Propaganda e disinformazione nella crisi libica

15 Aprile 2011
By
Propaganda e disinformazione nella crisi libica

di Elisa Bertacin Ci risiamo. Ancora una volta, nel vivo di una situazione conflittuale, occorre riparlare di disinformazione mediatica. Questa volta sul banco degli imputati troviamo, tra gli altri, uno dei network informativi ritenuto tra i più neutrali, credibili ed affidabili a livello globale, grazie alla quasi totale assenza di censure e pregiudizi: Al Jazeera. Nata nel 1996 e da subito contraddistintasi per l’assenza di filtri, Al Jazeera è stata spesso accusata dai decisori occidentali di essere collusa con i gruppi estremisti e terroristici, soprattutto perché non ha posto limiti e divieti alla trasmissione dei messaggi di Osama bin Laden e di al-Qaeda. Tuttavia, l’emittente è riuscita nel corso degli anni e, soprattutto, grazie alla copertura di eventi quali l’operazione statunitense Desert Fox del 1998 contro l’Iraq e la seconda intifada palestinese nel 2000, nonché grazie ad interviste e filmati in esclusiva, a guadagnarsi la fiducia delle Opinioni pubbliche pressoché in tutto il mondo (grazie anche al lancio del canale Al Jazeera English). Eppure anche questa fonte consolidata nel mondo dell’informazione globale è finita sotto accusa, sebbene sia stato dato poco risalto a questo elemento. Assieme all’emittente concorrente, Al Arabiya, durante la crisi libica, Al Jazeera ha dimostrato ancora una

Read more »

L’Europa e i suoi Vicini

8 Aprile 2011
By
L’Europa e i suoi Vicini

Deludente seduta parlamentare che evidenzia, ancora una volta, la poco incisiva politica di buon vicinato dell’Europa di Enrico La Rosa Il sito del Parlamento europeo ha pubblicato ieri, al termine della seduta dedicata all’esame della proposta di risoluzione sulla “revisione della politica europea di vicinato-dimensione meridionale”, un resoconto che definire sconcertante è poco. Innanzitutto, con enorme perspicacia e tempestività, si scopre che, secondo gli eurodeputati, la politica europea di vicinato (PEV) ha bisogno di essere profondamente revisionata. Se la perspicace intuizione di questi signori è giusta e condivisibile, ancorché in ritardo di parecchie lune, non possono non cascare le braccia leggendo quale sia l’origine di tale epocale intuizione («il fallimento della PEV nel promuovere i diritti umani nei paesi terzi»), quale lo scopo a base del proposito di revisione (<per sostenere la stabilità e la crescita ai confini comunitari»), quale il quadro in cui si richiede che ciò debba avvenire («a condizione però che siano realizzate le riforme democratiche») e l’individuazione di lacci, laccioli e condizioni varie, del tipo «garantire ad alcuni (!!!) degli Stati partner uno status più avanzato nelle relazioni con l’Unione», «facilitare l’ottenimento dei visti d’ingresso per tutti i partner del Mediterraneo, in particolare per studenti, ricercatori

Read more »

Aspettando il 7 aprile…

6 Aprile 2011
By
Aspettando il 7 aprile…

L’Europa unita dovrà scandire i tempi per una cooperazione mediterranea reale ed efficace, integrata ed organica, che preveda la condivisione  delle risorse per fronteggiare comuni minacce. L’approccio, per essere efficace, dovrà essere di natura estremamente paritetica e passare, preferibilmente, attraverso il benestare di organizzazioni sovranazionali della sponda opposta, come l’Unione Africana o la Lega Araba o l’UMA, e nella convinzione che è assolutamente necessaria la complementare condivisione di risorse (Sud) e know-how (Nord).    Di questo si è reso interprete il presidente francese Sarkozy che indicò nell’Unione per il Mediterraneo l’ambito istituzionale di riferimento del processo di integrazione dei Paesi del bacino mediterraneo. Istituzione che permetterebbe di superare gradualmente le visioni contrapposte tra il Nord ed il Sud, anche grazie al principio di flessibilità geografica. Nell’immediato futuro questo strumento, se ben utilizzato nei settori prioritari già individuati, avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta per l’avvicinamento non solo sul piano prettamente economico e militare, ma anche culturale e sociale. L’unico dubbio ed ostacolo continua a rimanere l’utilità, in termini politici e socio-culturali, dell’avvenuto coinvolgimento dei Paesi dell’UE non bagnati dal Mediterraneo. Alla lunga, potrebbero costituire motivo di discontinuità, incomprensione e contrapposizione. Se il partenariato finora ha funzionato poco è stato

Read more »

Crisi libica: la comunicazione schizofrenica dell’Italia

30 Marzo 2011
By
Crisi libica: la comunicazione schizofrenica dell’Italia

 di Patrik Trancu tratto da  Sitting Duck – Crisis communications, crisis management  Ancora una volta una crisi internazionale offre interessanti spunti di riflessione sulle strategie di comunicazione adottate dalle parti in causa. In questo post desidero soffermarmi su due aspetti che mi hanno colpito. Uso delle immagini: forse non tutti hanno notato che in questa circostanza, a differenze di altri eventi (vedi Afghanistan o Iraq) non sono state rilasciate immagini video di lanci di missili Tomahawk o di bombardamenti. Il servizio stampa della US Navy si è limitato a rilasciare un paio di scatti dalla USS Stout presente nel mediterraneo. Sul sito della marina, oltre a 4 comunicati stampa e un paio di foto, segnalo il TG redatto dalla stessa marina che, sorpresa, non contiene immagini video dell’attacco. La decisione da parte della autorità militari americane, ma anche di quelle francesi, di non rilasciare filmati è chiaramente strategica e probabilmente finalizzata a minimizzare la portata degli avvenimenti, almeno nella narrazione video. Un cambio di strategia forse obbligato a fronte delle precedenti esperienze, ma anche alla luce della natura dell’operazione stessa e del messaggio che si cerca di articolare nei confronti dell’opinione pubblica. La seconda riflessione riguarda l’approccio italiano alla comunicazione.

Read more »