USA, Israele e NN.UU.

20 maggio 2018
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di Enrico La Rosa

Nel nostro ultimo articolo “L’ambiguo rapporto USA-Israele” (http://www.omeganews.info/?p=3642) l’autore s’interroga legittimamente sull’ambiguità, sulla direzione prevalente, sui tempi e sulle motivazioni di questo insano rapporto esistente tra Stati Uniti e stato d’Israele.

Legittimo, più che legittimo!

Anche logico ed inevitabile, viste le premesse e l’inizio della storia delle relazioni bilaterali, con un riconoscimento eseguito da Truman, in forte contrasto con i suggerimenti del Dipartimento di Stato, avvenuto non solo per assicurarsi l’appoggio elettorale della già potente lobby ebraica nella successiva rielezione, ma anche per non essere da meno dell’Unione Sovietica ed evitare che il nuovo Stato potesse finire nella sua orbita . Nessuna affinità, quindi, e nessun disegno politico meditato e ragionato.

Quel che seguì nei successivi settant’anni, sotto il quasi in interrotto ricatto elettorale della sempre più potente lobby ebraica, con gli aiuti materiali ed il sostegno politico, nonché con il sistematico boicottaggio dell’azione del Consiglio di Sicurezza delle NNUU, è storia ben nota a chi si occupi con competenza, onestà ed obiettività dei tragici fatti del Medio Oriente, della Terra di Palestina in particolare.

2005201801Cosa aggiungere alle giuste riflessioni di Fabrizio Maltinti? Che è il momento di riformare dalle fondamenta le NN.UU. secondo criteri che non privilegino la forza delle armi o il possesso della capacità nucleare, che tutelino realmente i diritti umani ed eliminino la possibilità che alcuno, da solo o in compagnia poco rappresentativa, possa inibire il ruolo di indirizzo, valutazione e sanzione di questo importantissimo Organismo sovranazionale.

Ed è il momento che l’ignava Europa smetta di simulare proteste contro gli eccessi e le prepotenze di Israele, passando a vie di fatto sul piano politico, economico e sanzionatorio, sorvegliando, al contempo, sull’opera di intelligence capillare che quel Paese normalmente svolge sul suo territorio, grazie anche alla piena padronanza sui sistemi di trasmissione dati via internet, cavo e onde. Che si costringano, piuttosto, le autorità israeliane, con ogni mezzo lecito e trasparente, a capire il valore ed il rispetto della vita umana, che è sempre sacra ed invio labile, a fronte di qualsivoglia misfatto e di qualunque reato. Esiste il tribunale degli uomini per giudicare e sanzionare i delitti degli esseri umani. E l’azione delle autorità deve essere sempre intesa a educare, prevenire e a redimere. Non è concepibile la reazione brutale e senza appello. Se possibile, la vita umana va sempre preservata.

L’avversario o il disadattato va educato e recuperato, il delitto va prevenuto con un’azione continua di educazione e di sensibilizzazione alla tolleranza, che deve essere sempre insegnata dall’alto.

Solo qualora non sia stato possibile educare l’individuo ad evitare il delitto, e questo sia stato compiuto decretando il fallimento dell’opera educativa e preventiva, solo allora questo sarà giudicato e punito. Ma la repressione a mezzo di azioni sommarie, poco discrimina tive, di reazione indiscriminata e generalizzata, che noi Europei avevamo imparato a considerare delittuosa quanto il delitto medesimo, uno stato realmente democratico deve impara re ad evitarla.

Si sente ripetere con insistenza che ogni Stato ha il diritto di difendere i propri confini, con qualunque mezzo. Giusto, purché non si verifichi un eccesso di difesa ed a condizione che si difendano i confini legittimi e riconosciuti. Non quelli unilateralmente adottati a danni d’altri. Allo stesso modo, è consentito a ciascuno stato di difendersi dall’altrui aggressione o dalle minacce portate al proprio territorio. La difesa non può, tuttavia, prevedere, in alcun caso, il conseguimento di un vantaggio territoriale, come quelli acquisiti da Israele dopo il 1948.

Enrico La Rosa

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