Libia: L’Italia flette i muscoli

3 agosto 2017
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Libia: L’Italia flette i muscoli

di Luigi R. Maccagnani Approvata in parlamento il 2 agosto u.s. con ampia maggioranza, la missione della nostra Marina Militare di “supporto” alla Guardia Costiera libica per il contrasto all’immigrazione clandestina; il pattugliatore d’altura Comandante Borsini è già in rotta per il porto di Tripoli. Non è ancora chiaro su quale accordo questa ultima iniziativa si basi, prima si è sentito dire su una specifica richiesta espressa da Serraj, Primo Ministro del GNA (Governo di Accordo Nazionale), sponsorizzato dall’ONU ma con poco consenso in Libia; richiesta poi smentita dallo stesso Serraj al suo ritorno a Tripoli ed in seguito ridefinita come “supporto logistico”. Negativo l’atteggiamento del parlamento di Tobruk, HoR, cui fa riferimento il generale Haftar, come titola il Corriere della Sera, riprendendo dall’emittente televisiva Al Arabya: Libia, «Haftar ordina di bombardare navi italiane». Roma: «Minacce infondate». In realtà il parlamento di Tobruk ha sì condannato la decisione italiana, ma si è limitata a contattare le Nazioni Unite per chiederne l’intervento ed evitare una possibile crisi con l’Italia. C’è grande confusione – ed irritazione – in Libia su chi ha chiesto l’intervento di navi militari italiane in acque libiche, Serraj nega, il ministro degli esteri Siala – che era con

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Libia: Tiepide le reazioni all’incontro di Parigi

26 luglio 2017
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Libia: Tiepide le reazioni all’incontro di Parigi

di Luigi R. Maccagnani   Il lato positivo: l’incontro non solo è avvenuto, che fra i vari tentativi di diversi paesi nei mesi scorsi, solo a maggio scorso i due si erano incontrati -freddamente – ad Adu Dhabi, ma ha anche sortito una dichiarazione congiunta in cui Serraj e Haftar hanno concordato una possibile road map in dieci punti. I principali: Perseguire definitivamente la soluzione politica alla crisi libica; Lavorare insieme per la piena attuazione degli accordi di Skyrat, Il Consiglio di Stato (re Skyrat) ed il parlamento di Tobruk, HoR, attori principali nel dialogo politico, Avere nuovi incontri e discussioni, Lavorare insieme per creare condizioni favorevoli per un nuovo turno di elezioni, Fare ogni possibile sforzo per integrare, nel limite delle reciproche intenzioni, le “forze combattenti”, milizie, nelle Forze Armate regolari. Il testo completo: https://www.libyaherald.com/2017/07/25/serraj-and-hafter-agree-on-ceasefire-elections-and-skhirat-accord-during-french-talks/ Positiva poi la presenza di Ghassan Salamé, che ha avuto modo di interagire alla vigilia del suo insediamento come Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per la Libia, con due degli attori principali della crisi libica. Elezioni: Fayez Serraj aveva nelle settimane scorse lanciato la proposta di indire nuove elezioni, sembra ora si indichino come possibili nella prossima primavera: progetto ambizioso, ma di difficile attuazione.

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Libia: un commento fuori dal coro

25 luglio 2017
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Libia: un commento fuori dal coro

di Luigi R. Maccagnani   Il presidente francese, Macron, ha invitato in Francia per un incontro Fayez Serraj, Primo Ministro del “Governo di Unità Nazionale”, voluto dalle Nazioni Unite, ed il generale (Field Marshal) Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito Nazionale Libico (National Libyan Army – LNA, riferito al parlamento con sede a Tobruk, HoR). L’incontro, programmato per martedi 25 luglio ha come presupposto quello di promuovere un accordo di unificazione.   Immediate le accuse a Macron, sui maggiori quotidiani italiani, di arroganza nell’aver scavalcato l’Italia nel suo supposto ruolo di “coordinatore” degli sforzi internazionali per una soluzione diplomatica per il paese Libia, e con un chiaro riferimento all’intervento militare della Francia, che nel 2011 facilitò la caduta di Gheddafi, facendo precipitare la Libia nel caos (sic).     La rivoluzione libica, scoppiata il 17 febbraio 2011 a meno di due mesi dalla scintilla tunisina, non è stata promossa dalla Francia, è stata spontanea, maturata negli ultimi anni dall’evoluzione demografica del paese, e

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“Lungo le rotte del corallo”, incontro italo-tunisino del luglio 2017, intervista

23 luglio 2017
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“Lungo le rotte del corallo”, incontro italo-tunisino del luglio 2017, intervista

Intervista di Fabrizio Federici   Enrico La Rosa, Ammiraglio in pensione, frequentatore in gioventù della facoltà di Fisica presso la Normale di Pisa, laurea specialistica in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste, e in Scienze Marittime e Navali all’Università di Pisa, già rappresentante italiano in gruppi di lavoro NATO per il supporto logistico alle forze impegnate in operazioni multinazionali di peacekeeping, e in seguito addetto militare nell’Algeria dei massacri, poi ufficiale di collegamento tra la Marina italiana e quella bulgara, oggi è presidente dell’associazione “OMeGA” (“Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia”). Un Centro studi, laboratorio di ricerca geopolitica e socio-economica sul Mediterraneo, che vuol ricoprire un ruolo soprattutto di “Think Tank” in tutto quel che riguarda il “Mare Nostrum”: sul piano soprattutto della ripresa del dialogo inframediterraneo, fortemente compromesso, negli ultimi 7 anni, dall’ arenarsi delle Primavere arabe e dal perdurare delle mire delle grandi potenze. Con lui facciamo un bilancio dell’iniziativa di OMeGA “Lungo le rotte del corallo” (in ricordo degli storici “corallari” italiani e tunisini): un viaggio di pace, e di ricerca del dialogo, dalla Sardegna alla Tunisia, svoltosi nella prima metà di luglio, come parte essenziale del progetto “Rotte Mediterranee”, realizzato col supporto decisivo della Fondazione

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