L’azione dei social network e le strategie di reazione

14 marzo 2011
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L’azione dei  social network  e le strategie di reazione

di Ferruccio di Paolo Il 12 marzo si è tenuto il World Day Against Cyber-Censorship ed è stato l’occasione per fare il punto sull’importanza di Internet come strumento di mobilitazione e di trasmissione di notizie. Reporter without borders ha presentato un libro bianco sui “Nemici di Internet” e uno spaccato dei social network, della loro influenza e delle reazioni nel mondo. Se già il 2010 aveva decretato il ruolo delle reti sociali e di Internet come strumenti di mobilitazione e di trasmissione di notizie, i primi mesi del 2011 ne hanno confermato la forza dirompente. I termini “rivoluzione di Twitter” e “rivoluzione di Facebook” sono diventate parole d’ordine. Nel solo 2010, 250 milioni di utenti Internet si sono iscritti a Facebook e alla fine dell’anno questo ha superato nel mondo i 600 milioni di iscritti. Nel settembre dello stesso anno, gli utenti di Twitter erano 175 milioni, ben 100 milioni in più rispetto all’anno precedente. Evgeny Morozov, un esperto di nuovi media e dei loro riflessi sulla politica internazionale, nel suo recente libro The Net Delusion: The Dark Side of Internet Freedom, mette in dubbio il ruolo di Internet come strumento di democratizzazione. Infatti, anche se Internet è certamente utilizzato

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Thank you

12 marzo 2011
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Thank you very much for posting my article and your support to the people in the Arab World. While we are going through lots of changes, in this moment The People in the street are very disappointed by the West. Instead of the support for the movement to defend human rights, we see the greed’s, the support for the benefit from the west instead of supporting the values they fought for it for century. Again, I just wrote something about would revolution will start in Syria, do you think you would like to check it out. Thanks. Hind Aboud Kabawat Scarica l'articolo in formato PDF

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Il re nudo

11 marzo 2011
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Il re nudo

La serie di rivelazioni di WikiLeaks solleva più dubbi ed interrogativi che conferme. di Enrico La Rosa Ad esser franchi ed anche un po’ naïf, l’interesse estremo dei sudditi sarebbe di conoscere nei minimi particolari ciò che dicono e fanno i regnanti, essendo essi stessi – almeno in teoria – l’oggetto e l’interesse principale dei primi. Regnanti nudi, all’interno di uffici dalle pareti di vetro, pieni di microfoni che facciano ascoltare all’esterno tutto quello che essi dicono, anche al telefono. Altro che intercettazioni… Mi si obietterà: e la privacy? Ma che bisogno c’è della complicità del silenzio, se quello che si dice è lecito e legittimo? Un governante, un rappresentante del popolo deve essere stanco alla fine del suo mandato, deve provare un’enorme soddisfazione per quello che ha fatto nell’interesse di chi lo ha eletto; ma deve anche sentirsi spossato e desideroso di smettere di governare a causa dello stress subito, altro che privilegi! Ecco perché, da naïf, si può segretamente sperare che di WikiLeaks non uno solo ne esista, ma tanti. Sappiamo, tuttavia, che le regole della politica e della diplomazia sono ben altre. Tutto ciò che riguarda le relazioni tra popoli o Nazioni, o Stati, deve essere coperto dal

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OMeGA, una iniziativa di cultura e di azione per il Mediterraneo

10 marzo 2011
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OMeGA, una iniziativa di cultura e di azione per il Mediterraneo

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo intervento che alimenta il dibattito generato dalla nascita di questo giovane Osservatorio e del suo giornale  “omeganews”, arricchendone le pagine, che come vele al vento portano il giornale a solcare le onde e approdare sulle varie coste di questo nostro Mediterraneo pieno di storia, cultura, risorse, passioni. Si tratta della dichiarazione di intenti della “proprietà”, ossia dell’ Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica ed Antropologia, che è proprietario del giornale, nella persona del suo Presidente: Prof. Giorgio Cortellessa (La Redazione).   di Giorgio Cortellessa          Pochi mesi fa, era metà novembre dell’anno 2010, un gruppetto di persone di varia età e con differenti attività si sono riunite e hanno deciso di costituire una Associazione battezzata OMeGA in cui le due lettere Me sono le iniziali della parola “Mediterraneo”.          Il proposito era ed è non solo di approfondire i problemi geopolitici e ambientali del mare Mediterraneo e delle terre che lo racchiudono, ma anche di dar luogo a azioni concrete per far sì che soprattutto gli italiani più giovani potessero, attraverso stage in loco, toccare con mano le situazioni socioeconomiche, politiche e ambientali. Si sarebbe così iniettata un poco di cultura in una frazione, ancorché piccola,

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