Debutta la rubrica «Antologia mediterranea» di <omeganews.info>

1 maggio 2017
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Debutta la rubrica «Antologia mediterranea» di <omeganews.info>

della Redazione   Con il numero odierno la Redazione di <omeganews.info> da l’avvio ad una rubrica che si spera possa durare il più a lungo possibile, intitolata “Antologia mediterranea”, consistente nella pubblicazione periodica e serrata di brani letterari o giornalistici aventi per oggetto il Mediterraneo, in qualsivoglia visuale. Siamo, peraltro, aperti a collaborazioni esterne. Anche non pianificate, gratuite, appassionate e finalizzate ai nostri stessi obiettivi. In forma sia palese, sia anonima. Cominciamo con uno dei maggiori cantori del nostro mare, Fernand Braudel, il grande storico francese, la cui opera indimenticabile è degna di un vero vate! Il brano riportato è tratto dal libro “Il Mediterraneo”, pubblicato per la prima volta da Flammarion nel 1985 con il titolo originale “La Mediterranée”. Il brano che vi proponiamo risale alla VI edizione “Saggi tascabili” di Bompiani dell’agosto 1996, è tratto dal capitolo “Un solo Dio” scritto da Roger Arnaldez, paragrafo intitolato “L’Islam”, alle pagine 162/168.   L’Islam Un giorno, dai deserti dell’Arabia, si precipitarono sul vecchio mondo quelli che furono chiamati i “Cavalieri di Allah”. Alcune città tentarono di resistere alla loro avanzata, ma invano; molte si arresero, come Gaza, che, a detta dello storico Balâdhurî, fu consegnata al nemico dal suo vescovo.

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Internazionale islamista e terrorismo globale

24 aprile 2017
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Internazionale islamista e terrorismo globale

di Enrico La Rosa   Innanzi tutto, una precisazione di tipo semantico. Si parla tanto di “fondamentalismo” e lo si associa inevitabilmente alla religione islamica, tant’è che la completa dizione è solitamente “fondamentalismo islamico”. è un falso storico! E’ verificabile nei testi delle cronache degli Stati Uniti d’America la paternità del termine “fondamentalismo”, nato nel 1920 negli USA, allorché i teologi cristiani conservatori, per contrastare l’affermarsi delle teorie evoluzioniste, incoraggiarono la pubblicazione di libricini che riaffermassero i principi fondamentali della dottrina cristiana; questi libri si chiamarono “The Fundamentals” e questo atteggiamento di tipo reazionario fu battezzato “fondamentalismo“, per la prima volta nella storia dell’umanità ad opera di settori appartenenti alla religione cristiana. La visione “fondamentalista” nel mondo cristiano è figlia dell’intransigenza calvinista e luterana che ben si è sempre combinata con il radicalismo dei comportamenti e delle dottrine di area europea, in particolare della parte continentale e nordica. Riesce oltre modo difficile concepire una visione granitica della vita e dei dogmi in un mondo variegato e plastico, forse anche troppo, forse troppo incline al compromesso, come quello mediterraneo.   Si passerà ora ad esaminare l’excursus storico della nascita e dello sviluppo del terrorismo di matrice islamica. Di quello cristiano si

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THE GREAT SEA, di David Abulafia

10 aprile 2017
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THE GREAT SEA, di David Abulafia

Recensione di Alberto Osti Guerrazzi, 10 aprile 2017 Scrivere una storia complessiva del Mediterraneo è certamente qualcosa di difficile ed estremamente complesso, considerando che probabilmente nessun altra area del pianeta ha avuto ed ha una storia così lunga, varia e tormentata quale il nostro mare; e difatti una simile impresa non era ancora stata tentata, se non per settori specifici o per periodi limitati. Una citazione per tutte, la monumentale opera di Braudel dedicata al Mediterraneo all’epoca, al secolo, di Filippo II di Spagna. Forse una eco della difficoltà del compito la si può trovare nel sottotitolo, “una storia umana del Mediterraneo”; cioè, forse, una storia sociale, culturale. In realtà, invece, l’opera di Abulafia è una storia abbastanza tradizionale, che focalizza la narrazione da un lato sul succedersi di regni ed imperi e sulle relative guerre e battaglie, dall’altro sul commercio e sui mercanti, che spessissimo di queste guerre furono l’involontaria causa; il controllo e la sicurezza delle rotte commerciali essendo infatti il principale motivo che negli oltre 4000 anni di storia mediterranea ha spinto stati e regnanti a muovere flotte e truppe. Basti pensare alle guerre tra greci e fenici, o più di recente allo sforzo del Regno Unito

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Algeria e Tunisia, due paesi, due storie, due diversi tipi di stabilità

18 marzo 2017
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 Di Luigi R. Maccagnani Si è tenuta a Roma, presso il Circolo della Marina di Tor di Quinto, una Tavola Rotonda di cui al titolo; hanno partecipato, moderati dall’ambasciatore Giovan Battista Verderame, la giornalista e scrittrice di nazionalità algerina, da tempo residente a Roma, Nacera Benali, il giornalista, scrittore e ricercatore Ugo Tramballi, di ritorno da un viaggio in Algeria, e l’ambasciatore Mario Boffo già consigliere presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles (NATO). Nell’introduzione, il presidente OMeGA ha presentato i relatori, ha accennato ai programmi futuri dell’associazione, tra cui la regata d’altura non agonistica Cagliari-Annaba-Biserta-Cagliari di inizio estate, ha espresso il benvenuto all’ambasciatore algerino, S. E. Abdelhamid Senouci Bereksi, ha quindi passato la parola all’ambasciatore Verderame il quale ha illustrato il tema della discussione, focalizzando l’attenzione su due quesiti: sul perché l’Algeria sia rimasta indenne dai moti della cosiddetta Primavera Araba, e sulle ragioni che hanno consentito alla Tunisia, dove tutto è cominciato, uno sviluppo diverso e positivo rispetto al resto dei paesi coinvolti. Ha preso quindi la parola la giornalista Ben Ali, che ha tracciato un profilo storico-sociale dell’Algeria, risalendo alla resistenza anticoloniale dell’ottocento, alla guerra d’Algeria 1954-58, conclusasi con l’indipendenza nel 1962, ed infine agli eventi della guerra

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