{"id":3861,"date":"2018-12-16T21:17:49","date_gmt":"2018-12-16T19:17:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.omeganews.info\/?p=3861"},"modified":"2021-08-05T17:26:12","modified_gmt":"2021-08-05T15:26:12","slug":"l-femminile-della-penisola-araba-di-polis-e-le-donne-algerine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=3861","title":{"rendered":"Il \u201cfemminile\u201d della penisola araba di \u201cPolis\u201d e le donne algerine"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Venerd\u00ec 23 novembre alcuni soci di OMeGA hanno avuto il privilegio di assistere alla dotta conferenza dell\u2019Amb. Mario Boffo, offerta nell\u2019ambito del corso di formazione \u201cPolis\u201d presso la Libera Universit\u00e0 di Roma, in viale Giulio Cesare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il modulo formativo era intestato al contesto mediterraneo e la prolusione di Boffo si \u00e8 prevalentemente soffermata sull\u2019ormai incancrenita guerra Saudo-Yemenita e sulla condizione della donna nella penisola araba (titolo: \u201cMediterraneo: il femminile e le sfide del Golfo (Arabia Saudita e Yemen\u201d).<\/p>\n<p align=\"justify\">Interessanti ed estremamente istruttivi entrambi gli aspetti trattati, resi ancora pi\u00f9 interessanti da un eloquio discorsivo ed ammaliante.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019occasione \u00e8 stata utile per farci tornare alla mente un articolo di <i>omeganews.info<\/i> sulla donna algerina del 2013 (<span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"http:\/\/www.omeganews.info\/?p=2216\">http:\/\/www.omeganews.info\/?p=2216<\/a><\/u><\/span><span style=\"color: #0563c1;\"><u>)<\/u><\/span>, che mantiene intatta la sua validit\u00e0 dopo appena 5 anni!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ve lo riproponiamo non solo e non tanto per l\u2019interesse del tema, ma anche perch\u00e9, all\u2019epoca, si colse l\u2019occasione per dare delle veloci pennellate su temi \u201ccontigui\u201d, anch\u2019essi ancora attualissimi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Grazie dell\u2019attenzione e buona lettura.<\/p>\n<p align=\"right\">Enrico La Rosa<\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: xx-large;\">Le donne algerine<\/span><\/span><\/span><\/h1>\n<p><span style=\"color: #888888;\"><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><i>28 luglio 2013<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">By<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Enrico La<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"> Ro<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">sa<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gli articoli scritti dalla brava Deborah Nancy Simeone sulla scrittrice franco-algerina Assia Djebar ci danno lo spunto per qualche riflessione assolutamente personale che scaturisce da una lunga ricognizione sul campo, ed anche da curiosit\u00e0 soddisfatta con documentazione delle fonti aperte d\u2019informazione. E ci\u00f2 allo scopo di illustrare ai nostri lettori il contesto sociale e politico nel quale ha potuto verificarsi una realt\u00e0 cos\u00ec apparentemente atipica.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Che la componente femminile abbia un ruolo marginale nella religione islamica e, di conseguenza, nella storia politica e sociale di quei Paesi che hanno fatto dell\u2019Islam la religione ufficiale nazionale, \u00e8 considerazione che ha nel migliore dei casi del banale. Che venga attribuita a Mohamed l\u2019affermazione \u00ab<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">se si potesse ordinare ad un essere umano d\u2019inchinarsi davanti ad un altro essere umano, dovrebbe essere la donna a farlo davanti all\u2019uomo<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00bb [121,VI,411] \u00e8 del tutto opinabile, ma risponde alla logica della tradizione religiosa che esige la sottomissione del genere femminile.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questa tendenza dei Paesi islamici \u00e8 pi\u00f9 o meno della stessa portata di quella dei Paesi non musulmani nelle stesse aree geografiche. Quando, per\u00f2, in questi ultimi esse hanno cominciato ad emanciparsi e ad uscire dal secolare stato di soggezione, alle prime non \u00e8 stato concesso di seguire lo stesso percorso. L\u2019era dell\u2019emancipazione della condizione femminile coincide anche con la progressiva divergenza fra il mondo occidentale e quello islamico per molti altri motivi, prevalentemente di natura economica ed energetica. L\u2019arroccamento dei due mondi sulle rispettive posizioni radicali e la loro inarrestabile divergenza ha fatto molte vittime, fra esse le donne musulmane residenti nei Paesi d\u2019origine, alle quali non sono state concesse equivalenti opportunit\u00e0 di emancipazione, comunque non gli stessi tempi.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A chi si recasse oggi in una grande citt\u00e0 della costa meridionale del Mediterraneo non si presenterebbe uno spettacolo molto diverso da quello di una grande citt\u00e0 della sponda opposta. Ragazze o signore senza il<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">chador<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e in<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">jeans<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">non sono la regola generale, ma \u00e8 spettacolo esibito in quantit\u00e0, per cui &#8211; almeno in pubblico e nei grandi centri &#8211; i passi fatti sono da giganti. Grava sulle donne la soggezione familiare ed un ordinamento sul quale si fa pesare l\u2019influsso religioso, e che prevede forti iniquit\u00e0 nel codice della famiglia, nelle libert\u00e0 individuali, nell\u2019impossibilit\u00e0 di poter prescindere dall\u2019autorit\u00e0 e dalle autorizzazioni formali di padre o marito.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In questa cornice non troppo esaltante per la condizione della donna musulmana in termini di diritti civili, ancorch\u00e9 la tradizione non solo islamica, ma anche della stragrande maggioranza dei Paesi mediterranei, quale che sia la sponda di appartenenza, le assegni l\u2019incontrastato ruolo dell\u2019educazione dei figli in et\u00e0 preadolescenziale, in questa cornice \u2013 dicevamo \u2013 si pone il caso di una scrittrice come Assia Djebar e di tante altre scrittrici, algerine o franco-algerine, come Maryse Rey Benferhat, Khalida Massaoudi, Malika Mokeddem e molte altre, oltre ad un nutrito stuolo di agguerrite giornaliste non dell\u2019ultima ora, quali Salima Tlem\u00e7ani, Baya Gacemi, Ghana Khelifi, e tante altre di cui sarebbe inutile qui fare l\u2019elenco senza avere spiegato il motivo della loro presenza in cos\u00ec grande numero e senza aver tentato di far capire il perch\u00e9 di una presenza al femminile cos\u00ec massiccia nel mondo intellettuale algerino ed ai vertici di tante organizzazioni private e di stato.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il caso algerino merita un discorso a parte, giacch\u00e9 i centotrenta anni di dominazione francese, l\u2019essere stato quel Paese territorio francese \u201cmetropolitano\u201d, ha lasciato una profonda impronta nell\u2019impostazione sociale, nell\u2019amministrazione pubblica, nella sensibilit\u00e0 culturale, nella capacit\u00e0 di capire e recepire le nuove tendenze, riscontrabile nelle esistenti affinit\u00e0 con le tendenze europee.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le giovani donne algerine possono permettersi di camminare spavalde ed impettite, vestiti aderenti e trucco vistoso, capo ostentatamente scoperto per le vie delle loro citt\u00e0, nella spagnola Orano, nell\u2019italiana Costantina e persino nel cuore della<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Casbah<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">d\u2019Algeri o a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bab El Oued<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, rione fino al 1962 interamente abitato da<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">pied noir<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">; in cui si sono svolti molti avvenimenti tragici degli ultimi anni della guerra, dove \u00e8 covata l\u2019ideologia integralista islamica dei primi anni \u201990, che ha fornito e continuava a fornire anche nel passato molto prossimo ideologi e combattenti ai vari gruppi armati del terrorismo algerino. Possono permettersi questo atteggiamento spavaldo e disinvoltamente libero per i meriti accumulati durante la guerra di liberazione, durante la quale hanno fornito un contributo spesso determinante. Molte donne nascosero ricercati pericolosi nelle loro case, molte giovinette saltarono in aria mentre armeggiavano con le bombe che dovevano deporre contro le truppe francesi. Una di esse,<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Yasmina Belkacem<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, perse entrambe le gambe all\u2019et\u00e0 di quindici anni a causa dell\u2019esplosione della bomba che stava posizionando. Si sono guadagnate sul campo una rispettabilit\u00e0 ed un peso che \u2013 tuttavia \u2013 fatica ad essere capitalizzato, nonostante il peso di una<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Khalida Messaoudi-Toumi<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, Ministro sotto Bouteflika e scrittrice conosciutissima in Italia, che le ha attribuito diversi premi letterari, che ha marciato contro il terrorismo per le vie centrali d\u2019Algeri alla testa di un esercito di donne, pi\u00f9 volte raggiunta da<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">fetwa<\/span><\/span><\/span><\/em><i> <\/i><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(l\u2019ultima \u00e8 di qualche anno fa). E di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Louiza Hannoune<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, capo del partito<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">trotskista <\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">dei lavoratori, appassionata difensore dei diritti della donna, di un nuovo codice della famiglia pi\u00f9 equo ed attuale. E delle migliaia di donne coraggiose, frequentemente in corteo all\u2019inizio degli anni \u201990 in favore del nuovo codice di famiglia che desse loro la meritata dignit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il periodo dal 1988 al 1992 fu il periodo pi\u00f9 drammatico per l\u2019Algeria libera, la grave crisi socio-economica caus\u00f2 l\u2019esplosione dello scontento popolare, che fu abilmente cavalcato da 27.000 terroristi, di cui 1.000 reduci dalla resistenza afgana, addestrati dagli anglo americani e finanziati dai sauditi, impiegati in Afghanistan contro i Russi e rientrati in Algeria, decisi pi\u00f9 che mai ad instaurare una repubblica islamica di stampo iraniano, abbattendo tab\u00f9 che sembravano incrollabili, quali l\u2019assassinio dei bambini, il rapimento e la violenza sulle donne, il minamento dei cadaveri fatti esplodere al cospetto delle forze di sicurezza o di autodifesa, la profanazione dei cimiteri ed il mancato rispetto della rottura del digiuno, l\u2019<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Iftar<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, subito dopo la preghiera del<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Maghreb<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Risultato: oltre 150.000 vittime! A nulla sono valse le tiepide condanne internazionali, n\u00e9 la mobilitazione degli intellettuali francesi, con Bernard Henri Levy e Andr\u00e9 Gluksmann in prima linea. A nulla \u00e8 valso che nel gennaio del 1998 Soheib Bencheikh, il<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">muphti<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di Marsiglia, esponente dell\u2019ala musulmana progressista, abbia messo in guardia contro la confusione tra<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Islam<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, religione di tolleranza, ed<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Islamismo<\/span><\/span><\/span><\/em><i> <\/i><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">ed abbia chiesto che si modernizzasse la teologia musulmana perch\u00e9 gli integralisti non possano \u201ctrovare un versetto che autorizzi a rapire le donne, a ridurle in schiavit\u00f9\u2026\u2026.\u201d.Una vera tragedia, molto differente da quelle \u201cstagionali\u201d che si stanno consumando oggi, una deriva islamista contro cui si schier\u00f2 l\u2019intera popolazione stretta attorno alla sua Arm\u00e9e, ultimo prezioso baluardo a supporto di una minima speranza e parvenza di difesa dello \u201cstato di diritto\u201d. Situazione riferendosi alla quale i brillanti storici e cronisti della nostra sponda continuano a parlare, ancora oggi, di \u201c<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">colpo di stato<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d e di \u201c<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">guerra civile<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d. Che arrogante superficialit\u00e0!<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ebbene, anche in questo frangente, mentre i mariti imbracciavano le armi, esse non si tirarono indietro e si schierarono massicciamente contro la deriva islamista all\u2019orizzonte, in difesa delle tradizioni nazionali certamente non di natura eversiva o integralista, tutte strette attorno all\u2019<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Arm\u00e9e<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">; a migliaia le fiere madri dell\u20198 settembre 1997 accompagnarono personalmente a scuola i propri ragazzi dopo le vacanze estive, in aperta sfida alle minacce islamiste della vigilia tese a bloccare la vita della nazione e, con essa, l\u2019insegnamento e la scuola. Per protestare, stanche delle stragi, dei 224 morti ammazzati nella sola citt\u00e0 di Algeri nei mesi di giugno e luglio dello stesso anno, dei 63 morti nella notte del 3 agosto in due villaggi isolati fra<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Blida <\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A\u00efn Defla<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, dell\u2019intera popolazione di 500 persone del villaggio di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">El Rais <\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">trucidata, martoriata e sterminata nella notte del 28 agosto, dei rioni periferici di Algeri improvvisato rifugio degli impauriti abitanti delle frazioni circostanti, delle 200 persone selvaggiamente trucidate nel piccolo centro di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Benthala<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">a soli 10 Km da Algeri, delle auto-bomba nelle vie del centro e dei sacchetti esplosivi all\u2019interno dei mercati dei rioni residenziali, persino dell\u2019elicottero militare abbattuto con un razzo.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chi abbia l\u2019occasione di visitare l\u2019Algeria non potr\u00e0 non notare come l\u2019elemento trainante della societ\u00e0 sia quello femminile: intraprendente, attivo, vivace, ricco di iniziativa, presente in tutti i settori della vita pubblica, disinibito e debordante di coraggio e di spavalda guasconeria.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E che dire del tributo da esse pagato al terrorismo in barba alla nostra convinzione che l\u2019Islam rispetti le donne e mai permetterebbe si infierisse contro di esse? Che dire della donna uccisa nella notte del 21 dicembre 1997 a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Cheraga<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella assassinata il 25 dicembre a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bouzar\u00e9ah<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due donne rapite l\u201911 gennaio \u201988 a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Fedjoudi<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle cinque rapite il 23 gennaio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sidi Bel Abb\u00e8s<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle decine di donne violentate o rapite durante il mese del Ramadhan dal 30 dicembre \u201997 al 29 gennaio \u201998, delle 11 uccise all\u2019arma bianca (insieme a 12 bambini) il 6 aprile successivo ad Arzew, delle sei uccise e delle sei ferite per l\u2019esplosione di una bomba nel cimitero di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Hama\u00efdia<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, nel distretto di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Medea<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella uccisa da un\u2019altra bomba esplosa il 27 settembre a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Lakhdaria<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due rapite il 16 novembre ad<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A\u00efn Defla<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle dieci rapite il 10 dicembre a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chlef<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, tutte ritrovate uccise nei 15 giorni successivi dopo avere subito torture e violenze d\u2019ogni genere, delle tre sgozzate e delle tre rapite il 13 dicembre a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bechar<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella sgozzata il 29 dicembre ad<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Arzew<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella assassinata e di quella rapita il 14 gennaio \u201999 a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chlef<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due uccise da una bomba all\u2019interno di un cimitero nel comune di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Mossadek<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, nel distretto di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chlef<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle quattro sgozzate il 23 gennaio nel distretto di<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chlef<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle tre rapite il 31 gennaio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Chlef<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle quattro sgozzate e delle due ferite il 26 febbraio ad<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A\u00efn Defla<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella rapita l\u201911 marzo ad<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A\u00efn Defla<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella massacrata il 15 marzo a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Blida<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle ulteriori due rapite il 18 marzo, e successivamente assassinate, ad<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A\u00efn Defla<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due rapite il 23 marzo a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Blida<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due assassinate il 26 aprile a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tiaret<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella uccisa e delle quattro rapite il primo maggio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tiaret<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle tre rapite il 18 maggio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Medea<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella ferita e delle due assassinate il 2 giugno a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bejaia<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella mutilata a seguito dell\u2019esplosione del 3 luglio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tipaza<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due rapite il 19 luglio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Medea<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle dieci rapite il 15 agosto a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bechar<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, delle due rapite il 18 maggio 2000 a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Mascara<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di quella uccisa e delle due rapite il 30 maggio a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Relizane<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, e cos\u00ec via?<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Singolare il fatto che si siano spesso trovate delle donne alla macchia, armate e facenti parte con pari dignit\u00e0 dei gruppi armati (o<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">katibat<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">), come quella eliminata a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bab Ezzouar<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">il primo giugno \u201998, le due trovate nei pressi di Costantina il 16 giugno, le due uccise a Tipaza il 5 ottobre, quella arrestata a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sidi Bel Abb\u00e8s<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">il 25 settembre, quella eliminata a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Boumerdes<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">il 9 maggio \u201999, le quattro arrese a<\/span><\/span><\/span> <em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Jijel<\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">l\u20198 settembre, e molte altre. Anche sul versante del male non sono certo rimaste da meno degli uomini, le donne algerine!<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Cosa dire? Che in un Paese che \u00e8 di religione musulmana, ma di tradizione mediterranea e di pensiero, organizzazione, gusti e cultura pressoch\u00e9 francesi, ad onta delle periodiche campagne di \u201carabizzazione\u201d dell\u2019<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">establishement<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, pi\u00f9 di facciata che reali, l\u2019emancipazione della posizione della donna ha dovuto cedere il passo alla prioritaria mobilitazione contro il terrorismo di tutte le componenti sociali.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il processo \u00e8 lentamente ripreso, si moltiplicano le iniziative della societ\u00e0 algerina in direzione dell\u2019acquisizione di pari dignit\u00e0 in caso di Divorzio, Matrimonio, Eredit\u00e0. Tutta la societ\u00e0 civile e laica spinge in questa direzione ed anche il presidente Bouteflika aveva inserito il provvedimento fra gli obiettivi della sua presidenza. Nel \u201999 il ministro della Sanit\u00e0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Yahia Guidoum<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, annunciava che tutte le donne vittime di violenza da parte dei terroristi potevano abortire. Poi \u00e8 sopravvenuta la \u201cconcordia civile\u201d ed il recupero dei terroristi ha comportato, come contropartita, l\u2019opportunit\u00e0 del rallentamento di questo programma, all\u2019insegna di \u201cun colpo al cerchio ed uno alla botte\u201d, in perfetto stile \u201c<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">mediterraneo<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d!<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo contesto ha aiutato la crescita di stelle di prima grandezza, come Assia Djebar, che la brava Deborah Nancy Simeone ha contribuito a far conoscere ai nostri lettori.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Enrico La Rosa<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Riceviamo in data 5 Agosto 2013, per altra via, il sotto riportato commento dell\u2019amico Guido Monno all\u2019articolo, e lo pubblichiamo volentieri:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00abCaro Enrico, non potendo commentare sul sito di omeganews in quanto i commenti sono chiusi, mi permetterai di ringraziarti per l\u2019articolo anche se mi permetto di dissentire parzialmente su qualche osservazione. Come autorevoli autori hanno scritto nel passato e nel recente passato, la storia della nascita del Corano va inserito all\u2019interno della cultura e societ\u00e0 araba dell\u2019epoca. ricordo che stiamo parlando dell\u2019AD 610, (notte fra il 26 e 27 del mese di ramadan prima rivelazione) e il cui testo scritto dovrebbe aver visto la luce su ordine del khalifa Uthman, uno dei rashiduna, a cavallo del 644-656 anni in cui ricopr\u00ec la carica, usufruendo delle raccolte di zayd ibn thabit, provvedendo alla distruzione di altre copie non conformi. Anteriormente alla rivelazione erano invalse regole sociali e ovviamente giudiziarie, in cui il ruolo della donna era privo di qualsiasi valore; quel famoso periodo che in seguito venne definito come jahilyya, ossia il periodo dell\u2019ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, termine pi\u00f9 tardi usato da Sayyd Qutb nei suoi studi. Nello stesso corano, tale periodo vien messo in evidenza, in particolare, per quanto attiene il ruolo delle donne, nei punti al nahl 16.58-9, al takwir 81.8-9, al an\u2019am 6.151 per quanto attiene l\u2019infanticidio e nel muqaddima in diverse frasi. \u00c8 parere conforme e comune di numerosi studiosi internazionali che la parola di Muhamamd abbia portato una vera e propria rivoluzione nella societ\u00e0 dell\u2019epoca, societ\u00e0 che, come ho appena ricordato, non prevedeva alcuna forma di protezione o tutela del sesso femminile, di cui gli infanticidi ricordati nel Corano stesso, sono una esplicita conferma. Il ruolo della donna deve essere visto, come riportato da eminenti studiosi, nella societ\u00e0 dell\u2019epoca, societ\u00e0 per cui il corano rappresent\u00f2 un qualcosa di estremamente eversivo, alterando i legami di parentela e sociali a favore di una unit\u00e0 religiosa in cui il ruolo della donna assumeva un aspetto importante. Leggerlo con la struttura sociale moderna e con la visione della societ\u00e0 moderna ritengo non sia la lettura giusta, cos\u00ec come lo intendono anche numerosi fondamentalisti per cui il ritorno alle origini vieta qualsiasi applicazione del corano ai tempi moderni. N\u00e9 va dimenticato che anche nella societ\u00e0 occidentale dell\u2019epoca, il ruolo della donna non era certo quello attuale e lo ha anche conservato laddove invece nel mondo islamico, proprio a seguito dell\u2019avvento della religione islamica, il ruolo femminile ha ottenuto un forte sviluppo. Figure quali Khadidja, Aisha (umm al muminim), Zaynab, svolgono ruoli primari e importanti nella storia islamica e nel Corano stesso, al di l\u00e0 della figura della madonna vista nel ruolo di madre di Ges\u00f9 Cristo. Questo non per togliere o contestare qualcosa al pregevolissimo articolo, ma semplicemente per esprimere un parere a contorno dello stesso. Guido\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Riportiamo, di seguito, la risposta gi\u00e0 fornita a Guido Monno per altra via:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00abInteressantissime puntualizzazioni su elementi di natura prevalentemente \u201cdottrinale\u201d su cui non ho n\u00e9 conoscenza diretta, n\u00e9 competenza specifica, n\u00e9 la sicurezza che invidio alla tua preziosa ed istruttiva esposizione. Come abitudine ricorrente degli articoli di &lt;omeganews&gt; e persistente negli articoli del sottoscritto, non \u00e8 l\u2019aspetto \u201csacrale\u201d o la rilevanza religiosa, o \u2013 in altri contesti \u2013 quella scientifica che intendevo affrontare. Non solo. Non si possono ignorare i dati obiettivi e sicuri, ma qui di sicuro esistono solo le correnti di interpretazione e alcune date inconfutabili. A prescindere da ci\u00f2, tuttavia, il fine ultimo e davvero singolare di omega\/omeganews \u00e8 quello di risalire dagli avvenimenti odierni alle origini (fattore umano + fattore ambientale = percorso socio-antropologico) ed ai percorsi che hanno ispirato un certo sviluppo secondo un certo percorso e non altri. Ogni attivit\u00e0 dell\u2019uomo ha conseguenze che sono direttamente proporzionali a ben precisi parametri, quali la concomitanza temporale con altri, la convinzione e la determinazione dell\u2019\/degli originatore\/i, il seguito riscontrato, l\u2019ambiente \u201cistantaneo\u201d nel quale la stessa si verifica, la natura dei destinatari, e decine e decine di altre \u201cconcomitanze\u201d che rendono ciascun risultato funzionale all\u2019iniziativa che lo ha originato in quelle sole e irripetibili condizioni naturali, ambientali, umane, spesso climatiche, ecc. ecc. Il \u201cManifesto\u201d di &lt;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>\u201dOMeGA\u201d parla chiaro in proposito: &lt;passione per discipline come la storia, la geografia e lo sviluppo umano \u2026 scoprire negli eventi di oggi le tracce di una comune matrice antropologica e, attraverso i meccanismi della geopolitica e la metodologia sociologica, riuscire a prevedere lo sbocco futuro delle azioni di oggi. Ma, anche, di individuare il ponte culturale ideale che unisce gli sconvolgimenti del passato agli eventi del presente, onde potere tracciare l\u2019ideale prolungamento nel futuro \u2026 lo studio e l\u2019analisi del Mediterraneo nell\u2019ottica a un tempo geopolitica ed antropologica, l\u2019approfondimento degli aspetti e delle realt\u00e0 sociali, la condivisione delle conclusioni mediante il dialogo con specialisti del settore e con entit\u00e0 aventi analogo scopo e lo svolgimento di attivit\u00e0 informativa e didattica. L\u2019idea di geopolitica, come la vocazione dei soci esige, non pu\u00f2 essere disgiunta da quella dello studio dell\u2019antropologia, dall\u2019instaurazione di un dialogo e dall\u2019approccio di tipo sociologico nel metodo e nelle finalit\u00e0 \u2026<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: -webkit-standard, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&gt;. Questa lunga premessa per spiegare che le precisazioni dottrinarie ci fanno senz\u2019altro piacere, esse debbono d\u2019altronde essere il punto di partenza. Ma io intendevo, e dall\u2019articolo traspare chiaramente, non gi\u00e0 confrontare la dottrina musulmana con la condizione della donna, se non di sfuggita, bens\u00ec quest\u2019ultima con le caratteristiche antropologiche preesistenti nei paesi dove la dottrina islamica \u00e8 nata o si \u00e8 diffusa. Se fossi animato da spirito religioso, musulmano in particolare, me la caverei con la considerazione che cos\u00ec \u00e8 perch\u00e9 cos\u00ec vuole Allah e perch\u00e9 cos\u00ec ha disposto Mohammed che accadesse con lui e dopo di lui. Ma, da laico, il mio scopo era dimostrare che la condizione della donna nel bacino del Mediterraneo \u00e8 fenomeno &lt;ambientale&gt; preesistente all\u2019avvento dell\u2019Islam e successivo allo stesso anche nei Paesi che non hanno adottato questa religione. Tutta qui la cornice di una narrazione, che, invece, non riguarda la nebulosa islamica nel suo complesso, ma l\u2019Algeria in particolare ed il comportamento delle sue fierissime donne. Sperando di avere esaudito le legittime perplessit\u00e0, ringrazio per l\u2019intervento sempre gradito, che sar\u00e0 pubblicato in calce all\u2019articolo insieme alla mia replica. Enrico<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pdf24Plugin-cp\"> \t<form name=\"pdf24Form0\" method=\"post\" target=\"pdf24PopWin\" action=\"https:\/\/doc2pdf.pdf24.org\/wordpress.php\"><input type=\"hidden\" name=\"blogCharset\" value=\"Cw1x07UAAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogPosts\" value=\"MwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogUrl\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogName\" value=\"y89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogValueEncoding\" value=\"gzdeflate base64\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postId_0\" value=\"M7YwMwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postTitle_0\" value=\"FcqxDYAwDATAVX4dOlYw8oMsfRyULJBBYLlMAumuuE2Y4zlZSmSIc7xwSoabGb3+sGaHwWO9vSr6OoQIr5mE6WKL5Ac=\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postLink_0\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8vXty+wNbYwMwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postAuthor_0\" value=\"c80rykzOV\/BJVAjKL04EAA==\" 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