite agiate e frenetiche, ed essendo il Congo un Paese lontano e povero, ce ne dimentichiamo (colpevolmente) subito. E\u2019 cos\u00ec che tutto ci\u00f2 che non ci tocca nelle tasche e non ci minaccia da vicino non \u00e8 degno della ribalta e delle attenzioni continue di giornali, televisioni, internet e social media.\nCon il Covid-19, invece, le cose si presentano diversamente. In Europa, nelle ultime 3 settimane (non negli ultimi 4 mesi, quando era una faccenda della sola Cina!) giornali, televisioni e tutto ci\u00f2 che trasmetta informazioni, dedicano il 95% degli spazi informativi al Covid-19. Certamente questo virus rappresenta una minaccia per l\u2019Uomo, come le situazioni negli esempi precedenti. Ma questa volta, cittadino del mondo, il pericolo ti sta guardando negli occhi! Il virus \u00e8 in casa tua, non lo puoi pagare per fermarsi, non fa alcuna distinzione tra le categorie sociali e per lui siamo tutti uguali. Accidenti, \u00e8 una minaccia veramente democratica e incorruttibile!\nUn pericolo che ti condiziona, limita le tue libert\u00e0, che pu\u00f2 essere scongiurato solo con i sacrifici dell\u2019isolamento cos\u00ec come la Cina e la zona rossa nel lodigiano ne hanno dato esempio. E non sai nemmeno se per scacciarlo sia sufficiente rinunciare a cene, aperitivi, viaggi e sport, shopping e meeting aziendali!\nE s\u00ec, caro cittadino del mondo, ora tocca anche a te fare i conti con la sfortuna! Il pericolo ora non \u00e8 pi\u00f9 solo per gli sfortunati delle aree maledette e dimenticate della Terra: \u00e8 entrato in casa tua, anche se ancora fai fatica a crederlo!\nFino a un mese e mezzo fa, i vari problemi dell\u2019umanit\u00e0 non erano parte della tua vita, riguardavano altri, lontani, poveri esseri inutili per la tua piena e frenetica esistenza.\nCaro cittadino del mondo, non hai mai speso pi\u00f9 di una frase di circostanza (di solito quella pi\u00f9 urlata sui social) per le grandi problematiche dei nostri tempi. \nUn primo caso. Milioni di persone scappano da carestie e guerre. La risposta tua (tramite i rappresentanti che eleggi all\u2019uopo) \u00e8 semplice e veloce: pago qualcuno che li tenga lontani da casa mia. Per ingannare la tua coscienza reciti qualche frase di solidariet\u00e0, magari aumenti l\u2019offerta in Chiesa, ma l\u2019importante \u00e8 che questi disperati stiano lontani dalla tua vita (ed ecco perch\u00e9 l\u2019Unione Europea ha pagato miliardi di Euro alla Turchia affinch\u00e9 trattenesse i rifugiati nel suo territorio; l\u2019Italia pag\u00f2 la Libia di Gheddafi per non far arrivare sulle coste mediterranee i disperati del Centro Africa. E si potrebbe continuare a lungo).\nUn altro esempio. I tuoi strumenti elettronici, molto trendy e costosi, ormai sono fondamentali per la tua vita interconnessa. Tuo figlio di 10 anni non pu\u00f2 pi\u00f9 farne a meno. Per\u00f2 ti giri dall\u2019altra parte quando coraggiosi giornalisti pubblicano le foto ed i video di bimbi congolesi dell\u2019et\u00e0 di tuo figlio ridotti in schiavit\u00f9, pagati meno di 5 euro per 12 ore di lavoro al giorno, senza protezioni alcune, sotto al sole o alle intemperie, carponi nei cunicoli delle miniere per estrarre il cobalto che finisce nei tuoi \u201cindispensabili\u201d apparecchi elettronici. Ti indigni, strilli qualche generica accusa all\u2019indirizzo delle avide multinazionali, magari doni qualche soldo ad una ONG che tutela i minori, e cos\u00ec tranquillizzi la tua coscienza; ma appena la pubblicit\u00e0 ti comunica l\u2019uscita dell\u2019ultimissimo modello di smart phone ti precipiti a comprarlo. D\u2019altronde in cuor tuo echeggia il leit motiv delle nostre evolute civilt\u00e0: il progresso non si ferma, non pu\u00f2 fermarsi.\nVero! Per\u00f2 consentimi una domanda: perch\u00e9 non partecipi all\u2019evoluzione di questa nostra civilt\u00e0 del benessere facendo produrre un po\u2019 di cobalto al tuo figliolo? Una sorta di breve Erasmus minerario in Congo, diciamo per un mese, il tempo di estrarre il cobalto necessario per costruire il suo IPhone da centinaia di Euro. Sicuramente l\u2019idea non ti alletta, ed hai ragione. Pensi forse che ai bimbi congolesi invece piaccia quella vita?\nVedi, caro cittadino del mondo, esistono posti di cui sicuramente non vuoi far parte, che non consideri quale parte di quel mondo \u201caperto, progredito e slanciato verso il futuro\u201d di cui ti illudi di essere partecipe.\nCi sono persone che hanno avuto la sfortuna di nascere in posti dove la carne \u00e8 un alimento da ricchi e le scuole un sogno, dove vivere a volte \u00e8 una condanna.\nOra una di queste sfortune \u00e8 arrivata da te: la (non solo) tua sfortuna si chiama pandemia da Covid-19, aleggia intorno a te obbligandoti ad una vita di \u201cenormi\u201d sacrifici come rinunciare ad aperitivi in centro, alla palestra, allo sport in TV, ai week-end da turista, alle nottate in discoteca. Il virus imporr\u00e0 due o tre mesi di chiusura di scuole, negozi, luoghi di cultura e divertimento \u2026 ti priva dello shopping e degli eventi cool. Ti ha stravolto la vita! \u2026 e ancora non hai idea di come cambier\u00e0 l\u2019economia e la finanza quando il Covid-19 toglier\u00e0 il disturbo!\nEbbene, caro cittadino del mondo, oggi puoi ben dire che il mondo intero, e questa volta veramente tutto il mondo, \u00e8 la tua patria!\nL\u2019insicurezza e le grandi, insopportabili privazioni che sperimenti oggi e probabilmente per alcuni mesi a venire, ti rendono partecipe di tutto ci\u00f2 che hai sempre evitato di considerare: la parte sfortunata della Terra.\nE la cosa bella, caro cittadino del mondo, sai qual \u00e8?\nChe il Covid-19 lo devi fronteggiare anche tu, non puoi pagare nessuno affinch\u00e9 lo tenga lontano da te, non c\u2019\u00e8 alcun servizio di rimozione virus da prenotare con un click.\nSei al pari dei siriani, che non possono pagare nessuno per evitare che bombardino le loro case, e stai tremando come i bimbi congolesi, che non hanno alternativa alla schiavit\u00f9 se non la fuga o la morte.\nCaro cittadino del mondo, il crollo del Pil in Occidente del -1 o -3% nel 2020 e le (per te) catastrofiche conseguenze, dovrebbero farti riflettere su come il tuo stile di vita influisce su tanti altri esseri umani e sul nostro ambiente, perch\u00e9 le privazioni che stai soffrendo ora sono solo un assaggio (neanche tanto amaro, peraltro) di cosa significa essere un cittadino di tutto il mondo, inclusa quella parte sfortunata di esso che hai sempre snobbato e relegato in un angolo remoto della tua mente.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:right\">Angelo De Giuli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(1) https:\/\/www.lastampa.it\/tuttogreen\/2019\/09\/03\/news\/le-api-stanno-morendo-una-tragedia-per-l-umanita-1.37403768\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (2) La separazione tra aspettative e realt\u00e0 riporta al concetto dei \u201cdiritti acquisiti\u201d dei consumatori incontrato nell\u2019articolo di cui alla nota (1). <\/p>\n<div class=\"pdf24Plugin-cp\"> \t<form name=\"pdf24Form0\" method=\"post\" target=\"pdf24PopWin\" action=\"https:\/\/doc2pdf.pdf24.org\/wordpress.php\"><input type=\"hidden\" name=\"blogCharset\" value=\"Cw1x07UAAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogPosts\" value=\"MwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogUrl\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogName\" 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I picchi di calore e la&hellip;<\/p>\n<p class=\"more-link-p\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=4415\">Read more &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":10006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,14,513,102,511,278],"tags":[564,563,566,557,562,549,295,558,554,553,561,317,550,555,552,560,551,556,559],"class_list":["post-4415","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti","category-articoli","category-covid-19","category-economia","category-emergenze-globali","category-geoeconomia","tag-cosa-ne-posso-saper","tag-non-lo-so","tag-api-insetti-necessari-ad-impollinare-oltre-il-70-dei-tipi-di-frutta-e-verdura-necessari-allalimentazione-umana","tag-call-center","tag-cave-di-cobalto","tag-covid-19","tag-globalizzazione","tag-grande-distribuzione-organizzata-gdo-2","tag-inquinamento-atmosferico","tag-livello-crescente-dellinquinamento","tag-mercato-virtuale","tag-omologazione","tag-organizzazione-economica-mondiale","tag-percezione-del-pericolo","tag-riduzione-del-numero-di-api","tag-separazione-tra-il-percepito-dal-consumatore-e-la-realta-della-produzione","tag-sfruttamento-delle-risorse-naturali","tag-stagionalita-dei-prodotti-agricoli","tag-il-grande-carrello-chi-decide-cosa-mangiamo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/10006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4415"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4416,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4415\/revisions\/4416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}