{"id":2043,"date":"2013-05-14T18:59:44","date_gmt":"2013-05-14T17:59:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.omeganews.info\/?p=2043"},"modified":"2021-06-20T17:41:09","modified_gmt":"2021-06-20T15:41:09","slug":"il-declino-delleuropa-post-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=2043","title":{"rendered":"IL DECLINO DELL\u2019EUROPA POST-ROMANA"},"content":{"rendered":"<div>\n<table style=\"background-color: #ffffff;\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding: 0px;\" valign=\"top\" width=\"100\">\n<p style=\"margin: 0px;\" align=\"center\"><strong>Storia<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"padding: 0px;\" valign=\"top\" width=\"100\">\n<p style=\"margin: 0px;\" align=\"center\"><strong><sup>MEDinMED<\/sup><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"padding: 0px;\" valign=\"top\" width=\"100\">\n<p style=\"margin: 0px;\" align=\"center\"><strong>5<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<div style=\"float: left; width: 70%;\">\n<p>L\u2019effetto dell\u2019espansione dell\u2019Islam ebbe effetti devastanti sul commercio dei paesi europei continentali, su quello della Gallia in particolare. L\u2019interdizione del traffico marittimo da\/per i porti che avevano assicurato l\u2019accesso verso l\u2019Europa dei generi provenienti dall\u2019oriente comport\u00f2 la scomparsa dei mercanti di professione nelle stesse aree. N\u00e9, d&#8217;altronde, i commercianti musulmani si istallarono in territori al di fuori dell\u2019Islam. Il poco commercio residuo cadde saldamente nelle mani degli Ebrei, numerosi dappertutto e organizzati in una rete di reciproco sostegno, tollerati dai Cristiani, non espulsi dagli Arabi. Costituivano l\u2019unico legame economico esistente tra l\u2019Islam ed il mondo cristiano, tra Oriente e Occidente.<br \/>\nLa conseguenza macroscopica dell\u2019avvento dell\u2019Islam \u00e8 la rottura dell\u2019unitariet\u00e0 mediterranea e della sua continuit\u00e0 politica, economica e sociale e la creazione, come vedremo, di mondi completamente diversi tra loro, che avranno storie differenziate nei secoli successivi. La navigazione \u201ccristiana\u201d continua solo in Oriente e nelle estreme propaggini italiane rivolte verso est e verso sud, sostenuta da Bisanzio e dalle citt\u00e0 marinare italiane. A Venezia, nell\u2019Italia meridionale (con gli avamposti di Napoli, Gaeta e Amalfi) e nell\u2019impero bizantino si mantengono le caratteristiche di una civilt\u00e0 progredita, con citt\u00e0 fiorenti e ricche, con moneta aurea, con mercanti professionisti: in altre parole, la continuazione dell\u2019antica civilt\u00e0.<br \/>\nI territori prospicienti la costa meridionale franca e quella occidentale della penisola italiana, dal Golfo del Leone alle foci del Tevere, soggetta a guerre persistenti, flagellata dalle incursioni dei pirati, cadono in un profondo stato di regresso economico, soffocate dall\u2019assenza di flotte e di commercio marittimo. Per queste regioni il mare \u00e8 interdetto ed il commercio sparito; ci troviamo in presenza di ricchezza unicamente terriera e di circolazione dei beni mobili ridotta al minimo. Le regioni della Gallia, sino a qualche decennio prima molto fiorenti, ora sono le pi\u00f9 povere. Prima il movimento era diretto dal Sud, ora il Nord trova energie nuove e forme alternative di organizzazione politica, economica e sociale.<br \/>\nVedremo nel prosieguo come Bisanzio debba ridurre il proprio campo di azioni e di interessi, come la sua influenza sar\u00e0 molto ridimensionata nel bacino mediterraneo. Ma i secoli del suo splendore debbono ancora arrivare e nel Mediterraneo orientale si instaurer\u00e0 una convivenza poco pacifica tra Islam e Bisanzio.<br \/>\nL\u2019Italia si spacca in tre: il sud islamico, l\u2019oriente settentrionale bizantino, l\u2019occidente settentrionale strozzato<\/p>\n<p>L\u2019Europa continentale, ed \u00e8 di essa che si occuper\u00e0 la nostra narrazione odierna, non pi\u00f9 alimentata e supportata dal commercio mediterraneo, sprofonda in un periodo di profonda crisi economica e sociale causata dalla crescente anemia del commercio, esattamente dalla scomparsa del commercio marittimo, provocata dall\u2019espansione dell\u2019Islam sulle coste del Mediterraneo. Prima dell&#8217;VIII secolo la situazione generale \u00e8 di continuazione dell&#8217;economia mediterranea antica; dopo l&#8217;VIII secolo c&#8217;e la rottura completa con questa economia. in questo momento, che coincide all&#8217;incirca con la presa di Cartagine, il commercio marittimo \u00e8 ridotto quasi a niente. Le condizioni di vita delle popolazioni di questi territori avranno un indicibile degrado. La storia ci ha tramandato la narrazione delle lotte politiche, quelle di una dinastia contro l\u2019altra, quelle della nobilt\u00e0 contro i re, quelle dei religiosi contro il potere temporale, ma poco si \u00e8 occupata, salvo poche e interessantissime eccezioni, delle condizioni della vita umana negli ultimi secoli del millennio.<\/p>\n<p>Il lettore trover\u00e0 autorevolissima testimonianza del forte degrado sociale e delle condizioni di estrema indigenza nello scritto che proponiamo di seguito, appartenente ad Umberto Eco, fra gli storici italiani pi\u00f9 autorevoli, esimio medievalista, affidato all\u2019<em>Introduzione al Medioevo<\/em>, in \u201cIl Medioevo\u201d opera in 12 volumi di Federico Motta editore, Milano, 2009, per il Gruppo editoriale L\u2019Espresso S.p.A., Introduzione, pag. 21), \u00ab<em>&#8230; i secoli prima dell\u2019anno <\/em><em> Mille erano alquanto scuri perch\u00e9 le invasioni barbariche &#8230; avevano a poco a poco distrutto la civilt\u00e0 romana: le citt\u00e0 si erano spopolate o erano andate in rovina, le grandi strade non venivano pi\u00f9 curate e sparivano fra gli sterpi, erano state dimenticate tecniche fondamentali come quelle dell\u2019estrazione dei metalli e della pietra, si erano abbandonate le culture e &#8230; interi territori erano ritornati foresta<\/em>\u00bb; e ancora \u00ab<em>&#8230; il Medioevo prima del Mille era certamente un periodo di indigenza, di fame, di insicurezza<\/em>\u00bb, \u00ab<em>&#8230; La fame aveva reso tutti smunti, poveri e ricchi, e &#8211; quando non erano pi\u00f9 restati animali da mangiare &#8211; ci si era cibati di ogni tipo di carogne e \u201cdi altre cose che destano ribrezzo al solo parlarne\u201d, sino a che alcuni si erano ridotti a mangiare carne umana. I viandanti venivano aggrediti, uccisi a pezzi e messi a cuocere, e coloro che si mettevano in viaggio nella speranza di sfuggire alla carestia, durante la notte venivano sgozzati e divorati da chi li aveva ospitati. C\u2019era chi attirava i bambini mostrando un frutto o un uovo per poterli scannare e cibarsene. In molti posti si mangiavano cadaveri disseppelliti &#8230;<\/em>\u00bb. E infine \u00ab<em>La popolazione, sempre meno numerosa e meno robusta, era falciata da malattie endemiche (tubercolosi, lebbra, ulcere, eczemi, tumori) e da epidemie tremende come la peste. &#8230; secondo alcuni l\u2019Europa, che nel III secolo poteva contare tra i 30 e i 40 milioni di abitanti, nel VII secolo si era ridotta a 14 o 16 milioni. Poca gente che coltivava poca terra, poca terra coltivata che nutriva poca gente. Per\u00f2 quando ci appressiamo al millennio, le cifre cambiano, e si parla di nuovo di 30 o 40 milioni di abitanti per l\u2019XI secolo, mentre nel XVI secolo la popolazione europea osciller\u00e0 ormai tra i 60 e i 70 milioni &#8230; si pu\u00f2 dire che nel giro di quattro secoli la popolazione come minimo raddoppia.\u00a0\u00a0\u00a0 Nel X secolo iniziano a diffondersi le colture intensive di legumi<\/em>\u00bb.<br \/>\nA livello politico, si esaurisce la forza propulsiva della dinastia merovingia dilaniata dall\u2019erosione dei suoi possedimenti terrieri da parte della nobilt\u00e0 e dal degrado morale della corte. Si crea il potere dei Maggiordomi e, attraverso essi, subentra la dinastia carolingia<br \/>\nSino all\u2019inizio del VII secolo il Sud prevale sul Nord, ed il Sud \u00e8 l\u2019area mediterranea; la Gallia Merovingia \u00e8 anch\u2019essa fiorente come l\u2019Africa e la Spagna; la navigazione mediterranea \u00e8 intensa e il commercio fiorente; i centri cittadini pulsanti, la moneta circola e persiste il prestito a interesse, sostenuto da un commercio condotto da professionisti in materia. La persistenza di un\u2019attivit\u00e0 cittadina perpetua l\u2019esistenza del fisco, della necessaria burocrazia, in definitiva di uno Stato nella pienezza romana del termine. La continuazione del modello romano si ha anche nel campo della cultura ed in quello morale. Dagli anni \u201830 comincia la decadenza merovingia, alla quale contribuiscono in maniera determinante le lotte civili tra i re. Queste, che erano state una consuetudine sino al 613 (basti pensare al conflitto tra Fredegonda e Brunechilde ed ai successivi intrighi di quest\u2019ultima sino alla sua orrenda morte nel 613), vengono rese da allora pi\u00f9 gravi dalla verde et\u00e0 e dall\u2019immaturit\u00e0 dei re, dagli eccessi immorali e dalle implicazioni veneree dei rampolli reali. La gran parte di loro sono degenerati, Clodoveo II muore pazzo. E\u2019 un quadro lugubre, in forte contrasto con la tradizione degli imperatori romani di Occidente e con quella dei Carolingi che li seguiranno. ma, soprattutto, con le condizioni di vita delle persone comuni, indigenti, propriet\u00e0 dei proprietari delle terre nelle quali vivono, oggetto della narrazione di Umberto Eco gi\u00e0 proposta.<\/p>\n<div style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/14052013002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Rizzoli Larousse, 1973 (*)\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/14052013002_th.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"260\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Rizzoli Larousse, 1973 (*)<\/p><\/div>\n<p>Anche in questo caso l\u2019autorevole testimonianza di uno storico di prima grandezza potr\u00e0 dare una precisa idea di ci\u00f2 che vogliamo significare. Scrive Henri Pirenne, belga, nel suo \u201c<em>Maometto e Carlomagno<\/em>\u201d (Laterza, Roma-Bari, 1996): \u00ab<em>La corte dei Merovingi \u00e8 un lupanare. Fredegonda \u00e8 una megera spaventevole. Teodato fa assassinare sua moglie. E\u2019 tutta una serie di reciproci tradimenti; dappertutto regna una mancanza di moralit\u00e0 quasi incredibile. La storia di Gundobaldo per questo riguardo \u00e8 caratteristica. L&#8217;ubriachezza sembra essere il modo di vivere comune a tutti. Donne fanno assassinare i loro mariti dagli amanti; tutti si vendono per denaro; e tutto questo senza distinzione di razza, tra Romani come tra Germani. Perfino il clero &#8211; e non sono esenti le monache &#8211; \u00e8 corrotto, sebbene pur sempre in mezzo ad esso la moralit\u00e0 si sia rifugiata. Per\u00f2 in mezzo al popolo la religiosit\u00e0 non si eleva al disopra di una grossolana taumaturgia. Si pu\u00f2 dire che siano spariti in parte i vizi cittadini, i mimi, le cortigiane, ma neanche dappertutto, perch\u00e9 si trovano tra i Visigoti, e soprattutto in Africa tra i Vandali, che pure erano i pi\u00f9 germanici fra i barbari del Sud. Essi divennero effeminati, amanti dei bagni e delle ville lussuose. Le poesie composte al tempo di Unerico e Trasamondo sono smaltate di tratti priapei. Si pu\u00f2 concludere che dal tempo del loro stanziamento nell\u2019impero tutti i lati eroici ed originali del carattere barbarico siano scomparsi per far posto ad un assorbimento romano. Il suolo della Romania ha succhiato la civilt\u00e0 barbarica. E come poteva essere altrimenti, quando l\u2019esempio veniva dall\u2019alto?<\/em>\u00bb.<br \/>\nInutile che tentiamo di spiegare ai lettori con nostre argomentazioni come si sia arrivati a questo stato. Lo ha gi\u00e0 fatto molto meglio di come potremmo farlo noi Cinzio Violante in Un problema sociale: mercanti e potentes nella societ\u00e0 merovingia, pubblicato da \u00abIl Mulino\u00bb, novembre-dicembre 1953, pp. 537-550, e di cui cercheremo di sintetizzare nelle righe che seguono i passaggi pi\u00f9 significativi.<br \/>\nA partire dal VI secolo la nobilt\u00e0 franca, la cui fedelt\u00e0 al sovrano era stato un fondamento etico-giuridico, radicato nella tradizione delle antiche Sippen nobiliari germaniche anche per l\u2019influsso della classe senatoria gallo-romana, assicura il proprio aiuto di natura bellica al sovrano solo in cambio di generosissime elargizioni di terre regie. Anche la nobilt\u00e0 franca diveniva terriera e si legava alla terra, dal cui possesso cominciavano a discenderne autorit\u00e0 e potere. I nobili gallo-romani cessavano di costituire una casta e tra la fine del VI secolo e l\u2019inizio del VII si esauriva in Gallia e in Provenza la tradizione culturale e letteraria romana, perch\u00e9 veniva meno quella classe senatoria che ne era stata la depositaria. L\u2019atto con il quale la nobilt\u00e0 si impone al sovrano, dando avvio a un profondo processo di trasformazione del regno e della societ\u00e0 merovingi \u00e8 l\u2019editto di Parigi del 18 ottobre 614. Si tratta di un impegno particolarmente solenne da parte del sovrano, mediante il quale la nobilt\u00e0 merovingia, compatta e salda nell\u2019affermazione dei propri diritti, forte dell\u2019aiuto prestato e del valore decisivo della sua fedelt\u00e0, potente per la forza delle armi e per i vasti possedimenti terrieri, imponeva il riconoscimento dello stato di fatto. I Potentes erano inseriti ormai nel vivo della societ\u00e0 merovingia e dell\u2019economia delle singole regioni.<\/p>\n<div style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/14052013003.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" title=\"Rizzoli Larousse, 1973 (*)\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/14052013003_th.jpg\" alt=\"Rizzoli Larousse, 1973 (*)\" width=\"250\" height=\"185\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Rizzoli Larousse, 1973 (*)<\/p><\/div>\n<p>Dopo il 614 non passeranno molti anni prima che comincino ad apparire &#8211; verso la met\u00e0 del secolo &#8211; attorno ai grandi signori terrieri laici ed ecclesiastici quei missi, quei merchands d\u2019abbaye, che non hanno ancora conquistato la loro autonomia di mercanti, ma gi\u00e0 provvedono ai nuovi bisogni commerciali dei loro signori e dei domains ruraux divenuti pi\u00f9 vasti.<br \/>\nL\u2019editto di Parigi rappresenta il culmine della profonda crisi del potere regio. La riunificazione del potere nelle mani di Clotario II segna l\u2019affacciarsi sul proscenio degli Arnolfingi e l\u2019avvento al potere dei Maestri di Palazzo. Questi ultimi diventeranno presto gli esponenti della nobilt\u00e0 in lotta contro la monarchia.<br \/>\nIl re \u00e8 nelle mani dell\u2019aristocrazia. Per resisterle egli ha tentato di appoggiarsi alla chiesa, ma la chiesa stessa \u00e8 caduta nell\u2019anarchia. Se si pensa all&#8217;influenza considerevole che i vescovi esercitarono dal secolo VII in poi nelle citt\u00e0, si deve necessariamente concludere che decaddero le istituzioni urbane. Senza alcun dubbio quello che esse avevano conservato della loro curia disparve in mezzo a quell&#8217;anarchia. La vita urbana quale l&#8217;aveva conservata il commercio sparisce. La ragione \u00e8 che la sorgente mediterranea del commercio, non disseccata dalle invasioni del V secolo, si dissecca ora che quel mare \u00e8 chiuso.(Pirenne, op. cit). Situazione tale da favorire l\u2019ascesa dei Maggiordomi, dei quali sono inconsapevoli strumenti, contro i quali nessuno os\u00f2 mai ribellarsi, che, anzi, in diversi casi furono i loro assassini. Vivono sotto la tutela della madre o della zia. Dopo Brunechilde si diventa regine per l\u2019avvenenza. La regina Nantechilde \u00e8 una domestica che Dagoberto ha fatto entrare nel suo letto. E ci\u00f2 non fa che aumentare il potere dei Maggiordomi.<\/p>\n<p>Enrico La Rosa<\/p>\n<p>Nota (*) Le cartine indicate con la denominazione \u201cRizzoli Larousse, 1973\u201d sono state gentilmente concesse dalla Casa Editrice Larousse, Paris. Esse sono state pubblicate nel fascicolo delle carte allegato alla \u00abStoria Universale\u00bb in quattro volumi, pubblicata da Rizzoli Larousse nel 1973.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"tabella_eredita_roma\" style=\"float: left; width: 29%; font-size: 10px; line-height: 11px;\">\n<div style=\"background-color: #fbd4b4;\">\n<p align=\"center\"><strong>Goti<\/strong><\/p>\n<p>Popolazione probabilmente originaria della Scandinavia, stanziata nel I sec. a.C. alle foci della Vistola.<\/p>\n<p>III sec. dC. I Goti raggiungono le regioni del Mar Nero e successivamente le rive del Danubio, entrando in contatto con l&#8217;impero romano<\/p>\n<p>250-251<\/p>\n<p>Invadono la Tracia e la Mesia. Negli anni successivi si stabiliscono nella Dacia e campiono incursioni contro le coste della Grecia e dell&#8217;Asia Minore<\/p>\n<p>269<\/p>\n<p>Sono sconfitti a Doberus (Macedonia) e a Naissus dall&#8217;imperatore Claudio II; poco dopo vengono respinti a nord del Danubio dall&#8217;imperatore Aureliano<\/p>\n<p>Met\u00e0 del IV sec<\/p>\n<p>Iniziano la loro conversione all&#8217;arianesimo sotto la guida del vescovo Ulfila. Essi risultano divisi nelle due grandi trib\u00f9 dei Visigoti (Goti occidentali) e degli Ostrogoti (Goti orientali)<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"background-color: #daeef3;\">\n<p align=\"center\"><strong>Ostrogoti<\/strong><\/p>\n<p>370 circa<\/p>\n<p>Assaliti dagli Unni, sono per la maggior parte assorbiti da questi e costretti a seguirli nelle loro scorrerie in Occidente. Alla morte di Attila (453) gli Ostrogoti si sottraggono al dominio degli Unni e si insediano nella Pannonia e nel Norico. In seguito si trasferiscono nella Mesia e l\u2019Impero remano d&#8217;Oriente li accoglie come federati.<\/p>\n<p>488<\/p>\n<p>Guidati dal re Teodorico degli Amali (474-526), sono inviati contro Odoacre dall&#8217;imperatore d&#8217;Oriente Zenone.<\/p>\n<p>489<\/p>\n<p>Giungono in Italia e sconfiggono Odoacre all&#8217;Isonzo e all&#8217;Adige.<\/p>\n<p>490<\/p>\n<p>Odoacre viene battuto all&#8217;Adda e si rifugia a Ravenna.<\/p>\n<p>493<\/p>\n<p>Odoacre viene assassinato. Gli Ostrogoti si insediano in Italia. Teodorico cerca di favorire la pacifica convivenza tra il suo popolo, ariano, e i Romani, di fede cattolica<\/p>\n<p>523<\/p>\n<p>In risposta alla persecuzione degli ariani ordinata dall&#8217;imperatore Giustino, Teodorico perseguita i Romani<\/p>\n<p>526<\/p>\n<p>Morte di Teodorico.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"background-color: #fde9d9;\">\n<p align=\"center\"><strong>Visigoti<\/strong><\/p>\n<p>376<\/p>\n<p>I Visigoti sono accolti in Tracia dall&#8217;imperatore Valente<\/p>\n<p>378<\/p>\n<p>Battaglia di Adrianopoli (Edirne): i Visigoti sconfiggono l&#8217;imperatore Valente<\/p>\n<p>382<\/p>\n<p>Si stabiliscono nella Mesia come federali dell&#8217;impero romano<\/p>\n<p>395<\/p>\n<p>Guidati da Alarico, iniziano le incursioni contro<\/p>\n<p>I&#8217;impero romano d&#8217;Oriente. Si stabiliscono poi in Dalmazia.<\/p>\n<p>401<\/p>\n<p>Alarico li guida in Italia<\/p>\n<p>402<\/p>\n<p>Sono sconfitti a Pollenzo (Piemonte) dalle truppe del generale romano Stilicone<\/p>\n<p>403<\/p>\n<p>Sono sconfitti a Verona da Stilicone e lasciano<\/p>\n<p>l\u2019Italia<\/p>\n<p>408<\/p>\n<p>Alarico li riconduce in Italia e giunge alle porte di Roma.<\/p>\n<p>410<\/p>\n<p>I Visigoti saccheggiano Roma<\/p>\n<p>Fine del 410<\/p>\n<p>Morte di Alarico presso Cosenza. Gli succede il cognato Ataulfo (410-415), che risale l&#8217;Italia e guida il suo popolo nella Gallia meridionale (Narbonese)<\/p>\n<p>414-415<\/p>\n<p>Ataulfo conquista la Gallia e passa in Spagna; a Barcellona viene assassinato (415). Gli succede il fratello Vallia (415-419)<\/p>\n<p>418<\/p>\n<p>I Visigoti si insediano in Aquitania come federati dell&#8217;impero romano<\/p>\n<p>419-451<\/p>\n<p>Regno di Teodorico I. Tenta invano di conquistare la fascia costiera del Mediterraneo. Alleatosi con il generale romano Ezio contro gli Unni, muore ai Campi Catalaunici (451)<\/p>\n<p>453-466<\/p>\n<p>Regno di Teodorico II. Combatte contro gli Svevi insediati in Spagna. Viene fatto assassinare da suo fratello Eurico, che gli succede<\/p>\n<p>466-484<\/p>\n<p>Regno di Eurico. Conquista quasi tutta la penisola iberica ed estende il dominio dei Visigoti in Gallia<\/p>\n<p>484-507<\/p>\n<p>Regno di Alarico II. Nella battaglia di Vouille (507) \u00e8 sconfitto e ucciso da Clodoveo re dei Franchi<\/p>\n<p>711<\/p>\n<p>Fine del regno di Visigoti in Spagna.<\/p>\n<div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"background-color: #bfbfbf;\">\n<p align=\"center\"><strong>Franchi<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 una popolazione germanica dei paesi baltici<\/p>\n<p>III sec. dC<\/p>\n<p>I Franchi sono stanziati nelle regioni del basso e del medio Reno e risultano divisi in due gruppi tribali: i Franchi Sali e i Franchi Ripuari<\/p>\n<p>257<\/p>\n<p>Sono sconfitti dall&#8217;imperatore Gallieno.<\/p>\n<p>258-259 e 276<\/p>\n<p>Compiono incursioni in Gallia.<\/p>\n<p>288<\/p>\n<p>Subiscono l&#8217;offensiva dell\u2019imperatore Massimiano<\/p>\n<p>Fine del III sec<\/p>\n<p>Diventano federati dell&#8217;Impero romano<\/p>\n<p>Prima met\u00e0 del V sec.<\/p>\n<p>Sono\u00a0 respinti oltre il Reno dal generale romano Ezio<\/p>\n<p>447<\/p>\n<p>Morte di Clodione. Gli succede Meroveo (447-457), che contribuisce alla<\/p>\n<p>vittoria di Ezio ai Campi Catalaunici nel 451<\/p>\n<p>Met\u00e0 del V sec. ca.<\/p>\n<p>I Franchi Ripuari si insediano nella valle della Mosella e i Franchi Sali, guidati da Clodione, occupano la regione della Schelda<\/p>\n<p>457-481<\/p>\n<p>Regno di Childerico I<\/p>\n<p>481-511<\/p>\n<p>Regno di Clodoveo, re dei Franchi<\/p>\n<p>486<\/p>\n<p>Clodoveo conquista i domini del generale romano Siagrio<\/p>\n<p>496-506<\/p>\n<p>Clodoveo sconfigge gli Alamanni a Z\u00fclpich presso Colonia, e assoggetta i Franchi Ripuari. In questo periodo si converte al cattolicesimo<\/p>\n<p>507<\/p>\n<p>Clodoveo sconfigge a Vouill\u00e9 i Visigoti, guidati da Alarico II, e annette l&#8217;Aquitania al regno franco<\/p>\n<p>511<\/p>\n<p>Clodoveo muore a Parigi, dove aveva fissato la sua residenza<\/p>\n<p>732<\/p>\n<p>Nella pianura di Poitiers Carlo Martello sconfigge l\u2019esercito musulmano e ne uccide il condottiero, Abd-er-Rhaman.<\/p>\n<p>739<\/p>\n<p>Nuove incursioni in Provenza, vanificate dal nuovo intervento di Carlo Martello.<\/p>\n<p>744<\/p>\n<p>I Franchi di Carlomagno sconfiggono definitivamente i Longobardi e ne inglobano il regno.<\/p>\n<p>756<\/p>\n<p>Assedio del longobardo Astolfo a Roma. Affrontato da Pipino, chiede la resa e rende il territorio occupato, che il re franco restituisce al papa.<\/p>\n<p>768<\/p>\n<p>Salita al trono di Carlomagno.<\/p>\n<p>774<\/p>\n<p>Desiderio, chiuso a Pavia, si arrende a Carlomagno, che rilev\u00f2 il titolo di re dei Longobardi.<\/p>\n<p>778<\/p>\n<p>Carlomagno \u00e8 battuto a Roncisvalle e la sua retroguardia viene massacrata.<\/p>\n<p>797\u00f7813<\/p>\n<p>I Carolingi non possedevano flotte e non potevano quindi spazzare il mare dai pirati che l&#8217;infestavano. Essi fecero sforzi per conquistarsi la sicurezza del mare:<\/p>\n<p>&#8211; nel 797 occuparono Barcellona;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0nel 799 le Baleari devastate allora dai Saraceni e che si abbandonarono a Carlo;<\/p>\n<p>nell&#8217;807 Pipino scaccia i Mori dalla Corsica con una flotta italiana.<\/p>\n<p>800<\/p>\n<p>Roma, 25\/12 &#8211; Il papa Leone III incorona Carlo Magno Imperatore.<\/p>\n<p>812<\/p>\n<p>Aix en Provence, 13\/11 &#8211; Pace tra Carlomagno e Bisanzio: abbandono ai Bizantini di Venezia e delle citt\u00e0 dell\u2019Istria, della Liburnia e della Dalmazia.<\/p>\n<p>Definitiva rinuncia al mare dell\u2019impero carolingio .<\/p>\n<p>Ascesa di Venezia come potenza marittima nell\u2019orbita di Bisanzio.<\/p>\n<p>843<\/p>\n<p>Trattato di Verdun e suddivisione dell\u2019impero Carolingio in tre regni.<\/p>\n<p>973<\/p>\n<p>Il conte Guglielmo di Arles riusc\u00ec a ricacciare i Saraceni di Spagna installati a Hy\u00e8res, Fr\u00e9jus e Fraxinetum.<\/p>\n<p>987<\/p>\n<p>Ugo Capeto \u00e8 re dei Franchi.<\/p>\n<div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pdf24Plugin-cp\"> \t<form name=\"pdf24Form0\" method=\"post\" target=\"pdf24PopWin\" action=\"https:\/\/doc2pdf.pdf24.org\/wordpress.php\"><input type=\"hidden\" name=\"blogCharset\" value=\"Cw1x07UAAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogPosts\" value=\"MwQA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogUrl\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogName\" value=\"y89NTU\/MSy0v1svMS8sHAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"blogValueEncoding\" value=\"gzdeflate base64\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postId_0\" value=\"MzIwMQYA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postTitle_0\" value=\"8\/RRcHF19vH08wfSPj6PGma6hgb5BzgqBPgHh+gG+fs6+jkCAA==\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postLink_0\" value=\"yygpKSi20tcvLy\/Xy89NTU\/MSy0v1svMS8vXty+wNTIwMQYA\" \/><input type=\"hidden\" name=\"postAuthor_0\" 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\/><\/form> \t<div class=\"pdf24Plugin-cp-link\"> \t\t<a href=\"#\" onclick=\"var pdf24Win = window.open('about:blank', 'pdf24PopWin', 'resizable=yes,scrollbars=yes,width=600,height=250,left='+(screen.width\/2-300)+',top='+(screen.height\/3-125)+''); pdf24Win.focus(); document.pdf24Form0.submit(); if(typeof pdf24OnCreatePDF === 'function'){void(pdf24OnCreatePDF(this,pdf24Win));} return false;\">Scarica l'articolo in formato PDF<\/a> \t<\/div> <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia MEDinMED 5 L\u2019effetto dell\u2019espansione dell\u2019Islam ebbe effetti devastanti sul commercio dei paesi europei continentali, su quello della Gallia in particolare. L\u2019interdizione del traffico marittimo da\/per i porti che avevano assicurato l\u2019accesso verso l\u2019Europa dei generi provenienti dall\u2019oriente comport\u00f2 la&hellip;<\/p>\n<p class=\"more-link-p\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.omeganews.info\/?p=2043\">Read more &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-2043","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2043"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4850,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2043\/revisions\/4850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.omeganews.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}