{"id":2264,"date":"2013-09-28T22:49:22","date_gmt":"2013-09-28T20:49:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.omeganews.info\/?p=2264"},"modified":"2021-06-20T18:04:56","modified_gmt":"2021-06-20T16:04:56","slug":"il-controllo-del-mare-clausum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=2264","title":{"rendered":"Il controllo del Mare Clausum"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"img01\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/28092013001_th.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>Di seguito, la sintesi del primo dei due interventi promossi da OMeGA in occasione della rassegna culturale \u201cPulArch\u00e0ios 2013\u201d, organizzata dal Comune di Pula nel settembre\/ottobre di quest\u2019anno e tuttora in corso.<\/p>\n<p><strong>Il controllo del Mare Clausum<\/strong><\/p>\n<p><strong>I modelli geopolitici e la prassi della politica di potenza nel contesto del Mediterraneo<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><span style=\"color: #1f497d;\"><em>Centro geopolitico del mondo antico, il Mediterraneo resta uno spazio di grande importanza per la sua posizione di ponte tra Europa, Asia e Africa; ciononostante il Mare Nostrum \u00e8 anche uno spazio chiuso, in cui sono presenti attori statuali e politici di rilevo e che, per la sua configurazione unica, si adatta solo relativamente alle tradizionali visioni &#8220;terrestri&#8221; o &#8220;marittime&#8221; proposte dai pi\u00f9 conosciuti modelli geopolitici.<\/em><em> La presentazione, ripercorrendo le varie teorie geopolitiche, intende spiegare quali sono le possibili strategie che gli attori dello scacchiere mediterraneo possono perseguire sia per migliorare la propria posizione, sia per generare uno spazio regionale sempre pi\u00f9 coeso e influente.<\/em><\/span><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" title=\"img03\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/28092013003.jpg\" alt=\"\" width=\"1039\" height=\"405\" \/><\/div>\n<p>Il contesto mediterraneo ha recentemente recuperato la tradizionale rilevanza geopolitica di cui ha goduto per lunghi secoli con il susseguirsi di ascesa e declino delle pi\u00f9 importanti civilt\u00e0 del mondo antico.<br \/>\nDel resto, una peculiare configurazione geopolitica rende il Mediterraneo un ambito regionale senza pari sul pianeta.<\/p>\n<p>Uno spazio acquatico apparentemente aperto, ma chiuso da tre <em>choke points<\/em> di fondamentale importanza geoeconomica, corrispondenti allo Stretto di Gibilterra, al Bosforo\/Dardanelli e al Canale di Suez. Questi stretti non solo mettono in contatto l\u2019Atlantico con l\u2019Oceano Indiano e il lontano Oriente e forniscono l\u2019accesso agli spazi oceanici per i paesi dello spazio postsovietico, ma consentono quasi di dimezzare i percorsi marittimi dall\u2019Asia ai paesi dell\u2019Europa occidentale.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo, crocevia di traffici economici e di spostamenti migratori rilevanti tra Europa e Africa, tra mondo occidentale e Oriente, con oltre venti paesi che si affacciano sullo stesso mare costituisce, dunque, un ambiente geopolitico senza pari sul nostro pianeta.<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 stato considerato il \u201cmare nostrum\u201d dalle grandi teorie geopolitiche? Volendo sintetizzare, \u00e8 possibile affermare che, attorno al Mediterraneo, ruotano almeno tre quesiti rilevanti di ordine geopolitico.<\/p>\n<p>Il primo riguardo la considerazione dello spazio acquatico come frattura o come via di comunicazione: il Mediterraneo divide civilt\u00e0 e paesi rallentandone il processo di integrazione o \u00e8 un potente spazio di condivisione che alimenta i contatti tra culture e paesi diversi? La risposta ruota attorno alla capacit\u00e0 o meno di una cultura egemone di accelerare o rallentare questo processo. L\u2019impero romano, ad esempio, riusc\u00ec nell\u2019intento mentre altri potenti conquistatori, come gli ottomani, riuscirono ad acquisirne un controllo solo transitorio. Per avvicinarci ai giorni nostri, gli Stati Uniti, durante il periodo della Guerra Fredda ebbero un ruolo egemonico di rilievo nello spazio mediterraneo non solo includendo nella Nato le tre grandi penisole settentrionali, Spagna, Italia e Turchia, ma finendo per stringere accordi anche con importanti paesi della sponda meridionale a cominciare dall\u2019Egitto. In un periodo come quello attuale, caratterizzato da un relativo disimpegno della pressione egemonica statunitense dal MENA (Middle East &#8211; North Africa), l\u2019Unione Europea \u00e8 chiamata naturalmente ad aumentare la propria influenza nel Mediterraneo attraverso politiche di <em>partnership<\/em> e di inclusione progressiva verso gli stati della sponda sud: un compito reso difficoltoso non solo dalle transizioni di potere in Tunisia, Egitto e Libia, ma anche dalla crisi economico-finanziaria globale e dalla politica estera \u201cmulticefala\u201d dell\u2019Unione, quale riflesso dei principali paesi membri a cominciare dal quartetto composto da Regno Unito, Francia, Germania e Italia.<\/p>\n<p>Il secondo quesito di carattere geopolitico riguarda l\u2019essenza stessa della regione\u00a0 mediterranea come realt\u00e0 unitaria. Sulla questione il dibattito \u00e8 ancora aperto e mette a confronto autori come Saul Bernard Cohen, che ritengono il mediterraneo un contesto unitario in base a determinati parametri (contiguit\u00e0 geografica, politica, culturale e militare, background storico e migratorio) a studiosi, come Bjorn Hettne, che segnalano la mancanza di una identit\u00e0 specifica mediterranea. Tuttavia, anche se il processo di Barcellona verso una unificazione politica economica del contesto mediterraneo procede lentamente (e il fallimento di iniziative come quello della Unione per il Mediterrano non hanno aiutato a fare progressi) appare difficile sostenere che non esista un ambito regionale mediterraneo che, al contrario ha delle basi non solo geografiche, ma anche storico-economiche.<\/p>\n<p>Il terzo quesito, che affonda nell\u2019essenza dei vari modelli geopolitici, riguarda, infine, la necessit\u00e0 di focalizzazione sulla terra o sul mare rispetto alla valutazione del Mediterraneo. La questione, nello specifico, oppone teorie geopolitiche di correnti\u00a0 diverse che potremmo sinteticamente etichettare come tradizione geopolitica \u201cterrestre\u201d e tradizione geopolitica \u201cnavalista\u201d.<\/p>\n<p>Per fare un esempio di tradizione terrestre, possiamo prendere a esempio il modello interpretativo\u00a0 del padre della geopolitica ovvero Halford Mackinder. Secondo Mackinder i destini del mondo erano definiti dal controllo di una specifica porzione del globo terrestre, definita Heartland, corrispondenti ad una parte della Russia contemporanea e caratterizzata dalla ricchezza del sottosuolo e dalla posizione relativamente periferica che ne rendeva difficile la conquista.<\/p>\n<p>Per Mackinder i giochi politici ed egemonici tra le potenze erano destinati a subire l\u2019influenza del tentativo di controllare l\u2019Heartland o di impedire che questo fosse dominato da un attore unitario di grande potenza. In questo \u201cgioco tra le potenze\u201d il Mediterraneo era destinato ad avere un ruolo periferico e a godere di bassa considerazione e centralit\u00e0. Un esempio di geopolitica navalista, invece, viene dal modello geopolitico di Nicholas Spykman che, riprendendo e modificando le teorie di Mackinder, riusc\u00ec a prevedere non solo l\u2019avvento della Guerra Fredda, ma anche dinamiche ed assi strategici tuttora presenti nel mondo contemporaneo. Secondo Spykman, i destini politici del mondo risentivano della continua frizione tra sistemi egemonici terrestri (l\u2019Heartland) e sistemi egemonici oceanici in grado di controllare uno specifico spazio marittimo (il Midland Ocean), che, invece di dividere, univa realt\u00e0 politico-economiche destinate a una continua integrazione: tali contesti erano corrispondenti agli Stati Uniti e all\u2019Europa Occidentale. La continua rivalit\u00e0 tra potenze terrestri e oceaniche avrebbe creato una enorme \u201ccintura\u201d di attrito (Rimland) che, partendo dall\u2019Europa Occidentale e passando per il Medio Oriente e l\u2019Asia sudorientale, terminava in Giappone (le teorie di Spykman, peraltro, influenzeranno moltissimo la strategia del \u201c<em>containment<\/em>\u201d attuata dagli Usa dalla fine degli anni \u201940). In questo modello geopolitico il Mediterraneo occupa un ruolo essenziale, non solo perch\u00e9 area vitale di connessione tra contesti marini diversi, e quindi vitale per le potenze oceaniche, ma anche per il suo ruolo di unione tra due porzioni fondamentali del Rimland (l\u2019Europa Occidentale e il Medio Oriente). In questa logica era imperativo che, durante il periodo della Guerra Fredda, le potenze oceaniche, e segnatamente gli Usa, acquisissero un fermo controllo dello spazio mediterraneo sia attraverso la continua integrazione militare (Nato, Cento) sia attraverso l\u2019esercizio di un progressivo controllo politico-economico dei paesi mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p>Ora che il confronto bipolare \u00e8 terminato le teorie di Spykman potrebbero sembrare superate e invece rimangono pi\u00f9 attuali che mai anche se trasferite da un egemone \u201clontano\u201d (gli Usa) ad uno \u201clocale\u201d (l\u2019Unione Europea); tuttavia, anche se gli imperativi geopolitici rimangono gli stessi, sono ben differenti le attuali capacit\u00e0 unificatrici ed egemoniche dell\u2019Ue e appaiono decisamente inadeguate all\u2019impresa.<\/p>\n<p>Giuseppe Anzera<\/p>\n<p>Giuseppe Anzera \u00e8 docente di Sociologia delle relazioni internazionali presso la Facolt\u00e0 di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza, Universit\u00e0 di Roma.<br \/>\nLe sue aree di interesse scientifico e di ricerca includono l\u2019analisi delle relazioni internazionali, la geopolitica e l\u2019analisi dei conflitti.<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1380551650167_2057\">Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questa corrispondenza dell\u2019Assessore alla Cultura del Comune di Pula, Augusto Porceddu:<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1380551650167_2059\">\u00abCaro Dott. La Rosa, aver inserito nel programma di PulArch\u00e0ios l&#8217;appuntamento con i Proff. Anzera e Bordonaro, con un argomento di cos\u00ec grande spessore, importanza e attualit\u00e0, che hanno sviluppato, seppure in un tempo concesso molto risicato, in modo esauriente, brillante ed incisivo, \u00e8 stato il valore aggiunto che ha contribuito ad implementare l&#8217;importanza della rassegna. Quindi, mi consenta ancora di rivolgerLe un sentito ringraziamento per il Suo impegno e per l&#8217;opportunit\u00e0 che, mi auguro, si rinnovi nelle prossime edizioni. Le invio i migliori saluti. Augusto Porceddu\u00bb<\/p>\n<div class=\"pdf24Plugin-cp\"> \t<form name=\"pdf24Form0\" method=\"post\" target=\"pdf24PopWin\" action=\"https:\/\/doc2pdf.pdf24.org\/wordpress.php\"><input type=\"hidden\" name=\"blogCharset\" value=\"Cw1x07UAAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogPosts\" value=\"MwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogUrl\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogName\" value=\"y89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogValueEncoding\" value=\"gzdeflate base64\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postId_0\" value=\"MzIyMwEA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postTitle_0\" value=\"88xRSM7PKynKz8nJV0hJzVHwTSxKVXDOSSwtLs0FAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postLink_0\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8vXty+wNTIyMwEA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postAuthor_0\" value=\"C0pNSazKzM9LBQA=\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postDateTime_0\" value=\"MzIwNNY1sNQ1slAwMrIysLQyMgIA\" 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Il controllo del Mare Clausum I modelli geopolitici&hellip;<\/p>\n<p class=\"more-link-p\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=2264\">Read more &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2264"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4865,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2264\/revisions\/4865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}