GAZA: la guerra ed i bambini

29 marzo 2011
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GAZA: la guerra ed i bambini

di Guido Monno La notizia della morte di 16 persone fra cui 5 bambini a Misurata in seguito agli attacchi delle forze fedeli a Gheddafi, ha campeggiato fra le notizie principali pubblicate dai vari giornali nazionali on line per tutta la giornata del 23 marzo. Quello della morte di otto persone, fra cui due bambini, a Gaza ad opera delle forze armate israeliane è stata riportata solo nella prima parte della stessa giornata, per scomparire nel pomeriggio soppiantata dall’attentato a Gerusalemme, di cui si parla ancora il 24 marzo. Se si fosse condotta una ricerca sui principali quotidiani italiani on line nei giorni citati su quanto stesse succedendo a Gaza, ben poco si sarebbe trovato. Alle ore 10.30 del 24 marzo 2011 i due principali quotidiani nazionali on line, Repubblica e Corriere della Sera, riportavano ancora la notizia dell’attentato di Gerusalemme con il suo drammatico corollario di morte e distruzione, e nulla sull’altrettanto macabra situazione di Gaza. Per sapere qualcosa di quanto stesse succedendo, bisognava andare a leggere al Jazeera on line nell’articolo “Israeli Planes Raid Gaza”. Anche su numerosi giornali in lingua araba, quali al Arabyia, le notizie su Gaza non erano certo in primo piano. Eppure, se parliamo

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Rovine Libiche

24 marzo 2011
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Rovine Libiche

Antiche sentinelle affacciate sul mare Tratto da “Il Manifesto” del 18.3.2011  di Maurizio Giufrè Il reportage di un architetto che, avendo fatto parte dell’équipe inviata più volte in Libia per collaborare a interventi di restauro dell’edilizia fascista, racconta le meraviglie di Cirene, l’Atene d’Africa, dell’antica città romana di Sabratha, fondata dai fenici, e delle imponenti e lussuose costruzioni di Leptis Magna Sulle coste della Tripolitania e della Cirenaica si alternano terminal petroliferi e piccoli villaggi di pescatori, aree militari severamente protette e vivaci centri urbani ma, soprattutto, su quelle sponde di sabbie e rocce tenere resistono all’erosione del tempo e ai cataclismi, non solo naturali, vaste e importanti aree archeologiche di straordinario valore storico e artistico. Sabratha, Leptis Magna, Cirene, Apollonia sono le località più note che già l’Unesco, nel 1982, dichiarò patrimonio dell’umanità e che con molte difficoltà sono state tutelate fino a oggi dal Dipartimento delle Antichità con le poche risorse messe a loro disposizione dal colonnello Gheddafi. È stata una fortuna avere visitato le antiche vestigia romane e greche della Libia poco prima che esplodesse la guerra civile, il cui esito resta incerto. Gli scontri si svolgono soprattutto nelle aree costiere libiche, e non si può non

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Minaccia del terrorismo dal Nord Africa

22 marzo 2011
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di Marco Lombardi www.itstime.it marco.lombardi@unicatt.it 21 marzo 2011 Prima Gheddafi poi Putin definiscono l’intervento in Libia una “crociata”, utilizzando così  un pericoloso vocabolario qaedista che ha sempre legittimato gli interventi terroristici del  jihadismo radicale. Da Gheddafi è comprensibile. Da Putin meno, anche se lo si legge  nell’ambito della campagna politica per le prossime presidenziali e a supporto delle tesi al  riarmo russo per arginare l’interventismo americano.   In ogni caso, sono questi gli atteggiamenti che portano a incrementare il rischio di  attentati terroristici nei paesi dell’Alleanza fornendo la giustificazione che può muovere  lone wolf e self starter. Infatti, la sicuramente pressione migratoria in crescita dalle coste  occidentali, non giustifica un allarme attacco terrorismo quanto possono invece fare  affermazioni che offrono motivazioni alle imprese solitarie. Ricordiamo che nella medesima area africana abbiamo la presenza di AQIM Al Qaeda nel  Maghreb: si tratta di un gruppo capace, che ha dimostrato di colpire con efficacia in  Algeria, Morocco, Tunisia, Mali, Mauritania. Nelle recenti faccende Nord Africane è  sempre entrato con qualche ritardo rispetto alla sua nota “pro-attività”, in eventi passati,  ma sempre a supporto delle popolazioni in rivolta. Probabilmente il ritardo può leggersi  come frutto ad alcuni dissapori interni nella leadership: la minaccia

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Libya UN Resolution 1973: Text analysed

20 marzo 2011
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Libya UN Resolution 1973: Text analysed

Tratto da BBCNews: http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-12782972 The UN Security Council has passed a resolution authorising “all necessary measures” to protect civilians in Libya from pro-Gaddafi forces. BBC diplomatic correspondent Jonathan Marcus deciphers the precise meaning of the resolution. Key excerpts are set against comment and analysis by our correspondent. From UN Resolution 1973: Expressing grave concern at the deteriorating situation, the escalation of violence, and the heavy civilian casualties… Considering that the widespread and systematic attacks currently taking place in the Libyan Arab Jamahiriya against the civilian population may amount to crimes against humanity… Analysis: These first two highlighted sections emphasise that this is all about defending the civilian population in Libya from attacks by its own government. One of the conditions for action set out by Nato countries has been “a demonstrable need” to intervene. Expressing its determination to ensure the protection of civilians and civilian populated areas and the rapid and unimpeded passage of humanitarian assistance and the safety of humanitarian personnel… Analysis: An assertion, as the British Prime Minister David Cameron has just put it, that the international community intends to back its words with action. Reaffirming its strong commitment to the sovereignty, independence, territorial integrity and national unity

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